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Salvini e Ceccardi, foto Facebook

Salvini e Ceccardi, foto Facebook

Assalto al Congresso Usa, polemica sulle parole di Ceccardi: "Se i morti erano di sinistra erano martiri"

Bonafè (Pd): "Nemmeno la decenza di tacere". Mugnai(Forza Italia): "No a centrodestra che tifa Trump". La leghista insiste e tira in ballo la morte di Carlo Giuliani al G8 2001: "Se non capite la provocazione siete anche stupidi"

I fatti americani del 6 gennaio, con fanatici trumpiani che, anche armati, prendono d'assalto la sede del Congresso Usa, rimbalzano fino alla Toscana.

Scatenano un caso, ieri, le parole di Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega ed ex candidata alla presidenza della Regione contro Giani nel settembre scorso.

"I morti in America dopo gli scontri sono ben 4. Tutti sostenitori di Trump (oggi si sa che una quinta vittima è un poliziotto schierato a difesa del parlamento, ndr). Si fosse trattato al contrario di una manifestazione di sinistra questi 4 sostenitori sarebbero stati già dei martiri contro lo Stato che reprime la libertà di pensiero. Invece erano di destra, quindi facinorosi. Ashli Babbit è una delle vittime, era una veterana delle forze armate. Era disarmata quando è morta", scrive su Facebook la fedelissima di Matteo Salvini, tornata al seggio di Bruxelles dopo la sconfitta toscana.

Nessuna condanna dunque in questo primo post (ne seguirà un secondo) dei gravissimi fatti che si stavano verificando in Usa, tanto meno del comportamento dell'ormai ex presidente Trump, che ha continuato per ore ad aizzare i suoi sostenitori.

Parole ben diverse da quelle di Stefano Mugnai, alleato nella coalizione di centrodestra, deputato ed ex coordinatore toscano di Forza Italia.

"Sono in politica perché non sopporto gli 'ismi': sono sempre delle tragiche scorciatoie inutili, superficiali e pericolose. E non mi rassegno ad un centrodestra italiano, la mia casa politica, che si autodefinisca “ista” e che magari, dopo averlo visto all’opera, tifi fino in fondo per Trump. Impresentabile, sotto tutti i profili. Dal profilo democratico fino a quello estetico", scrive Mugnai.

Ceccardi oggi, venerdì, è tornata alla carica, senza ritrattare, aggiungendo una "condanna" corredata da un "ma", arrivando a tirare in ballo l'uccisione di Carlo Giuliani al G8 di Genova 2001 e definendo "anche stupidi" chi non capisce la sua "provocazione".

"Io condanno sempre la violenza. Ma condanno anche l'ipocrisia, sempre più presente nel dibattito. Chi ha sostenuto la beatificazione di Carlo Giuliani ucciso mentre scagliava un estintore verso una camionetta dei carabinieri e che ha in seguito ricevuto onorificenze, monumenti, intitolazione di un'aula del parlamento (quella del Pci) , perché non fa altrettanto con i fatti di Washington? Cari compagni convertiti di recente al moderatismo, se non riuscite a capire la provocazione politica di un post che cerca di richiamare all'appello le vostre coscienze, non siete solo ipocriti ma anche stupidi", le parole della leghista.

Netta, ieri, dopo il primo post, la condanna dal fronte Pd di Simona Bonafè, europarlamentare e coordinatrice regionale del partito.

"Quando ci sono vittime, come è successo negli scontri a Capitol Hill, dovremmo avere tutti la decenza di stare in silenzio. E invece c’è chi non solo perde un’occasione per tacere, ma mette sullo stesso piano persone morte per le loro idee o perché protestano pacificamente in piazza, con persone che hanno letteralmente assaltato la sede della democrazia americana", scrive Bonafé, a commento di quanto precedentemente espresso da Ceccardi.

Parole che hanno aperto un altro caso, sul piano nazionale e sempre sul fronte centrodestra, sono anche quelle della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, da sempre assieme grande sostenitrice di Trump.

"Seguo con grande attenzione e apprensione quanto sta accadendo negli Stati Uniti", ha scritto Meloni su Facebook mentre andava in scena a Washington l'assalto al parlamento.

"Mi auguro - ha aggiunto Meloni - che le violenze cessino subito come chiesto dal Presidente Trump. In questi momenti serve grande prudenza e serietà. Mi auguro che la situazione negli Usa possa tornare al più presto alla normalità". Far cessare le violenze "come chiesto da Trump". Insomma, l'ex presidente Usa dipinto più 'pompiere' che 'incendiario', nonostante fosse stato proprio lui a fomentare a più riprese le violenze.

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