Politica

Governo Draghi, Renzi: "Ho scelto di contare di meno perché conti più l'Italia"

"Ora tutti d'accordo". E nell'Enews rilancia la Leopolda: "Dopo il vaccino faremo l'edizione 11"

Italia viva ha scelto di "contare di meno" per fare in modo che "l'Italia conti di più". Lo ha detto Matteo Renzi parlando a "Porta a porta". "Noi di Italia Viva eravamo decisivi nel 'Conte bis', lo saremmo stati nel 'Conte ter', ma abbiamo rifiutato: ora contiamo meno, perché conti di più l'Italia".

Matteo Renzi parla a Porta a Porta dopo la rottura che ha portato al "siluramento" di Giuseppe Conte e aperto all'opzione di Mario Draghi. E, come nel suo stile, non manca di sottolineare i propri meriti.

"Scrivevano che volevamo poltrone in più. Non soltanto ho rinunciato a una poltrona per me e per i miei amici, ma ho scelto consapevolmente di contare di meno perché l'Italia sia più forte. A me interessa l'Italia, prima che Italia Viva. Non mi interessa che Italia Viva conti di meno negli assetti di governo", ha aggiunto.

"Non avevamo tutti i torti quando chiedevamo una svolta" e "tutti adesso concordano sul fatto che il Recovery plan va scritto meglio", ha rincarato la dose nella sua Enews.

"Il Governo di Mario Draghi non ha ancora giurato ma già ha prodotto significative novità. - ha scritto ancora - Cresce la fiducia, cresce tra i cittadini ma cresce anche sui mercati e tra le istituzioni internazionali. Le aziende quotate valgono in media il 10% in più di quello che valevano una settimana fa. Per l'Italia è una gigantesca boccata d'ossigeno".

Ed è tornato a parlare di Leopolda: "Quando la campagna vaccinale avrà prodotto risultati sicuri, proveremo a organizzare anche la Leopolda 11: ci meritiamo di tornare ad abbracciarci, tutti insieme".

Renzi ha colto anche l'occasione per ricordare Franco Marini, scomparso ieri. Marini nel 2013 fu vicinissimo al Quirinale: "Fui tra quelli che lottavano contro la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica. - ricorda Renzi - Scrissi una lettera molto dura a 'la Repubblica'. Marini replicò con altrettanta durezza - racconta - . E ricordo che quando lo incontrai di nuovo, dopo il fallimento della sua candidatura, provai un leggero imbarazzo".

"Ma lui - sottolinea Renzi - mi venne incontro e ci scherzò sopra. Perché per lui la politica non era guerra personale. Di solito in politica funziona al contrario: indichi un parlamentare, un sindaco, un ministro e quello finge di dimenticare. La gratitudine non è sentimento per molti 'nuovi talenti' della politica".

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