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Riforma articolo 18, l'altolà di Rossi: "boom di licenziamenti facili"

Il presidente della Regione picchia duro sulla manovra che vuol riformare il mercato del lavoro. La Cgil sul piede di guerra: 16 ore di protesta tra cui lo sciopero generale

Il dibattito sull’artico 18 è sempre più aspro. La linea del Governo appare irremovibile: urge la riforma del mercato del lavoro, e con esso il tema più spinoso, proprio l’articolo 18. E se sulla necessità della manovra la stragrande maggioranza delle forze politiche e sociali converge, le perplessità, i però, gli attriti ed i veleni, si addensano sul versante dei licenziamenti facili. Oggi il premier Monti ha provato a raffreddare gli animi con parole distensive: “Sull’articolo 18 abbiamo percepito una diffusa preoccupazione su cui vorrei rassicurare tutti che il binario dei licenziamenti economici possa essere abusato con aspetti di discriminazione. Il governo si impegna affinché questo rischio non si verifichi perché è nostro dovere evitare discriminazioni con un minimo di attenzione alla stesura. Su questo mi impegno”. Un po’ di acqua sul fuoco che tuttavia non pare una decisa inversione di rotta, tutt’altro: il pacchetto delle misure da adottare non pare sia destinato ad arrestarsi. Certo poi la parola passerà al Parlamento e la partita, o meglio il voto non è ancora scontato.

CGIL E SCIOPERO GENERALE -Di certo c’è il niet secco e definitivo della Cgil. La Camusso, su questo fronte non è disposta a fare un passo indietro. Proprio per questo il sindacato ha già annunciato un pacchetto di 16 ore di sciopero, tra cui 8 da destinare ad uno sciopero generale (la data è ancora da stabilirsi) che probabilmente si farà sentire. Intanto in Toscana ha già preso il via la girandola delle proteste: da Lucca a Pisa, passando per Firenze. E promette battaglia anche la Fiom. “Una follia cancella l’art.18, siamo pronti a tutto; questa riforma sarà contrastata con ogni mezzo e con ogni forma di protesta democratica nelle fabbriche e nel Paese”,  ha affermato giusto ieri il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini.

ROSSI - Cgil, Fiom all’unisono, ed in buona compagnia. Un giudizio più che negativo alla manovra è infatti arrivato questo pomeriggio dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. La riforma “così come preannunciata può produrre un boom di licenziamenti facili, oltre a vanificare la tutela dei lavoratori sul piano delle discriminazioni e su quello disciplinare”. E se da una parte Rossi silura l’operato del governo Monti, dall’altra apre a posizioni molto vicine a quelle espresse dell’ex segretario Cisl Franco Marini sul modello tedesco: “Affidiamo – ha continuato – ai giudici del lavoro, nei casi di licenziamento per motivi disciplinari e ragioni economiche, la scelta tra il reintegro e l’indennizzo”. Per il governatore toscano sarebbe “una flessibilità non banale in uscita, ma non sarebbe più la libertà di licenziare”, e quindi “forse questa proposta può essere ragionevole; soprattutto se fosse inserita all’interno di una riforma del mercato del lavoro che estende, davvero, le tutele sociali alla grande area dei lavoratori precari”.
 

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