Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Palazzo Vecchio, la Lega perde pezzi. Si dimette Asciuti: "Sull'obbligo di vaccino partito e Salvini incoerenti"

Non era il primo scontro tra il consigliere 'No vax' e il resto del partito, il capogruppo Bussolin: "Lontani dal suo estremismo, ora si dimetta dal consiglio comunale"

Salvini con il consigliere comunale Andrea Asciuti

La Lega perde pezzi a Palazzo Vecchio, con le dimissioni del consigliere comunale Andrea Asciuti, arrivate durante il dibattito in aula su una risoluzione del Pd presentata per chiedere a governo e parlamento di "considerare la necessità di introdurre una disposizione legislativa per rendere obbligatoria la vaccinazione contro il Covid-19" e "a valutare l’estensione degli obblighi vaccinali laddove si configurino pericoli di contrarre malattie da parte di categorie specifiche di lavoratori".

Asciuti, da sempre su posizioni 'No vax', era già stato isolato dalla Lega nel luglio scorso, dopo che aveva paragonato l'introduzione del Green pass da parte del governo all'inizio del percorso che portò all'Olocausto e allo sterminio degli ebrei da parte di nazismo e fascismo.

"No vax come ebrei, sterminio comincio così", bufera sul leghista Asciuti

"Si propone una vaccinazione come unica soluzione di una pandemia che ha lo 0,13% di letalità. La scienza è arrogante se propone una sola soluzione, eppure ci sono le cure domiciliari e quelle tradizionali, che sono state letteralmente censurate", attacca Asciuti. "Ed oltre a ciò impongono di firmare il consenso informato, perché lo Stato non si assume la responsabilità in caso succeda qualcosa dopo il vaccino? E' un vaccino sperimentale, in uso solo da pochi mesi", aggiunge l'ormai ex consigliere della Lega, citando tra le altre cose la contrarietà ai vaccini del premio Nobel Luc Montagnier.

"Il Pd è stato coerente, dallo scorso ha preso una posizione netta, chiara. Dall'altra parte, lo sono stato anche io", dice ancora Asciuti. "Purtroppo devo constatare che il centrodestra governativo, in primis il segretario del mio partito (Matteo Salvini, ndr) ha oscillato continuamente tra le posizioni. Davanti a tutta questa incoerenza, queste oscillazioni continue di questi mesi, nella piena coerenza, con il mio mandato elettorale, rassegno le dimissioni dal gruppo Lega e dal centrodestra", conclude il consigliere, annunciando il passaggio nel gruppo misto.

La risoluzione del resto ha spaccato la Lega e il centrodestra in Palazzo Vecchio, con il vicepresidente dell'assise Emanuele Cocollini (anche lui Lega) e l'ex candidato sindaco Ubaldo Bocci che hanno votato sì dopo l'approvazione di un loro emendamento, mentre si sono schierati per il 'no' gli altri consiglieri ("E' un atto strumentale", le parole di Antonio Montelatici, leghista che però ha affermato di condividere il contenuto dell'atto, cioè la richiesta appunto di valutare l'estensione dell'obbligo di vaccino anti Covid). Pd e Lista Nardella hanno invece votato compattamente 'sì' alla risoluzione, presentata dallo stesso Pd, risultata alla fine approvata con 19 sì, 5 no e un astenuto.

Il capogruppo Bussolin: "Ora si dimetta anche dal consiglio"

"Ognuno è libero di fare le scelte che ritiene più giuste", si limita a dire laconicamente Cocollini. "Siamo lontanti dalle posizioni estremiste espresse dal consigliere Asciuti. Mi auguro che, dopo aver ottenuto il seggio grazie ai sacrifici di tanti militanti e grazie alla Lega, abbia la dignità e il buon senso di dimettersi anche dal consiglio comunale", commenta invece il capogruppo del Carroccio Federico Bussolin, assente oggi dall'aula per malattia, per i postumi del vaccino effettuato ieri.

Armentano (Pd): "Vaccino è via maestra"

“Il vaccino è la strada maestra, lo strumento principale per sconfiggere il Covid-19 e uscire finalmente da questa pandemia. Vaccinarsi è un gesto di responsabilità, lo dobbiamo a chi non può farlo. La libertà di ognuno di noi finisce quando va a ledere quella di chi ci circonda, partiamo da questo assunto quando ci approcciamo ai vaccini. Della scienza dobbiamo fidarci, è dalla scienza che ci arrivano le risposte per garantire quel diritto alla salute equo, universale, sancito dalla nostra Costituzione. Non è una questione di libertà individuale ma di libertà collettiva”, il commento invece di Nicola Armentano, capogruppo Pd e primo firmatario della risoluzione approvata.

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