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Politica Rignano sull'Arno

Elezioni comunali: in Toscana quattro sfide all'ultimo voto

A Pistoia il centrodestra cerca il "bis", a Lucca il Pd vuole la conferma, Carrara sceglie il post-5Stelle. In provincia di Firenze si vota solo a Rignano

Domenica 12 giugno 2022 in 980 amministrazioni di tutta Italia si vota per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali, con quasi 9 milioni di cittadini chiamati ad esprimersi. In Toscana sono due i capoluoghi di provincia interessati: Lucca (con un'amministrazione uscente di centrosinistra e Pistoia (con l'amministrazione uscente di centrodestra).

Come si vota e dove: tutti i comuni toscani interessati

Fra le sfide interessanti, nei comuni sopra i 15 mila abitanti, c'è anche quella di Carrara. Una sola la partita fiorentina, quella di Rignano sull'Arno, comune che negli ultimi anni è finito sotto i riflettori per essere la "patria" della famiglia Renzi.

Rignano sull'Arno: l'eredità di Lorenzini

Una sfida che ha le caratteristiche per essere definita "fratricida", come si confà alle dinamiche di un paese (poco più di ottomila gli abitanti, e quindi elezione a turno unico). Il sindaco Daniele Lorenzini lascia al termine del secondo mandato e così candida la sua vicesindaca: Dominga Guerri. Il marchio è la lista civica "Insieme per Rignano": mai ricucito lo "strappo" di avvenuto nel 2017 fra Lorenzini e il Pd.

Il Partito democratico, così, schiera un agronomo, Giacomo Certosi sotto la lista civica "Rignano Unita". "Roberto Degl'Innocenti sindaco" è invece il nome della lista che porta il nome del suo candidato, il Presidente della società di calcio Rignanese, di area più centrista e sostenuto da Italia Viva (ma anche alcuni Pd). Il centrodestra invece presenta il consigliere comunale uscente Michele Matrone sotto la lista "Centrodestra per Rignano".

Il 12 giugno si vota anche per i referendum: ecco quali

Lucca "la bianca", il Pd cerca la conferma

E' uno dei due capoluoghi di provincia dove si vota per il rinnovo del sindaco. E anche qui, dopo 10 anni, il sindaco Alessandro Tambellini deve lasciare il testimone. Ma punta alla "successione naturale" candidando anche lui un membro della sua giunta, l'assessore comunale Pd Francesco Raspini.

Lo sfidante è un imprenditore, Mario Pardini, che si candida per il centrodestra che si presenta compatto in suo sostegno, con Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, che puntano così a riprendersi la città. Italia Viva, Azione e +Europa, invece, mettono in campo il direttore d'orchestra Alberto Veronesi. Grande assente il Movimento 5 Stelle che a Lucca non presenta candidati a sindaco: i vertici pentastellati hanno infatti respinto la candidatura del consigliere comunale uscente Massimiliano Bindocci.

A destra di Pardini c'è un altro candidato, il commerciante Fabio Barsanti: cinque anni fa sfiorò l''8% presentandosi con Casapound. Oggi si ricandida con due civiche e Italexit di Gianluigi Paragone. A Lucca corrono anche Andrea Colombini, imprenditore nella ristorazione con le liste "No Green Pass" e "Ancora Italia" e Elvio Cecchini, candidato civico con due liste. Infine c'è Aldo Gottardo, con la lista "Ambiente e Giustizia sociale" appoggiata da Rifondazione comunista, Sinistra Italiana e "Lucca per l'ambiente".

Pistoia: il centrodestra corre per il "bis"

Qui cinque anni fa il centrodestra segnava una delle vittorie più clamorose nel segno del cambiamento del colore politico in una regione (e città) storicamente rossa. Per la prima volta un esponente non di sinistra ha governato la città per cinque anni: oggi Alessandro Tomasi di Fratelli d'Italia, sostenuto da tutta la coalizione e da due civiche, punta a ripetersi candidandosi per il secondo mandato.

A tentare di scalzarlo dalla sedia di primo cittadino ci prova l'ex assessore regionale e già Presidente della Provincia di Pistoia, Federica Fratoni. A sostenerla, oltre al Partito democratico, Italia Viva e Psi, c'è anche il Movimento 5 Stelle: un test per il cosiddetto "campo largo" di centrosinistra.

Sinistra civica ecologista, Verdi, Sinistra Italiana, Articolo Uno e Rifondazione Comunista puntano invece sull'infermiere Francesco Branchetti. C'è poi Iacopo Vepignani, capogruppo di Azione in consiglio comunale. Il Partito Comunista mette in campo Roberto Bardi, mentre Samuela Breschi corre per lista civica "Onda Etica". In corsa anche il Movimento 3V con Alessia Balia, Italexit con Carla Breschi e i "Liberisti italiani" con Luca Sforzi.

Carrara, l'eredità dei 5 Stelle

Interessante anche la partita di Carrara, dove Francesco De Pasquale, sindaco uscente del Movimento 5 Stelle, non si ricandida. Cinque anni fa aveva spazzato via il centrosinistra, ottenendo al ballottaggio il 65% dei voti (per la prima volta in 70 anni). Decisivo fu l'impatto emozionale del disastro provocato dall'esondazione del fiume Carrione, che ruppe gli argini e alluvionò la città, provocando l'ira dei cittadini nei confronti dell'amministrazione uscente.

Il centrosinistra prova a riprendersi la città candidando Serena Arrighi del Partito Democratico, sostenuta anche da Partito Repubblicano, Sinistra Civica Ecologista, Europa Verde e "Serena Arrighi Sindaca". Il centrodestra si presenta invece diviso in due: Fratelli d'Italia e Forza Italia (più civiche) mettono in campo Andrea Vannucci, mentre la Lega (più civiche) candida il suo ex responsabile comunale Simone Caffaz.

Il Movimento 5 Stelle sostiene una candidata del cartello a sinistra del Pd: Rigoletta Vincenti, insieme anche alle liste "Uniti a sinistra con Vincenti", e "Vincenti per Carrara". In campo c'è anche un nome noto: il magistrato in aspettativa e parlamentare di Italia Viva Cosimo Maria Ferri con le liste "Lista Ferri", "Prima Carrara" e Psi. E poi il candidato sindaco della "Lista La Comune", Vittorio Briganti, la lista "Vatteroni per Carrara" con Elvino Vatteroni e il "Movimento Italia Sì" con Ferdinando Locani.

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