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Renzi e gli amministratori dem da Minniti: "Noi antifascisti" / FOTO

Il segretario:"Chi picchia un carabiniere è un criminale". Il capo del Viminale in visita dal militare dell'Arma aggredito a Piacenza

"Chi picchia un carabiniere non è un antifascista, è un criminale" ha detto con forza stamani Matteo Renzi dal palco del teatro Niccolini. Il riferimento è a quanto avvenuto nel pomeriggio di sabato a Piacenza dove un carabiniere (residente a Scandicci) è stato aggredito  durante una delle tante manifestazioni antifasciste che si sono tenute in tutta Italia. "Pensate ci sono state oltre 100 manifestazioni e solo in una si sono verificati problemi, oggi pomeriggio andrò a Scandicci a trovare il carabiniere ferito" ha detto il ministro Minniti dal palco di Via Ricasoli.

Stamani lo storico teatro fiorentino è stata una tappa importante per la campagna elettorale del segretario Renzi che punta soprattutto a rinsaldare gli animi di chi già vota Pd: poche piazze e molti incontri ristretti. Il politico di Rignano, candidato al Senato nell'uninominale fiorentino, ha chiamato a raccolta gli amministratori locali democratici  per ascoltare il ministro degli interni Marco Minniti. In prima fila il sindaco di Firenze Dario Nardella e la prima cittadina di Empoli Brenda Barnini. "Vorrei anzitutto abbracciare Brenda per quanto le è successo qualche settimana fa" ha esordito Renzi. La sindaca ha infatti ricevuto una lettera con due proiettili e minacce di morte. "Non è un caso se abbiamo scelto di ritrovarci al teatro Nicccolini per parlare di sicurezza: cultura e sicurezza vanno insieme e non ce ne vergogniamo. Dopo i fatti del Bataclan il governo rispose investendo di più in cultura".

I FATTI DI MACERATA

Renzi ha poi ribadito che il Pd non è stato zitto di fronte ai fatti di Macerata. "Eravamo lì con il suo sindaco e con i ministri che hanno fatto visita alle vittime. Traini ha sparato contro persone di colore e anche contro la locale sede del Pd. Noi non abbiamo paura siamo una comunità politica, saremo il primo partito politico il 5 marzo".

Dello stesso avviso il capo del Viminale che ha attaccato le forze politiche che a parer suo stanno strumentalizzando la vicenda. "A Macerata in filigrana c’è un problema che riguarda tutto il Paese, un grande Paese non strumentalizza e non cavalca le emozioni, dovrebbe cercare di capire quello che è avvenuto. Un grande partito non parla mai alle parti basse di un Paese, ma al cuore e l'intelligenza".

L'ANTIFASCISMO

"Ribadiamo con forza che siamo orgogliosamente antifascisti. Giovedì mattina saremo tutti a Sant'Anna di Stazzema dove è stata creata un'anagrafe antifascista,  lo faremo a testa alta portando i millennials che spesso non conosco la nostra storia e ideali", ha annunciato il segretario dei dem. Anche Minniti ha parlato a lungo di antifascismo. "Oggi sono esattamente 14 mesi che faccio il ministro degli interni - ha detto l'ex fedelissimo di Massimo D'Alema -. Ho proibito una sola manifestazione quella di Forza Nuova a Macerata di qualche giorno fa: questa è la forza di una democrazia". 

IL MINNITI POLITICO  

"Matteo mi accusa sempre di non parlare, invece oggi ne approfitto" ha proseguito il ministro Minniti. Il capo del Viminale ha parlato per circa 40 minuti, quasi un record per l'ex comunista. Ha difeso convintamente il suo partito. "Sono sempre stato fra quelli che cambiavano i partiti dall'interno - ha dichiarato - fra quelli che cercavano di farli diventare migliori di quelli di prima. Non ho mai cambiato partito. Non lo cambierò mai". E ha concluso: "Se il Pd non fosse nato 10 anni fa, avremmo dovuto fondarlo adesso".

Teatro Niccolini, amministratori dem ascoltano Minniti

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