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Conte candidato alla Camera a Siena? Pd e Iv toscani dicono no: "Non rappresenta i territori"

Coro di 'no' all'ipotesi della candidatura per il seggio lasciato da Padoan, dalla Bonafè alla Boschi, che pure con il Pd fu eletta a Bolzano

Conte, FOTO ANSA

Giuseppe Conte candidato a Siena alle elezioni suppletive della Camera? Nemmeno a pensarci. Il 'no' a quella che stamani il Corriere della Sera dava più come una certezza che come una possibilità, è arrivato con un coro quasi unanime dalle frange toscane di Pd e Italia Viva.

In quel seggio alle politiche del marzo 2018 fu eletto deputato l'ex ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, dimessosi lo scorso novembre per andare a fare il banchiere come presidente di Unicredit.

Nei prossimi mesi quindi si terrano le 'suppletive' per eleggere colui che prenderà il posto di Padoan come deputato. La rosa dei nomi circolata è ampia: dall'ex presidente della Toscana Enrico Rossi all'ex parlamentare del Pd Gianni Cuperlo. Dopo la fine dell'esperienza di governo ecco che salta fuori il nome di Conte.

“Nell'esprimere comunque il mio apprezzamento per la figura di Conte, verso il quale non ho niente di personale, tengo a precisare che le candidature nei seggi toscani devono essere espressione dei territori, decise dai territori o perlomeno insieme ad essi. Il Pd toscano negli ultimi anni ha mostrato una grande capacità di tenuta e ricordo il buon successo nelle europee del 2019 come pure nelle elezioni regionali dello scorso settembre. Un Pd regionale così in salute merita senza dubbio la possibilità di incidere su una scelta in una delle città più rappresentative della regione. Le decisioni calate dall'alto non vanno mai bene, ma se addirittura avvengono ai danni di un partito che ha vinto tutte le ultime battaglie sono del tutto incomprensibili”, dichiara in una nota Simona Bonafè, segretaria del Pd toscano ed ex renziana di ferro.

Una che renziana di ferro è rimasta, Maria Elena Boschi, dice qualcosa di simile. "E' prematuro parlarne adesso, noi sentiremo i nostri rappresentanti sul territorio, ne parleremo nel partito. La priorità adesso è dare un governo che funzioni al Paese. Il destino personale del presidente Conte non è la priorità", dice Boschi, che pure alle ultime elezioni è stata eletta deputata con il Pd non proprio nel suo territorio, ma nel collegio di Bolzano.

Un no piuttosto secco arriva anche dal sindaco di Firenze Dario Nardella. "Avrei visto molto meglio Conte candidato sindaco di Roma", dice infatti il primo cittadino all'Agenzia Dire (ipotesi sulla quale Conte ha già risposto 'no, grazie').

Quanto all'ipotesi dell'ex capo del governo candidato nel collegio senese, "la questione non è la qualità della candidatura, indubbia, ma il modo con cui si arriverebbe a questa. Se deve essere Conte il candidato si lasci decidere alla Toscana e a Siena. I territori non possono essere sempre ignorati con candidature calate dall'alto", prosegue il sindaco.

"Senza nulla togliere alla figura di Giuseppe Conte, abbiamo bisogno e necessità di esprimere una candidatura legata al territorio", ripete anche Andrea Valenti, segretario provinciale del Pd senese. Sulla questione interviene quindi anche Nicola Zingaretti. "Le alleanze si decidono nei territori. Rispetteremo l'autonomia dei territori. No a modelli catapultati dall'alto", prova a smorzare le polemiche il segretario dem.

Controcorrente invece Enrico Rossi, che pure pareva essere tra i papabili per quel seggio. "Per quanto mi riguarda il presidente Conte è un punto di riferimento e di equilibrio per l'alleanza Pd, Leu, M5S. Quindi tutto quello che può mantenere e rafforzare questa alleanza, compresa la candidatura di Giuseppe Conte a Siena, è un bene per Siena, la Toscana e il centrosinistra italiano. Questa alleanza ora dovrà insieme sostenere con impegno e responsabilità il governo Draghi e poi alle prossime elezioni politiche dovrà presentarsi come l'alternativa democratica alle destre", sostiene Rossi. Chi la spunterà?

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