San Giovanni ‘un vole inganni: come nasce il celebre detto

Patrono di Firenze, San Giovanni viene festeggiato dalla città il 24 giugno: con l'occasione, vi raccontiamo le origini del famoso motto che lo vede protagonista ​

Battistero di San Giovanni e Duomo di Firenze (Kirk Fisher -Pixabay)

Patrono cittadino, a Firenze San Giovanni si festeggia il 24 giugno, con la finale del Calcio Storico in Santa Croce e i fuochi d’artificio sui Lungarni. Ma come nasce il celebre detto che vede il Santo protagonista?

Per rispondere dobbiamo risalire ai tempi delle corporazioni, quando l’arte del cambio faceva parte delle sette arti maggiori di Firenze. I mercanti del cambio svolgevano sostanzialmente due attività: il presto e lo scambio. Nel primo caso concedevano prestiti in denaro che dovevano essere restituite in un tempo ben preciso, con l’aggiunta di interessi precedentemente concordati.

La famiglia degli Strozzi divenne tristemente famosa per via degli altissimi interessi che imponeva ai suoi creditori: pare addirittura che, proprio dalla cupidigia di questa casata, ebbe origine il termine “strozzino”, ancora oggi utilizzato come sinonimo di usuraio. 

Il cambio, invece, consisteva proprio nel cambiare le monete importate con quella fiorentina, vale a dire il fiorino. Per compiere correttamente questa operazione i mercanti erano soliti battere queste monete sopra un tavolo di marmo per poterne sentire il suono e valutarne così l’effettivo valore.

Non è un caso che questo tavolo prendesse proprio il nome di “banco”, da cui poi è derivata la parola “banca”, successivamente adottata in tantissime altre lingue (si pensi al termine “banque” in francese o “bank” in inglese, giusto per citarne alcune).

L’unica moneta che non veniva mai battuta sul banco era proprio il fiorino, in quanto ritenuta così solida e affidabile da non necessitare di alcun tipo di conferma.

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Su queste antiche monete era raffigurato da un lato il giglio, dall’altro il patrono cittadino, San Giovanni. Per questo il Santo Patrono, ormai da secoli, non accetta inganni. 

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