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Vannino Chiti, foto Facebook

Vannino Chiti, foto Facebook

Coronavirus e vaccini, anche dall'ex presidente della Regione Chiti stoccata a Giani: "Polemica sui medici di base sbagliata"

Le parole di Vannino Chiti, presidente della Toscana dal 1992 al 2000, poi ministro e parlamentare: "Errori seri delle Regioni, Toscana compresa"

"Mi pare sbagliata nel merito e nel metodo la polemica aperta dal presidente Giani nei confronti dei medici di base per i ritardi nelle vaccinazioni degli ultra ottantenni. Non è stata una loro responsabilità: avevano a disposizione fino a pochi giorni fa 6 vaccini a settimana e quelli hanno utilizzato. Le Regioni, Toscana compresa, hanno compiuto errori seri: molteplicità di criteri, categorie previste ma non tutte da inserire in ordine prioritario, ora addirittura alcune come la Campania che fanno contratti in proprio per i vaccini. Si sta distruggendo il regionalismo che non è moltiplicazione di staterelli. La fiducia dei cittadini sta venendo meno. Consiglierei di ammettere gli errori, di chiedere scusa, di fare squadra e recuperare i ritardi. E' questo l'impegno prioritario, non lo scarico di responsabilità. Poi c'è da affrontare una grande questione nazionale ed europea: l'uso pubblico dei brevetti e dei vaccini perché la vita delle persone non può essere affidata alle multinazionali".

Così Vannino Chiti, presidente della Regione Toscana tra il 1992 e il 2000, in un post di sabato scorso, all'indomani del pasticcio del conteggio dei dati positivi in Toscana, che pareva arancione per circa 100 casi pratesi assegnati al venerdì (invece che al giovedì) e poi quindi finita in rosso a partire da oggi. Parole che appunto tirano in ballo l'attuale presidente Eugenio Giani, senza mezzi termini. Giani che invece anche nelle scorse ore non ha voluto fare 'ammissioni' di colpe né, come alcuni gli chiedevano, chiedere scusa.

Un "chiedo scusa" che invece, sempre sabato e sempre su Facebook, è arrivato dal consigliere regionale del Pd Iacopo Melio, in un lungo post significativamente intitolato 'in Toscana c'è un problema'.

Melio sottolinea che in Toscana "siamo stati i primi in Italia" ad iniziare le vaccinazioni nei confronti degli 'estremamente vulnerabili', "così come dobbiamo riconoscere che da quasi un mese non ci sono decessi nelle RSA, per fortuna, perché anche in quello siamo partiti subito con le vaccinazioni (già a fine dicembre) e ora quegli anziani sono protetti al meglio. E infine, abbiamo vaccinato per primi e più di tutti, rispetto alle altre regioni, il personale scolastico, mettendo così in sicurezza non solo i nostri ragazzi ma anche chi, a casa, vive con loro (anziani fragili compresi)".

Nello stesso tempo però, su altre lacune manifestatesi in Toscana a proposito dei vaccini (tra queste i ritardi rispetto alle vaccinazioni sugli over 80), Melio è molto più critico.

"Scrivo questo post perché mi sento di chiedere comunque scusa. Lo faccio pur sapendo di non avere responsabilità, rivendicando ruoli e posizioni. Ma chiedo scusa lo stesso, perché sono estremamente vicino a chi mi ha votato, sostenuto, voluto bene, semplicemente seguito. [...] In Toscana c’è un problema, e dobbiamo dirlo, devo dirlo. Per il resto, ricordiamo anche che stiamo risalendo. Alle 16:30 di ieri sono stati 142.157 gli ultra-ottant’enni vaccinati, pari al 45.22%. Con le prossime dosi in arrivo, finalmente, si prevede di rimetterci in pari entro la fine di aprile. Certo, siamo ancora lontani, non è abbastanza, si poteva fare meglio, qualcosa verrà cambiato, e io continuerò a monitorare e a raccontarvi, come sempre, sollecitando chi di dovere".

Di ieri, invece, sempre su Facebook, il predecessore di Giani Enrico Rossi attacca l’Associazione nazionale magistrati. "Leggo che l'Anm avverte: 'se non ci vaccinate fermiamo la giustizia'. Allora cosa dovrebbero dire gli addetti alle casse dei supermercati e tanti altri lavoratori che durante la pandemia non si sono mai fermati? Il corporativismo delle categorie forti è una forma di egoismo che nega il principi costituzionali di ugualianza e di solidarietà. In questo caso - scrive Rossi -, lo nega contro l’unico criterio scientifico che è quello di vaccinare prima gli anziani e i vulnerabili per salvare vite umane, per evitare un maggior numero di morti".

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