Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Ataf, incontro Renzi - sindacati, tutto rimandato a fine giugno

Primo incontro dopo mesi di freddezza polare tra il sindaco Renzi e Rsu Ataf. Soddisfazione dei sindacati per l'impegno da parte di Renzi ad intavolare un confronto ma "in definitiva manca un vero piano industriale".

Mesi di pungente gelo, frecciate incrociate al veleno, imboscate, battutacce e due scioperi generali nel giro di un mese e mezzo. Poi, ieri, un segnale di "scongelamento" della trattativa, un incontro tra il sindaco Renzi e i sindacati dell’Ataf, la prima verifica da quando è iniziata a circolare la voce che una parte dell’azienda del trasporto pubblico fiorentino sarebbe stata privatizzata. Come è finita? I sindacati dicono due a uno per il sindaco; o meglio, sono due le cose che hanno appreso e che non sono piaciute alla Rsu, ma c’è anche una notizia positiva su cui possono lavorare. E una certezza: le parti rimangono distanti, le due visioni dell’azienda, diametralmente opposte, non hanno fatto un passo indietro (o in avanti?).

A quanto riferito dai sindacalisti presenti all’incontro, tutte le domande che sono state poste al sindaco sul futuro dell’azienda sono state messe da Renzi in stand-by, nell’attesa che l’indagine in corso dell’advisor trasmetta, ai vertici aziendali ma soprattutto a Palazzo Vecchio ed agli altri otto comuni proprietari, dei risultati numerici concreti. Fino a quando non saranno terminati i lavori dei consulenti di mercato, il sindaco prende tempo. Sulla base dei dati, che in pratica andranno a misurare lo stato di salute di Ataf rispetto al mercato, possibilmente rintracciando determinate cure e consigliando specifiche ricette, saranno costituiti i piani e le scelte aziendali. “Siamo molto rammaricati – confessa Massimo Milli, della Filt Cgil – c’è molta desolazione in noi, per aver appreso che in fondo che un vero piano industriale non c’è, quindi neppure un piano di sviluppo. Chi ci ha dato degli ignoranti forse ora può comprendere che le nostre perplessità hanno una fondatezza”. E per quel che riguarda l’ingresso di denari privati e la fetta dell’azienda messa in vendita, sembra che Renzi sia stato piuttosto chiaro: “ad oggi pare – secondo quanto raccontato da Milli – che anche le quote di ingresso del privato, di cui abbiamo più volte discusso (il quaranta per cento dei servizi), siano numeri vuoti; tutto è rimandato ai risultati che emergeranno da questa ricognizione di mercato”.  

Il tavolo del confronto, comunque, rimarrà aperto, e questa secondo i sindacati è una notizia molto positiva. Entro il trenta giugno, i rappresentanti della Rsu e le segreterie dei sindacati saranno nuovamente convocati in Palazzo Vecchio. Questa volta però, al tavolo, siederanno tutti e nove i comuni proprietari di Ataf. Con qualche dato in più fornito dall’advisor potrebbe, in quella sede, partire la prima autorevole piattaforma programmatica tra le parti. “Nonostante tutto siamo molto soddisfatti, e lo dico con molta convinzione, – conclude Milli – che il sindaco Renzi, abbia personalmente aperto un tavolo del confronto e si sia impegnato a riconvocarci assieme a tutti gli altri sindaci soci. Anche se le posizioni rimangono distanti, una trattativa seria in ambito istituzionale è quello che chiedevamo da tempo”.   
 

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