Bonus di 600 euro preso da 5 parlamentari, la sindaca di Empoli: "Triste e vergognoso"

Su Facebook lo sfogo della Barnini, e Rossi: "Grave che sia stato formalmente legale"

Brenda Barnini, foto Facebook

Una vicenda "triste e vergognosa". Così Brenda Barnini, sindaca di Empoli, definisce l'indiscrezione diffusa ieri da La Repubblica secondo la quale 5 parlamentari (tre della Lega, uno del M5S e uno di Italia Viva) avrebbero percepito per alcuni mesi il bonus da 600 euro stanziato dal governo per affrontare l'emergenza coronavirus e destinati a partite iva ed autonomi.

La rivelazione del quotidiano diretto da Maurizio Molinari ieri ha scatenato un putiferio e ora avanzano le ipotesi più svariate per scovare i cinque che, pur percependo qualcosa come 12mila euro netti al mese, hanno chiesto di avere il bonus.

"Questa triste e vergognosa vicenda mi fa pensare ad alcune cose. La prima riguarda la rettitudine e l'onestà [...]. La seconda riflessione riguarda la modalità con cui detti parlamentari vengono scelti. Se non ci sbrighiamo a ripristinare un metodo di selezione dei rappresentanti massimi dei cittadini basato sulla fiducia di chi vota e non sulla servitù dei medesimi verso il capo politico del momento non potremo aspettarci miglioramenti nel prossimo futuro", scrive Barnini su Facebook.

Il fatto di chiedere il bonus di per sé era un atto legale, perché la decisione del governo è stata quella di destinarlo a tutti, a prescindere da redditto o ricchezza posseduta. E proprio su questo, sempre sui social, batte il pugno il presidente uscente della Regione Toscana Enrico Rossi.

"Tutti giustamente chiedono i nomi dei cinque parlamentari (e del conduttore tv) che hanno chiesto il bonus, pur guadagnando 12mila euro al mese. È giusto che i politici diano il buon esempio anche oltre le stesse leggi, ma il fatto grave - scrive Rossi -, è che tutto questo sia stato formalmente legale. Mi chiedo: quanti sono, oltre ai politici, coloro che nelle stesse condizioni hanno fruito del bonus?
Non si poteva fare diversamente ed evitare di dare a chi ha già molto per dare di più a chi ha meno?".

AGGIORNAMENTO ore 15:00 - Con un post su Facebook Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva, ha smentito che uno dei parlamentari coinvolti appartenga al partito di Renzi e ha chiesto all'Inps - che eroga i contributi - di fare i nomi.

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"Questo modo di fare servizio pubblico da parte dell’INPS è barbaro. A noi di Italia Viva non risulta che alcun parlamentare appartenente al nostro gruppo abbia chiesto il bonus. Invitiamo formalmente INPS che ha diffuso questa informazione - chiede Rosato -, a smentire la notizia del nostro coinvolgimento o a rendere pubblici i nomi".

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