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Sabato, 20 Aprile 2024
Politica

Bagarre sul caso Cospito, Parrini: “Dimissioni di Donzelli”. L'onorevole: "Mio diritto di parlamentare"

La questione è un trend anche sui social network

Non si attenua la bagarre politica scatenatesi dopo le parole di Giovanni Donzelli, onorevole fiorentino di FdI, vicepresidente del Copasir, sul caso Cospito. Quest’ultimo, anarchico, ritenuto responsabile di aver piazzato nel 2006 due ordigni presso la Scuola allievi carabinieri di Fossano (CU), e nel 2012 aver gambizzato a Genova nel l’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, è rinchiuso nel regime del carcere duro del 41 bis e in sciopero della fame da quasi tre mesi. Una vicenda che sta mobilitando la galassia anarchica, non solo in Italia ma in tutta Europa, con la richiesta della fine del carcere duro. Punto su cui il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è inflessibile: "Il 41bis non è in discussione". 

La richiesta di dimissioni

La vicenda ha fatto discutere da ieri, diventando anche un trend sui social network, come Twitter e Facebook, e motori di ricerca. Vicenda che continua ad alimentarsi di commenti politici: “Ha infamato dei colleghi e rivelato, utilizzandole come un manganello contro le opposizioni, informazioni riservate passategli dal sottosegretario alla giustizia Delmastro suo compagno di partito e di appartamento. Quanta leggerezza. Quanta inaffidabilità" ha detto il senatore del Pd Dario Parrini, vice presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama. "Donzelli- conclude- si è dimostrato inadeguato al ruolo che ricopre. Anche solo per decenza dovrebbe dimettersi da tutto. Specialmente dal Copasir, all'interno del quale la sua totale mancanza di senso delle istituzioni può creare grossi guai alla sicurezza del Paese". 

"Donzelli dovrà chiarire. A me non risulta che al ministero ci sia un archivio nel quale vengano riversate tutte le intercettazioni realizzate all'interno del carcere. Sarà importante capire come ne è venuto in possesso, perché a quanto ne so chi ha il compito di valutare i rapporti che periodicamente manda il Dap, a cui possono essere allegate intercettazioni, è il ministro. Ha fatto una richiesta di accesso agli atti? E sulla base di quali presupposti la domanda è stata accettata?". Lo dice il deputato Pd ed ex Ministro della Giustizia Andrea Orlando in una intervista al quotidiano Il Domani. "Anche il ministro degli interni Piantedosi dovrà chiarire, perché Donzelli ha esplicitato il fatto che ci sarebbe una saldatura fra organizzazioni criminali e anarchici" ha aggiunto poi l'esponente dem sottolineando come a suo avviso "non credo che sia un caso, né che Donzelli sia un ingenuo. Forse gli è scappata la frizione rivelando notizie riservate, ma era un attacco a freddo che voleva creare una polarizzazione. Per distrarci dai problemi del governo, ma anche per creare una condizione che giustifichi una politica giudiziaria di tipo repressivo, inaugurata con il decreto rave e poi con il decreto Ong. L'effetto concreto è stato quello di cancellare il tema delle mafie, che è il dibattito più trasversalmente sottovalutato". "È inaccettabile che discutere e riflettere significhi essere associati a quei fenomeni che si vogliono combattere. Sono quello che ha istituito la procura nazionale antiterrorismo - aggiunge Orlando - e che ha fatto approvare l'ultimo codice antimafia che a suo tempo venne considerato troppo drastico. La perplessità è che Cospito è passato da un regime di alta sicurezza senza particolari censure al 41bis. Forse si poteva esplorare un regime intermedio. Da inviare articoli alla stampa anarchica, da una significativa permeabilità comunicativa alla segregazione totale. Ed è un elemento che poteva essere considerato, anche dopo, perché il 41bis non è una misura definitiva".

Continua: "Ho difeso il 41 bis, l'ho applicato. Ritengo che sia un regime che debba essere tenuto strettamente legato alla sua funzione - ha aggiunto Orlando - che è quella di impedire i collegamenti fra carcere ed esterno prevalentemente, anche se non esclusivamente, per le organizzazioni di stampo mafioso. Quando si esce da quell'ambito bisogna sempre agire con cautela, perché ci sono strumenti egualmente efficaci che non hanno tutte le controindicazioni del 41bis anche nell'alta sicurezza. Nessuno di noi vuole che Cospito sia liberato né che possa comunicare con l'esterno, ma quel tipo di comunicazioni peculiari dei movimenti politici si possono interdire attraverso altri strumenti, come la censura, il divieto di inviare articoli, di ricevere la posta. La mia, ripeto, è una perplessità sull'applicazione concreta, non un dubbio sull'utilizzo del 41bis per la criminalità organizzata e in alcuni casi anche per il terrorismo". "Ho fatto trasferire Provenzano in un centro clinico alle prime avvisaglie della sua malattia. Ha avuto tutte le cure necessarie - ha ricordato poi l'ex Ministro - Le tre procure interessate davano parere favorevole a superare quel regime, ma la procura antimafia diceva che poteva ancora dare indicazioni, anche testamentarie, alla sua organizzazione. Di fronte a questo ho ritenuto che il principio cautelativo consigliasse di andare in questa direzione. Ma Provenzano non stava morendo perché era al 41bis, moriva per una sua malattia ed ha ricevuto le stesse cure che avrebbe ricevuto in altro regime. E non credo di dover spiegare perché è più semplice dimostrare la pervasività dell'organizzazione mafiosa fuori e dentro il carcere rispetto al movimento anarchico. Per numeri e presenza storica. Questa domanda, se permette, è sintomatico che la facciano quelli per i quali il garantismo riguarda solo i vicini di ombrellone", conclude Orlando. 

La difesa di Donzelli: "Mio diritto da parlamentare"

"Quelle che ho riferito non erano intercettazioni, ma una conversazione captata in carcere e inserita in una relazione del ministero della Giustizia del cui contenuto, in quanto parlamentare, potevo essere messo a conoscenza. Paradossale che i parlamentari del Pd, invece di spiegare perché sono andati a trovare Cospito e cosa pensano del 41 bis, attacchino me".Afferma Donzell in un'intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera. Donzelli nega di aver divulgato nel suo intervento ieri in Aula a Montecitorio intercettazioni, circostanza di cui viene accusato dall'opposizione "ma - afferma - ho parlato di quanto riportato in una relazione al ministero di Giustizia di cui, in quanto parlamentare, potevo conoscere il contenuto. Non ho violato segreti".

Donzelli afferma quindi di non aver ricevuto "nessun documento riservato" e che ha ricevuto le informazioni dal suo collega di partito e sottosegretario Andrea Delmastro. "Volendo approfondire la vicenda Cospito, ho chiesto notizie dettagliate al sottosegretario Andrea Delmastro", ha detto, aggiungendo che sulla richiesta di dimissioni fatta dall'opposizione se "avessi divulgato documenti riservati di cui fossi venuto a conoscenza tramite il Copasir dovrei dimettermi, certo. Ma il Copasir non c'entra niente. E verificarlo è semplice. Chi non ha senso delle istituzioni è chi è andato a trovare Cospito".

All'obiezione secondo cui è prerogativa dei parlamentari visitare i detenuti e verificare le loro condizioni, Donzelli replica: "E l'esito della visita qual è stato? Il 41 bis mette in sicurezza lo Stato e viene riconosciuto non da un governo, ma dai giudici, nella loro autonomia. Nel caso di Cospito, poi, la firma sotto il provvedimento l'ha messa un ministro di un governo del quale il Pd faceva parte, mentre noi eravamo all`opposizione. Ma noi difendiamo le istituzioni dell`Italia, non una parte".

Donzelli, che è stato travolto dalle critiche per aver chiesto in Aula ieri se "la sinistra sia dalla parte dello Stato o dei terroristi con la mafia", replica di aver "solo chiesto ai parlamentari del Pd di essere chiari sul tema del 41 bis e nello specifico di Cospito al 41 bis. Loro balbettano. Usciti dal carcere, hanno detto che la pena deve essere umana. Ma Cospito non patisce alcun trattamento disumano. Si scusino loro".

"Io chiedo al pd, in questo momento in cui lo stato è sotto attacco da parte degli anarco-insurrezionalisti: da che parte state? E continuo a chiedere: siete con noi dalla parte delle istituzioni e in difesa del 41 bis o no?". Ha detto Donzelli ad Agorà su Rai tre. Le opposizioni, ha aggiunto, "possono sollevare le critiche che vogliono, non c'è niente d'irregolare. Ma veramente il problema in un momento in cui l'Italia è sotto attacco è come Donzelli ha ricevuto le informazioni?".

Donzelli ha ribadito che quelle rivelate ieri alla Camera non sono "informazioni riservate" e che il problema è che "il Pd che va a trovare un terrorista in carcere dando un messaggio sbagliato alla nazione" perché "una parola netta sul carcere duro a Cospito da parte del Pd non l'abbiamo sentita".

Il post pubblicato sulla pagina Facebook di Donzelli
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Le parole di Donzelli in Aula 

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