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Martedì, 28 Maggio 2024
Elezioni comunali 2024

Schmidt, l’attacco arriva da destra: “Non all’altezza di amministrare Firenze”

Alemanno in città per sostenere Asciuti: “Centrodestra incapace di costruire una vera alternativa a chi governa da 80 anni”

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“Schmidt? Un nome non all’altezza per Firenze”. Alternativo a centrodestra e centrosinistra, gli strali di Andrea Asciuti, ex Lega passato poi per Italexit e adesso con il movimento Indipendenza! di Gianni Alemanno, sono tuttavia rivolti quasi esclusivamente al direttore (in aspettativa) museo di Capodimonte a Napoli in occasione del (ri)lancio della lista Firenze vera con cui correrà a sindaco per Palazzo Vecchio. “Ne abbiamo un buon giudizio come direttore degli Uffizi, ma non pensiamo sia all'altezza di amministrare la città di Firenze. Speravamo in una candidatura più politica, io avrei voluto ad esempio Jacopo Cellai (coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, ndr). E per questo abbiamo preferito costruire una strada alternativa al blocco di centrodestra e di centrosinistra”. Con la civica Firenze vera, formata da Indipendenza! e Popolo della famiglia.

Una bocciatura confermata da Alemanno, arrivato in riva all’Arno per sostenere Asciuti, “il miglior consigliere uscente”:  “Firenze è una città amministrata da 80 anni dalla stessa forza politica e con un'opposizione di centrodestra che fa solo un gioco delle parti senza riuscire a costruire un'alternativa. Anche la candidatura di Schmidt va in quella direzione, è un esercizio di stile, senza contenuto. Bisogna rompere gli schemi e portare una proposta nuova”, come quella rappresentata dal cartello elettorale di Asciuti. “Firenze è una città internazionale che deve caratterizzarsi come città della pace, contro quello che stanno sostenendo sia Meloni che Schlein, cioè il proseguimento della guerra in Ucraina e l'indifferenza su quanto sta accadendo in Palestina Dobbiamo dare un segnale, nazionale e locale”, le parole dell’ex sindaco di Roma. 

Asciuti ha ripercorso a grandi linee il programma elettorale: no alla svendita delle aziende nazionali e degli immobili storici, “ma è lo Stato che lo chiede e le amministrazioni sono costrette a farlo” ee tutela delle botteghe di vicinato, “va abolita la legge Bersani”. Su sicurezza si trova d’accordo con la giunta Nardella, “servono più agenti, Roma si deve dare una mossa”, così come per le misure per limitare gli affitti brevi, “questa città non può vivere solo di turismo”, meno sulla multiutility dei servizi, “la quotazione in Borsa non è un’operazione positiva per le tasche dei fiorentini”, così come su tramia e Tav, opere su cui Firenze vera chiede una moratoria.

Infine i punti che hanno portato alla convergenza con il Popolo della famiglia (presente con il referente fiorentino Pier Luigi Tossani)  “quattro principi di bene non negoziabili”: tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale, primato sociale della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, libertà di educazione con buono scuola, principio di sussidiarietà, “lo Stato non deve fare quello che le famiglie e i corpi intermedi della società possono e vogliono fare da sé”. 

Una lista civica, ha però tenuto a sottolineare, che ha anche l’appoggio esterno di Democrazia sovrana e popolare di Marco Rizzo (in rappresentanza c’era Antonello Cresti), alternativa appunto a centrodestra e centrosinistra. E che caso di ballottaggio non sa ancora dove andrà: “Nulla è deciso - il commento praticamente sovrapponibile di Alemanno e Asciuti - Prima guardiamo chi ci arriva”. 

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