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Caos a Palazzo Vecchio / Centro Storico / Piazza della Signoria

Bandiera israeliana in aula, scoppia la bagarre in consiglio comunale

Seduta sospesa per oltre un’ora. Il presidente Milani: “Mi scuso con la città”

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Bagarre a Palazzo Vecchio e seduta del consiglio comunale sospesa per oltre un’ora. Lo scontro è scoppiato dopo la reiterata esposizione in aula della bandiera di Israele. Prima da parte del capogruppo della Lega Federico Bussolin che l’ha piazzata sopra a quella della pace esposta dall’assessora Maria Federica Giuliani con attaccate le foto della tragedia di Cutro. A togliere il vessillo ci ha pensato la polizia municipale, poiché il regolamento dell'assemblea autorizza solo la bandiera italiana, quella europea, il gonfalone di Firenze e la bandiera della pace. 

Caos e sospensione dei lavori

Ma poco dopo è stata la volta del vicepresidente del consiglio Emanuele Cocollini, gruppo Centro e presidente dell'associazione Italia-Israele Firenze, che l’ha indossata come un mantello e poi stesa sulla postazione dedicata alla vicepresidenza. "È una provocazione", hanno urlato dai banchi del Pd. Antonella Bundu del gruppo Sinistra progetto comune, invece, dopo aver protestato con il presidente Luca Milani, si è diretta verso il banco di Cocollini, agguantando la bandiera e portandola via. Da qui è scoppiato il caos, con un confronto duro, sia con Cocollini che con Jacopo Cellai di Fdi.

A quel punto, mentre l’assessore allo Sport Cosimo Guccione cercava di intervenire con una comunicazione sul restyling dello stadio Franchi, il presidente del Consiglio, dopo aver minacciato di allontanare i consiglieri, ha sospeso la seduta “per cinque minuti”. Almeno nelle sue intenzioni. In realtà lo stop, con contestuale convocazione della capigruppo, è durato più di un’ora.  “A nome di tutti chiedo scusa alla città e ai cittadini per quanto assistito. Non abbiamo dato un grande spettacolo e di questo mi spiace”, le sue parole alla ripresa dei lavori.

Cocollini contro Milani: “Chi semina vento raccoglie tempesta”

La spaccatura in aula su quanto sta accadendo a Gaza è evidente. E la bandiera di Israele issata da Cocollini e Bussolin è stata, di fatto, una risposta nei confronti dello stesso Milani, promotore del convegno ‘Pace e Giustizia in Medio Oriente – focus Palestina’, contestato dal centrodestra per i partecipanti, tra i quali Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Lo stesso Cocollini aveva detto di provare “vergogna e schifo”, usando termini durissimi nei confronti del presidente del consiglio.  E oggi ha confermato: “Chi semina vento raccoglie tempesta, dice il detto. Ho deciso di esibire bandiere di Israele per significare il nostro sdegno per i contenuti di molti degli interventi dei relatori del convegno, di chiara matrice antisemita’”, contestando anche “il silenzio di sindaco e presidente del Consiglio non solo sulle gravissime affermazioni dei relatori, ma anche sulle offese rivolte al console onorario di Israele Marco Carrai comparse nella piattaforma dove veniva trasmesso lo streaming on line, che richiedevano un’immediata dissociazione che invece non è mai arrivata”.

Palagi e Bundu: “Un insulto al dolore delle persone”

Da sinistra Dmitrij Palagi e Antonella Bundu ribattono: “In spregio al loro ruolo i consiglieri Cocollini e Bussolin insultano il dolore delle persone, con un gesto provocatorio che definisce quanto sia pericolosa la loro idea di politica, priva di senso della misura e di responsabilità. A Gaza si muore. Il 7 ottobre sono morte vittime innocenti, israeliane e israeliani. A che serve ridere e sorridere quindi mentre si sventola la bandiera di Israele? A rappresentare sé, cercando la provocazione, violando il regolamento - sottolineano - Auguriamo ai due consiglieri di avere ragioni migliori per manifestare allegria. Una guerra non è mai ragione di soddisfazione, secondo noi”.

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