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Quartini (5 Stelle): “Ripartire dalla sanità pubblica e universale. Il reddito di cittadinanza? Ha garantito la tenuta sociale”

Medico, 62 anni, ex consigliere regionale, è il candidato dal Movimento alla Camera al collegio di Firenze: “Sì alla legalizzazione della cannabis e allo ius scholae”. L'intervista

Andrea Quartini, 62 anni, medico gastroenterologo, è il candidato del Movimento 5 Stelle al collegio uninominale della Camera di Firenze. Tre figli, è stato consigliere regionale per i 5 Stelle dal 2015 al 2020. “Mi sono iscritto al Movimento nel 2013 - dice -, ma seguivo Beppe Grillo da prima”. Al centro della sua attenzione la sanità: “Da medico, non potrebbe essere altrimenti. Deve essere pubblica e di qualità, accessibile a tutti. Perché è da lì che deriva tutto il resto”.

Dal consiglio regionale al parlamento?

“Vedremo. Spero comunque che ci arrivino le idee del Movimento, le stesse che nel mio piccolo porto avanti da anni, soprattutto per la sanità, perché la salute è la prima cosa che lo Stato deve tutelare. Altra priorità è la lotta alla criminalità organizzata”.

Cosa pensa della flat tax proposta dalla destra?

“Noi difendiamo la Costituzione, quindi la progressività fiscale in base alla capacità contributiva. La flat tax è iniqua e incostituzionale. Se riduciamo evasione ed elusione fiscale potremo finalmente ridurre le varie aliquote fiscali, che devono però mantenersi progressive. Serve la tracciabilità delle spese e va in tale direzione il cashback fiscale, da noi proposto e piaciuto a milioni di italiani”.

Il reddito di cittadinanza è sotto attacco

“Ha salvato intere famiglie dalla povertà e ha garantito la tenuta sociale del Paese durante la pandemia. E' una misura presente in tutti i paesi europei, ma si critica solo in Italia. Certo va migliorato nelle parti gestite dalle Regioni (centri per l’impiego) e dai Comuni (con i Piani di utilità collettiva) e ben vengano maggiori controlli. Il reddito è sotto attacco da parte di chi strumentalizza una misura di dignità”.

Molti dicono che gli imprenditori non trovano lavoratori a causa del reddito di cittadinanza

“Da quando c'è il reddito di cittadinanza abbiamo il livello più alto di occupati dal 1971. Le persone vogliono lavorare, ma con dignità. Il problema è il riconoscimento di un salario minimo, è inaccettabile lavorare a 3-4 euro l’ora. Poi dobbiamo tagliare il cuneo fiscale, razionalizzare e rivedere le aliquote Irpef, cancellare l’Irap. Infine, vogliamo un maxipiano di rateazione di tutti i debiti iscritti a ruolo, prevedendo un termine molto lungo per il pagamento. Pensiamo anche ad una Banca di sviluppo pubblica, che consenta di dare credito alle imprese a condizioni vantaggiose, valorizzando le imprese che meritano, senza scelte discrezionali”. 

Che pensa del Jobs act? Quali proposte per il lavoro?

“Il Jobs act è stato un fallimento colossale. Non è stata flessibilità, ma precarietà, disuguaglianze di reddito, part-time senza stipendi. Il 'decreto dignità' aveva invertito la spinta della flessibilità. Vogliamo proseguire garantendo nuove tutele, migliorare l’efficienza dei servizi di istruzione, orientamento, formazione e professionalizzazione, sostenere i redditi, fornire un welfare pubblico maggiormente adeguato alle nuove esigenze ed un sistema di protezione sociale non più ancorato alle categorie produttive o lavorative, ma al cittadino”. 

Contro il caro bollette che fare?

“E' da febbraio che chiediamo di mitigare la bolla finanziaria speculativa sul costo del gas decisa in Olanda e di procedere con la tassazione sugli extra-profitti. Occorre intervenire sostenendo i redditi, a partire dal salario minimo, e supportando allo stesso tempo una transizione energetica”.

Sanità e scuola: che modello avete in mente?

"La spesa sanitaria non è un costo ma un investimento. Le privatizzazioni del centrodestra sono state sciagurate, come i contenimenti di spesa attuati dal centrosinistra. Lo vediamo dai pronto soccorsi intasati e dalle liste d’attesa da delirio. Queste politiche sono miopi e costano molto di più di un Servizio sanitario nazionale pubblico, universale e ben organizzato. Quindi serve investire di più e meglio nella sanità pubblica, aumentare gli organici, rivedere il titolo quinto della Costituzione, implementare in modo virtuoso la medicina di prossimità. Infine, un impegno per prevenire le malattie cronico-degenerative e per promuovere stili di vita sani. Quanto alla scuola, lotta alla dispersione scolastica, contrasto al sovraffollamento delle classi, potenziamento degli organici e adeguamento di istituti e stipendi”.

Ampliamento dell'aeroporto di Firenze e tunnel tav, che posizione avete?

“Non ha senso creare un nuovo enorme aeroporto a Peretola quando ve ne è uno internazionale a poche decine di minuti: Pisa Aeroporto era collegata da un treno diretto con Firenze. Si poteva solo migliorare, invece si è deciso di sradicare la linea e costruire una linea con cambio obbligatorio. Con i soldi del Pnrr si potrebbe ripristinare una linea veloce Firenze- Pisa Aeroporto, lasciando Peretola ai voli che ha adesso, valorizzandone la natura più esclusiva. Questo per dire che non sono affatto contrario ai treni veloci, se servono. Se non servono più, e soprattutto se lo sforzo non vale il risultato, come nel caso del tunnel tav, perché proseguire invece?”

Favorevole allo ius scholae?

“Sì, è fondamentale iniziare a immaginare percorsi di partecipazione diretta alla vita comunitaria. Il primo su cui ci impegniamo è lo Ius Scholae, il riconoscimento della cittadinanza dopo almeno un ciclo di studi portato a compimento”.

E alla legalizzazione di cannabis e droghe leggere?

“Sì. Inoltre è importante provvedere nella maniera più rapida possibile a garantire la cannabis terapeutica, da somministrare gratuitamente da parte del servizio sanitario pubblico. E serve subito aumentare la produzione perché ancora non basta”.

In Toscana M5S non è mai andato benissimo e i fasti del passato a livello nazionale sono un ricordo: come pensate di recuperare elettori?

“Semplicemente con le nostre proposte, che spesso non arrivano ai cittadini perché non riportate dai media. Lo scopo non è vincere, ma far vincere le idee che possono migliorare la qualità della vita dei toscani, che meritano di più”.

In futuro vede possibili alleanze o accordi elettorali, nazionali o locali, con il Pd? In Toscana nel 2023 si voterà in città come Pisa, Siena, Massa

“Il problema delle alleanze è un problema di posizione. A noi interessano le idee e chi le condivide”.

La prima proposta di legge che porterebbe in parlamento

“Sicuramente un provvedimento per rifinanziare la sanità pubblica, perché è da lì che deriva tutto il resto”.

Gianassi (Pd): "Il 'modello Firenze' che voglio portare a Roma"

Cecchi (Unione Popolare): "Morti sul lavoro come omicidio e salario minimo"

Mallegni (Forza Italia): "Noi antidoto a sovranisti di destra, no a Meloni premier"

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