Bambini mezz'ora a spasso, Prato contro Firenze: "Allucinante, vi siete accorti che c'è una pandemia?"

Il sindaco pratese Biffoni: "Meglio bambini annoiati che malati". L'assessore al Welfare di Vicchio: "Dichiarazioni di Nardella sulla possibilità di farlo sono fuorvianti e pericolose"

Il sindaco di Prato Matteo Biffoni

“Sono talmente basito che non riesco neppure ad arrabbiarmi, idee incommentabili: ma vi siete accorti che c'è una pandemia?”. Sulla questione della “mezz'ora d'aria per i bambini”, il sindaco di Prato Matteo Biffoni dimostra di avere idee del tutto opposte a quelle del collega fiorentino Dario Nardella.

Il primo cittadino del capoluogo toscano aveva ricevuto una lettera-petizione pubblica, firmata da 130 genitori che chiedevano al sindaco un'ordinanza o quanto meno una parola chiara sulla liceità di portare fuori per un breve periodo di tempo, quotidianamente, i figli piccoli. Nardella ha risposto che un'ordinanza non serve e che “mezz'ora d'aria per i bambini” è cosa lecita, osservando le dovute prescrizioni quali la distanza di sicurezza e il divieto di assembramento.  “Si può fare”, dunque, a Firenze.

Nella vicina Prato, e in particolare in municipio, la pensano in modo radicalmente diverso. "Trovo allucinante che in piena emergenza Coronavirus, qualcuno paragoni i propri bambini a un cane che ovviamente esce per fare i bisogni non sapendo usare il bagno. Certe dichiarazioni le trovo irrispettose per tutta quella grandissima maggioranza di famiglie che hanno a cuore solo una cosa: la salute dei propri figli e dell'intera comunità" ha tuonato il sindaco Matteo Biffoni, riferendosi alle affermazioni della consigliera regionale pratese del Pd Ilaria Bugetti e alla sua posizione di fatto "nardelliana" sulla questione.

"Ho due bambini piccoli e vivo in un appartamento, so cosa significa riuscire a gestire la vivacità dei nostri figli – ha aggiunto il sindaco di Prato - ma è un compito che spetta a noi genitori, non alla legge che invece deve tutelarne la salute. Trovo incommentabile proporre una deroga per uscire a giocare nei giardinetti per migliaia di bambini accompagnati dai genitori (guarda caso...) nel momento in cui gli esperti ci dicono essere il picco dell'epidemia; allora vuol dire che proprio non abbiamo capito”.

“Credo proprio sia meglio avere bambini annoiati che bambini malati di Coronavirus. Ma davvero un genitore ha bisogno di una ordinanza per affrontare questa emergenza con i propri figli? Ma davvero si pensa che una roba del genere non comporti ricadute di carattere sanitario? Ma cosa ci hanno detto a fare allora tutti gli esperti mondiali di stare a casa?” ha proseguito.

“Io sono convinto che basta usare buon senso, giocare sulle scale, davanti al proprio garage, a turni nei giardini condominiali, di fronte a casa. Questo è quello che oggi è possibile, non di più. Certe richieste sono irricevibili, altrimenti non abbiamo ben compreso cosa sia questa emergenza drammatica che stiamo attraversando. Sono talmente basito che non riesco neppure ad arrabbiarmi” ha concluso Biffoni.

La consigliera regionale Bugetti, dal canto suo, aveva detto: “I bambini sono coloro che più risentono in questi giorni dell’isolamento in cui l’emergenza Covid-19 ci ha costretti. Fermo restando l’assoluta priorità da dare al contenimento del contagio, ritengo sia importante prevedere per loro delle regole specifiche che permettano loro e ai loro familiari di vivere questa situazione con il minor disagio possibile. Come ad esempio la possibilità di uscire di casa, con tutte le precauzioni previste, almeno mezz’ora al giorno”.

Questa situazione infatti non è normata dai numerosi decreti governativi per il contenimento del virus, diversamente da quelle che riguardano i padroni di cani e chi fa jogging, per cui ci sono specifiche indicazioni, e questo genera confusione.

“È un problema di non poco conto, si rischia di mettere a repentaglio la tenuta psicologica delle famiglie e dei bambini, che in questi giorni si vedono privati, seppur per un valido motivo, della propria quotidianità, della socialità e degli spazi adeguati per il proprio sviluppo psicofisico. Pensiamo ai meno fortunati, che vivono in spazi ridotti. C'è il pericolo che questo costituisca per loro un trauma da portarsi dietro in futuro. Il tutto aggravato dal prolungarsi della situazione per un tempo ancora indeterminato e che purtroppo potrà non essere breve” ha aggiunto Bugetti..

D'altro canto, 'contro' Bugetti e Nardella, Biffoni non è affatto solo. Il contado fiorentino si ribella alla città, per voce dell'assessore al welfare del Comune di Vicchio (Firenze), Franco Vichi. “I 969 morti in Italia registrati dall'ultimo bollettino medico, così come i primi decessi dei giorni scorsi in Mugello, ci dicono che occorre continuare a tenere duro, senza alcun tentennamento” ha detto l'assessore vicchiese.

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Quindi l'affondo: “Ribadiamo e confermiamo non solo l’opportunità, ma anche e soprattutto la necessità che si continui a rimanere in casa. Per questo riteniamo le dichiarazioni del sindaco metropolitano di Firenze, Dario Nardella, sulla possibilità di uscita all’aperto dei bambini, fuorvianti e pericolose, perché creano nella comunità aspettative che nessuno in questo momento può garantire” ha aggiunto senza tanti giri di parole Vichi.

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