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Consiglio comunale, Ceccarelli nuovo presidente: rebus giunta, un assessore deve uscire

Il Pd annuncia l'ingresso di Fratini nella squadra di Nardella, ma gli assessori sono già 10 e per legge non possono aumentare

Da sinistra: Biti, Ceccarelli, Nardella

Andrea Ceccarelli è il nuovo presidente del consiglio comunale di Firenze, sostenuto dal Partito democratico ed eletto oggi con 21 voti alla terza votazione, a maggioranza semplice, dopo che nelle prime due non era stata trovata la maggioranza dei due terzi.

Tutte le opposizioni, che attaccano il Pd per non essere state consultate nella scelta del presidente, figura di garanzia, hanno votato compatte per Mario Tenerani (Forza Italia) che ha raccolto 14 voti.

Ceccarelli, 62 anni, che viene dal mondo del volontariato cattolico (ex Dc ed ex Margherita), sostituisce Caterina Biti, eletta senatrice alle elezioni dello scorso 4 marzo e dimessasi a fine aprile: due mesi nei quali all'interno del Pd cittadino le diatribe interne per la scelta del successore non sono state indolori.

Voci critiche sulla scelta di nominare un uomo al posto di una donna sono arrivate dalle opposizioni ma anche dall'interno dello stesso Partito democratico. “Abbiamo la parità di genere nello statuto. Male quindi la scelta di un uomo, il sindaco se ne assume la responsabilità”, dice la renziana Maria Federica Giuliani, presidente della commissione cultura.

Anche il sindaco infatti aveva partecipato sabato scorso alla riunione del gruppo dem, dalla quale era saltato fuori il nome di Ceccarelli. Nello stesso comunicato che rendeva noto il nome del prescelto il Pd annunciava anche l'ingresso in giunta, come assessore, di Massimo Fratini, fino ad oggi vicepresidente dell'assise e lui stesso candidato alla presidenza.

La promozione ad assessore per Fratini (60 anni, anche lui proveniente dal mondo cattolico, al secondo mandato come consigliere comunale) sembrerebbe un modo per non dividere il partito e dare comunque un incarico di peso ad un nome che raccoglie consenso tra i consiglieri dem e tra gli elettori.

Senonché è emersa col passare delle ore la notizia, anticipata da ControRadio, che le normative nazionali non consentono di avere più di 10 assessori nelle città che hanno tra i 250mila e 500mila abitanti, e tra queste rientra Firenze. Gli assessori a Palazzo Vecchio sono già 10, quindi per far posto a Fratini (il cui ingresso in giunta pare ormai certo), qualcuno dovrà essere accompagnato alla porta.

A Palazzo Vecchio, così sostengono diversi addetti ai lavori, nessuno si sarebbe accorto della norma. “Conosco benissimo le norme vigenti, non c'è nessun problema, ma oggi siamo qui per eleggere il nuovo presidente”, ha tagliato corto il sindaco Dario Nardella.

Chi sarà l'assessore a 'saltare'? “Dovrete dare il benservito ad Andrea Vannucci”, attacca Tommaso Grassi (Firenze riparte sinistra), facendo il nome dell'assessore allo sport, rinviato a giudizio per turbativa d'asta e falso nell'inchiesta 'piscinopoli'. Il sindaco però ha nuovamente rinnovato la sua fiducia all'assessore allo sport: “Non daremo il benservito a nessuno, Grassi si scusi per le parole pronunciate”. Un assessore nei prossimi giorni dovrà comunque uscire dalla giunta per far posto a Fratini.

Se le opposizioni si erano compattate sul nome da votare come presidente, la scelta dei vice ha invece sancito una rottura. Come vicepresidente vicaria è infatti risultata eletta Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle), sulla quale sono confluiti anche i voti della destra (Forza Italia e Fratelli d'Italia) e della lista La Firenze Viva di Cristina Scaletti.

Finisce dunque il mandato da vicepresidente per Donella Verdi (Firenze riparte a sinistra), che ha ricevuto i tre voti del suo gruppo, i due di Articolo 1-Mdp e quello di Miriam Amato (Potere al Popolo). Come seconda vicepresidente, in quota Pd, è stata eletta Susanna Della Felice.

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