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Crisi di governo, Renzi apre a Pd-5 Stelle. Lo spauracchio del voto spaventa tutti

L'operazione repsonsabili va a rilento, corsa contro il tempo prima del voto di mercoledì su Bonafede

La crisi di governo, dopo la fiducia "zoppa" ottenuta al Senato da Giuseppe Conte, sembra complicarsi sempre di più. Il premier è salito al Quirinale per riferire a Mattarella (e lo stesso ha fatto il centrodestra). Ma il reclutamento di nuove forze a sostegno del nuovo progetto "europeista" lanciato dal Presidente del Consiglio sembra arenarsi.

A complicare c'è anche l'inchiesta per mafia che ha coinvolto i vertici dell'Udc, i cui esponenti erano stati "sondati" da Palazzo Chigi per il sostegno al governo, con il segretario Lorenzo Cesa sotto indagine. I 5 Stelle non chiudono al soccorso dei responsabili "purché non siano indagati", spiegano.

E allora gli occhi sono puntati su nuovi possibili transfughi da Forza Italia, ma soprattutto da Italia Viva. Il voto di astensione è riuscito a tenere unito il gruppo parlamentare, mentre Renzi, secondo i rumors, sarebbe stato tentato dal voto contrario. 

Conte punta ad isolare Renzi, provando a soffiargli qualche senatore che potrebbe aiutare il suo governo a raggiungere la maggioranza assoluta in Parlamento. Ma per ora aria di altri "smottamenti" non c'è.

Dal canto suo l'ex rottamatore apre la porta alla ricucitura con la maggioranza Pd-5 Stelle-Leu: "Smettiamola di fare le polemiche che si stanno facendo in queste ore. Se volete confrontarvi nelle sedi istituzionali noi vi abbiamo scritto, vi abbiamo fatto le proposte, ci siamo. Siamo ancora in tempo per fermarci, il mio appello è: anziché fare il compro, baratto e vendo di singoli parlamentari, tornate alla politica", dice a Piazzapulita.

Renzi chiede le dimissioni di Conte per ripartire nel dialogo, Conte dal canto suo non si vuol dimettere perché non si fida. E un altro premier potrebbe spaccare le due anime dei 5 Stelle.

Così la situazione di impasse fa tornare nell'aria l'ipotesi di elezioni anticipate: fino a luglio Mattarella potrà indirle, poi scatterà il "semestre bianco" prima dell'elezione del nuovo inquilino del colle, che ci sarà a febbraio 2022. Uno spauracchio che in queste ore, si dice, in tanti sventolano per allarmare i tanti parlamentari che, con nuove elezioni e dopo il taglio dei parlamentari, non sarebbero rieletti.

Il tempo è poco: mercoledì 27, sempre al Senato dove i numeri sono più ballerini per il governo, c'è la votazione sulla relazione sulla giustizia del Ministro Alfonso Bonafede. E i renziani hanno già annunciato che voteranno contro. 

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