Polemica Dpcm, Renzi: "Va cambiato, mi ha colpito Franceschini"

Il ministro della cultura ha spiegato su Facebook perché abbia preso questa posizione

L'ex premier Matteo Renzi chiede di correggere l'ultimo Dpcm, in particolare nelle norme che riguardano "ristoranti, luoghi della cultura e sport". Nella sua enews il leader di Iv si dice sorpreso delle parole del ministro Dario Franceschini a sostegno delle chiusure e afferma: "Servono le 4T: tamponi rapidi, terapie intensive, trasporti e tracciamento. E queste cose dipendono dalle istituzioni, non dai cittadini".

Per l'ex sindaco di Firenze "va bene rinunciare a molte libertà per il virus. Ma chiudere i luoghi di cultura e di sport è, invece, un errore: è più facile contagiarsi sulla metropolitana che a teatro. E la chiusura dei ristoranti alle 18 è tecnicamente inspiegabile, sembra un provvedimento preso senza alcuna base scientifica. A cena il Covid fa più male che a pranzo? E per chi si era attrezzato valgono le stesse regole? Ci rendiamo conto del danno economico devastante?".

Dpcm: la rabbia dei ristoratori
 

Aggiunge il senatore di Scandicci: "Rischiamo di far schizzare la curva del debito solo per le emergenze e senza una visione strategica. In questo senso, appare sempre più assurdo il No ideologico al Mes. La verità, cari amici, è che col virus dobbiamo convivere non solo tre settimane. Dobbiamo arrivare al vaccino, dobbiamo distribuire bene il vaccino, dobbiamo organizzare una logistica per il vaccino che sia esattamente l'opposto della gestione logistica del tampone".
Insomma, "ci aspettano ancora settimane difficili, bisogna convivere con il Coronavirus. E, per questo, serve un piano, una visione, una strategia. Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo - spesso inascoltati - da mesi".

Conclude Renzi: "Diremo queste cose in Parlamento, al Premier Conte - che sosteniamo - sperando che ci ascolti e che cambi il Dpcm, nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva. Mi ha colpito che proprio il ministro della Cultura abbia giustificato la chiusura dicendo che dobbiamo salvare vite umane. Io dico che certo, è vero, vogliamo salvare vite umane. Ma basta essere andati al cinema o al teatro, in queste settimane, per capire che non sono posti dove si rischia di morire, ma dove - anzi - si impara a vivere meglio. Affrontare la pandemia è un dovere di tutti. Ma bisogna farlo senza cedere alla paura".

Il video di Franceschini 

Nel pomeriggio il ministro per i Beni e le Attività culturali ha spiegato in un videomessaggio il perché della sua posizione

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