Consigliere Lega positivo all'alcol test: "Chiedo scusa, ma no al linciaggio su di me"

Dopo che anche il proprio partito l'ha scaricato arriva la replica di Cocollini: "Non distinguere pubblico e privato è imbrabarimento"

"Non ho problemi a chiedere scusa per quanto accaduto nella notte di lunedì scorso. Giacché non ne vado certo fiero. Mi preme però fare delle doverose precisazioni: non mi sono messo alla guida pensando di aver superato il limite consentito dalla legge. Ero molto stanco e provato dalla lunga maratona elettorale ed ero stato a cena con alcuni colleghi".

Inizia così la replica di Emanuele Cocollini, consigliere della Lega in Palazzo Vecchio e vicepresidente del consiglio comunale, trovato positivo all'alcol test lunedì sera dai carabinieri mentre era in sella al suo scooter.

La replica arriva dopo le richieste di dimissioni dei 5 Stelle e dopo che anche il proprio partito, la Lega appunto, in una nota firmata da tutti i vertici provinciali ha preso le distanze da Cocollini. E la replica di Cocollini sembra proprio una risposta anche al proprio partito.

"Sono stato fermato, com’è successo a tanti, per un normale controllo di routine, sottoposto all‘alcol test e mi è stata tolta la patente. Sono ancora in attesa delle notifica del provvedimento. Tengo inoltre a precisare che tutto ciò non è accaduto nell’esercizio delle mie funzioni istituzionali. E non accetto pertanto che su di un fatto personale si monti una speculazione politica. Credo infatti che in politica la censura vada esercitata laddove un amministratore, nel pieno esercizio delle sue funzioni, commetta atti illeciti o immorali. Perché se salta la distinzione tra sfera pubblica e sfera privata rischiamo di trovarci al di fuori dello stato di diritto, col risultato d’imbarbarire ancora di più il dibattito politico", scrive Cocollini.

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"E a questo proposito ricordo a tutti, consiglieri e non, che le stesse leggi che stabiliscono i limiti stabiliscono le pene e fra queste non mi risulta che sia previsto il linciaggio. Infine offro la mia disponibilità verso le Associazioni che si occupano di vittime della strada. E non mi fermo alle scuse - conclude Cocollini -, ma do a loro la garanzia ad impegnarmi, anche attraverso il mio ruolo politico, affinché l'attenzione sul tema sia la più elevata possibile".

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