I comuni della Piana chiedono la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

Quattrone, Bandini e Ballerini chiedono alle amministrazioni la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

«Mussolini non sia più nostro concittadino» dichiarano i rappresentanti della Sinistra dei comuni di Signa, Lastra a Signa e Campi Bisenzio. Così si sono espressi Valentina Quattrone, Emma Bandini e Lorenzo Ballerini - tutti e tre esponenti della Sinistra rispettivamente di Signa, Lastra a Signa e Campi Bisenzio - alla scoperta che i tre comuni, ma probabilmente molti altri, hanno concesso, nel maggio del 1924, su “impulso” della Confederazione Nazionale Comuni Fascisti la cittadinanza onoraria al duce Benito Mussolini. Quattrone, Bandini e Ballerini sono rappresentanti di due associazioni (la signese Bella Ciao - Sinistra per Signa e Sinistra per Lastra) e di due gruppi consiliari (Sinistra per Lastra e Campi a Sinistra), e tutti e tre si impegnano per portare nelle rispettive comunità e nei rispettivi consigli comunali i valori della sinistra, tra i quali ovviamente l'antifascismo.

«Dopo 75 anni dalla caduta e dalla messa al bando del regime fascista, sancita anche dalla nostra Costituzione, non è più possibile accettare il mantenimento di un tale riconoscimento alla personificazione di ideali contrari alla democrazia e al vivere civile: ci ha profondamente turbato questa scoperta nei nostri tre comuni, una ricerca avviata da Signa, ma che non si deve fermare qui, anzi è un invito alle Sinistre di tutta la Piana di porre fine a quanto richiesto nel maggio del 1924 dal regime fascista, quello di conferire al duce questa onorificenza in tutti i comuni, ciò è inaccettabile ed è quindi giunto il tempo di revocarla» concordano i tre portavoce. Una questione che, ben lungi dal poter essere derubricata a faccenda puramente formale, è spia di una non ancora compiuta analisi di fatti che hanno segnato la storia dell'Italia: non si è riusciti a venire a patti col passato ma anzi - così facendo - si rischia di imboccare una via che porterebbe alla legittimazione di azioni di matrice fascista fino al rischio di far sprofondare - anche se non dichiaratamente - l'Italia in uno dei periodi più bui della sua storia. «Per questo» spiegano «presenteremo al più presto una mozione, espressione unitaria della Sinistra della Piana, che impegni le nostre rispettive amministrazioni comunali a votare quanto prima la revoca di un atto che offende i valori sui quali si poggia la nostra Carta Costituzionale».

Questo intendimento arriva a pochissima distanza dal 76° anniversario della Liberazione dal Nazifascismo, che Lastra a Signa celebrerà già il 4 agosto, mentre il 2 Settembre sarà la volta di Campi Bisenzio e due giorni dopo quello di Signa. «Riteniamo» concludono «che arrivare alla revoca di questo atto ignominioso sarebbe il più degno festeggiamento del 76° anniversario della Liberazione dei nostri paesi. Sicuramente il riconoscimento nei fatti dell'importanza che le nostre associazioni danno al sacrificio dei nostri Partigiani, sia quelli che sono morti per liberarci dal regime, sia di quelli che hanno potuto (ed ancora possono) renderci testimoni del loro operato e dell'importanza del dono che ci hanno lasciato: la democrazia e la libertà».

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