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Il Comune vuole ridefinire le tariffe dei taxi, con tratte a prezzo fisso

Secondo un'indagine dell'Ufficio di statistica del Comune il taxi per i fiorentini è uno sconosciuto. Per gli intervistati la cura starebbe nel calo delle tariffe minime

I fiorentini non prendono il taxi. Lo dicono i dati, le percentuali, quelle di un’indagine condotta dall’Ufficio statistica del Comune di Firenze. Dallo studio, promosso dal vicesindaco Dario Nardella e realizzata con collaborazione delle cooperative dei tassisti fiorentini, degli ordini professionali e delle associazioni di categoria, presentato alla fine della scorsa settimana, è emerso che solo il 2,1% degli abitanti in città usa con regolarità il mezzo di trasporto. Da chi ne fa un mezzo abitudinario a chi saltuario, quella fascia cioè che usufruisce del servizio una o due volte al mese (il 7% del campione) o in casi eccezionali (11%). Il restante 80% non lo “conosce”, non lo usa, lo ignora completamente, guarda e passa oltre. Per ora perché, come è emerso nelle interviste, potrebbe ripensarci se i prezzi del servizio calassero. La ricerca infatti ha sottolineato un dato inequivocabile: molti sono scoraggiati dall’uso del taxi per il prezzo troppo alto del servizio. Una spesa inadeguata, quindi inutile, al servizio erogato. Così i fiorentini non se ne affezionano. L’osservazione condotta per conoscere l’opinione di cittadini e utenti sul servizio taxi è stata portata avanti seguendo tre modalità: attraverso un’indagine telefonica su un campione qualificato di cittadini residenti, svolta nel febbraio scorso; con un questionario proposto ai clienti dei taxi tra dicembre 2010 e gennaio 2011 (nel periodo di Pitti Uomo); con una serie di domande inviate ad ordini e categorie per farle compilare ai loro associati, trasmesse a febbraio e rese a marzo.

TELEFONO – Le interviste via cavo hanno coinvolto 1200 residenti nel comune di Firenze, stratificati per genere, classe di età e quartiere di residenza. In molti, come detto, non lo usano per niente. Chi lo usa, quel 20% tra chi ne fa un mezzo di trasporto quotidiano e chi sfrutta il servizio raramente, lo fa principalmente lungo le vie del centro storico, da utenti di età avanzata (61 anni e oltre) e con titolo di studio elevato (diploma o laurea). Scremato il campione tra chi lo usa e chi no, la ricerca si è soffermata sulle abitudini di chi ne fa un mezzo di trasporto: gli anziani per raggiungere i servizi; i quarantenni, o più ingenerale la fascia intermedia degli intervistati, si accomodano nei posti posteriori delle vetture per correre verso la stazione ferroviaria e all’aeroporto; i giovani, ma anche gli anziani, per il tempo libero. La notte il taxi, poi, è un affare solo dei più giovani. Chi ne fa uso è soddisfatto della sicurezza delle corse e del comfort dei mezzi, ma anche per il tempo di attesa e per la disponibilità e cortesia degli autisti; voto positivo anche i per i tempi di spostamento. Non solo complimenti tuttavia, anzi. Dalle risposte date il punto di maggiore attrito, l’epicentro del problema di questa disaffezione diffusa tra i fiorentini, ha un nome ed un cognome: prezzi troppo alti. Il 55,4% del campione infatti considera le tariffe al di sotto della sufficienza. Per il 73,2%, un buon incentivo al servizio potrebbe proprio essere la scelta di rendere il servizio più economico.
“Siamo soddisfatti nel rilevare che chi usa il taxi ha un buon giudizio del servizio – afferma il vicesindaco Nardella – anche se emerge come punto critico il tema delle tariffe. Il taxi è un servizio pubblico e noi come amministrazione abbiamo il compito di disciplinarlo: questa indagine ci servirà per capire come intervenire e quando metteremo mano al settore, terremo conto di queste indicazioni. Uno dei nostri obiettivi è quello di ridefinire il sistema tariffario, in particolare utilizzando maggiormente le tariffe predeterminate a prezzo fisso per le destinazioni di pubblica utilità, come ospedali, stazioni, cimiteri”.

QUESTIONARIO – L’indagine condotta sui clienti direttamente a bordo, compilando un modello che il cliente ha restituito a fine corsa al conducente, ha interessato 2658 questionari. Dall’approfondimento delle risposte salta fuori un quadro poco dissimile dal sondaggio telefonico. Il mezzo è usato per lavoro, tempo libero e per raggiungere i servizi. Per quanto riguarda la frequenza, il taxi viene utilizzato maggiormente una o due volte a settimana, mentre l’uso giornaliero si ha maggiormente per maschi e per adulti. Le pecche, anche qui non mancano: una valutazione non troppo convincente è data sulla rapidità di spostamento ed anche sulla chiarezza delle tariffe.
 

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