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Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica

Condanna a Mimmo Lucano, Nardella: “Pena maggiore che a trafficanti di droga e a grandi criminali del Paese”

Il sindaco di Firenze invita “come minimo a una riflessione”. Destra all'attacco, sinistra e associazioni organizzano un presidio al Duomo

"Sono rimasto molto colpito dalla condanna, addirittura quasi il doppio rispetto alla pena che era stata richiesta dai pm. Mi auguro che Mimmo Lucano possa in appello far valere la sua innocenza. Non entro nel merito delle decisioni della magistratura ma ripeto che francamente sono rimasto molto colpito”.

Così, a margine di un incontro stampa di questa mattina, il sindaco di Firenze Dario Nardella, in merito alla pesante condanna inflitta dal tribunale di Locri, in primo grado, all'ex sindaco del paese calabrese di Riace, divenuto famoso nel mondo per il suo modello di accoglienza e per aver fatto rivivere grazie agli immigrati un borgo praticamente morto e in via di spopolamento da anni.

La pena inflitta a Lucano, 13 anni e due mesi (la procura aveva chiesto 7 anni e 11 mesi) e il risarcimento di 500mila euro “va al di là di pene - aggiunge Nardella -, che di solito si danno ai trafficanti internazionali di droga, ai grandi criminali del Paese. Forse una riflessione, minimo una riflessione, va fatta su questo caso”, chiede il primo cittadino di Firenze, che nel 2018 accolse a Firenze l'ex sindaco di Riace, consegnandogli il premio 'Una vita per la pace' e parlando di “porte della città per lui sempre aperte”.

La destra, cittadina e non solo, va invece all'attacco. “In Italia l’immigrazione clandestina è un business opaco. E' stato condanno a oltre 13 anni colui che è stato osannato quale strenuo difensore dei diritti dei migranti ed il cui modello d’accoglienza, per i buonisti della sinistra, avrebbe dovuto essere esportato in tutte le città del nostro Paese. Nardella gli revochi immediatamente l’onorificenza”, chiedono Francesco Torselli e Alessandro Draghi, rispettivamente capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale e a Palazzo Vecchio. Richiesta, come si evince dalle parole di cui sopra, rispedita al mittente.

Al fianco di Lucano si schiera invece una grandissima galassia di associazioni, da Mediterranea fino ad Emergency. Solidarietà è arrivata con presìdi in tutta Italia nei confronti di Lucano, al momento candidato al consiglio regionale della Calabria a supporto di De Magistris nelle elezioni regionali che si terranno domenica e lunedì prossimo.

Un appello in favore di Lucano è arrivato anche da decine di deputati, senatori ed europarlamentari di Pd, Iv, Leu, Sinistra Italiana e gruppo Misto. "Una condanna così ad un sindaco non ha colpito nemmeno i peggiori criminali in Italia. Mimmo non ha rubato un centesimo, non si è arricchito, non ha fatto del male, non ha sfruttato e questi sono i fatti che tutti conoscono bene. Fatti che emergono con innegabile chiarezza dal processo", si legge nell'appello, sottoscritto tra gli altri da Pietro Bartolo, Laura Boldrini, Loredana De Petris, Yana Ehm, Elena Fattori, Nicola Fratoianni e molti altri.

Lucano è stato condannato per una lunga serie di reati, dall'associazione per delinquere al falso in atto pubblico, dalla truffa aggravata all'abuso d’ufficio e peculato (ma non, come spiega per esempio Il Fatto Quotidiano, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina).

L'ex primo cittadino respinge però le accuse, soprattutto quella di avere tratto vantaggi personali, in una sentenza che i suoi avvocati definiscono “lunare” (Luca Traini, un esempio che fanno molti, è stato condannato per strage ed ha preso 12 anni).

“Ribaltano completamente la realtà, la distruggono. Quando sono tornato dalle misure cautelari, perché mi avevano sospeso da sindaco e cacciato da Riace, i rifugiati mi aspettavano. Adesso Riace è finita. Valutate voi con la vostra intelligenza se si tratta di un’ingiustizia, io non ho nemmeno i soldi per pagare l’avvocato, se non fosse stato per i miei avvocati (che infatti, tra loro c'è l'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, lo assistono gratuitamente, ndr) non avrei potuto permettermi nemmeno in viaggi per andare in Cassazione”, commenta amareggiato Lucano, come riportato anche da Today.it.

Un presidio di solidarietà per Lucano per oggi pomeriggio, venerdì 1° ottobre, alle 18:30, è previsto anche a Firenze, in piazza Duomo, di fronte al Battistero. Tra gli altri, ha aderito il gruppo di Sinistra progetto comune, la cui capogruppo Antonella Bundu ha raggiunto Riace nelle prime ore di questa mattina, consegnando tra l'altro a Lucano anche una bandiera della Gkn, il cui Collettivo di Fabbrica su Facebook si è già schierato al fianco di 'Mimmo'.

"Una condanna esorbitante che contrasta totalmente con le evidenze processuali, per un uomo come Mimmo Lucano che vive in povertà e che non ha avuto alcun vantaggio patrimoniale e non patrimoniale dalla sua azione di sindaco e che si è sempre impegnato per la sua comunità e per l'accoglienza e l'integrazione di bambini, donne e uomini scappati da guerra, torture e fame", commentano i legali difensori, Pisapia e Andrea Dacqua. Tra novanta giorni le motivazioni della sentenza.

Folla al presidio di Firenze per Mimmo Lucano / FOTO

Cos'è il 'modello Riace' e perché Lucano è stato condannato

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