Una rete contro la violenza sui bambini

Garantire un maggior coordinamento delle iniziative a tutela dei bambini e degli adolescenti vittime di maltrattamenti

E' stato firmato mercoledì 10 giugno in Prefettura un patto per assicurare sul territorio metropolitano fiorentino un maggior coordinamento delle iniziative a favore dei minori vittime di abusi e violenze, alla firma era presente anche il presidente di “Telefono Azzurro” Ernesto Caffo.

L’obiettivo del protocollo d'intesa è definire le strategie di prevenzione e contrasto agli abusi e alle violenze nei confronti dei minori, all'accordo aderiscono Prefettura, Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Comune e Città Metropolitana di Firenze, Tribunale e Procura della Repubblica, Tribunale e Procura per i Minorenni, Arcidiocesi, Università degli Studi, Forze dell’Ordine, Ufficio Scolastico Territoriale, Azienda U.S.L. Toscana Centro, Azienda Ospedaliero – Universitaria Meyer, Istituto degli Innocenti e Associazione SOS–Il Telefono Azzurro.

Tra i presenti alla firma, il presidente del Tribunale Marilena Rizzo, il procuratore Giuseppe Creazzo, il direttore generale del Meyer Alberto Zanobini e il presidente di “Telefono Azzurro” Ernesto Caffo.

Si tratta di un patto dalle caratteristiche innovative perché istituisce un tavolo di lavoro “pilota” che può rappresentare un punto di sperimentazione valido per essere esportato in altre realtà territoriali, come esempio di buone prassi.

Lo scopo principale di questa cabina di regia, che sarà presieduta dal prefetto, è proprio quello di valorizzare l’azione di ciascun componente e mettere a fattor comune il patrimonio di competenze e di professionalità di tutti coloro che operano in questo settore. L’obiettivo è quello di consolidare la rete esistente a sostegno dei minori, favorire lo scambio di informazioni, conoscenze e dati in modo da assicurare una migliore interazione tra i servizi pubblici sociali e sanitari con le aree giudiziaria e scolastica. Si punterà molto alla prevenzione: particolare attenzione, infatti, sarà dedicata all’aspetto della formazione degli operatori per accrescerne le capacità di intercettare le situazioni di rischio e prendere rapidamente in carico i casi di maltrattamento e abuso. Non solo, il protocollo considera tra le sue priorità di intervento anche la sensibilizzazione della comunità, in modo che ogni attore in campo (famiglia, scuola, contesti educativi e ricreativi) sia in condizione di “leggere” per tempo i primi segnali di disagio mostrati dai minori. “Il tema ha scenari complessi e delicati, ha detto Lega, che richiedono risposte rapide e multidisciplinari. Per questo è indispensabile una maggiore responsabilità da parte di tutti nel cogliere il malessere dei giovani e al tempo stesso aiutare a far emergere le opacità e a superare la paura e la vergogna di denunciare".

L’idea di un patto sociale tra istituzioni e società civile era stata anticipata nel corso del convegno “La violenza sui minori: strumenti e prospettive di azione” che il prefetto Laura Lega aveva organizzato a Palazzo Medici Riccardi, d’intesa con “Telefono Azzurro”, il 16 gennaio scorso. Si trattò di una riflessione a più voci su un fenomeno che rappresenta un “corto circuito etico” nel sistema dei valori, per fronteggiare il quale è indispensabile lo sforzo di tutta una comunità coesa e solidale.

Il protocollo ha durata biennale e il tavolo di coordinamento inizierà a riunirsi a settembre.

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