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Il green flash mob di piazza Indipendenza: "Mal'Aria! Restituiteci aria pulita!"

A far scattare l'emergenza smog durante i mesi invernali sono sempre le polveri fini, ovvero il PM10 e il PM2,5. A Firenze nel 2014 nella centralina di Ponte alle Mosse si sono già registrati 3 giorni di superamento; 4 in quella di via Gramsci

"Restituiteci aria pulita!" con questo slogan alcuni attivisti di Legambiente, alla presenza del presidente regionale Fausto Ferruzza, in tuta gialla e mascherina hanno dato vita ad un green flash mob. Un'azione simbolica contro le polveri sottili e l'inquinamento atmosferico. L’iniziativa, organizzata in occasione della giornata nazionale di Mal'Aria, si è svolta stamane in piazza Indipendenza.

“Anche se i dati toscani sono un po' migliori dell'anno scorso, in valore assoluto sono ancora preoccupanti e ci obbligano a monitorare seriamente la situazione. Le amministrazioni, da parte loro, facciano la loro parte. Incentivando l'uso della mobilità dolce e potenziando il trasporto pubblico (specie tramviario, a Firenze ancora colpevolmente fermo alla linea 1!) - ancora, promuovendo l'innovazione tecnologica nel riscaldamento domestico", ha dichiarato Fausto Ferruzza

A far scattare l’emergenza smog durante i mesi invernali sono sempre le polveri fini, ovvero il PM10 e il PM2,5. Secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d'occhio” (dati disponibili e diffusi sui siti delle Arpa Regionali) anche nel 2013 Firenze, Lucca e Prato hanno maggiormente superato il bonus di 35 giorni previsti per legge (cit. DL 155/2010: limite giornaliero di protezione per la salute umana del PM10 di 50 µg/m3). Nel redigere questa classifica è stata presa come riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno).

Lieve miglioramento per Firenze che, nella classifica nazionale dell'annuale Rapporto Mal'Aria di Legambiente, scende in positivo di 6 posizioni piazzandosi al 29° posto (centralina di Ponte alle Mosse 46 giorni di superamento) con 22 giorni di sforamento in meno rispetto al 2012. In valore assoluto, non va bene neppure per la centralina di Firenze Gramsci, con 36 giorni di sforamento, motivo per cui Firenze si conferma comunque la località toscana che registra la quantità di giorni più alta per il superamento del limite consentito dalla legge.

Ma se i numeri registrati sulla qualità dell'aria nelle città toscane nel 2013 risultano essere indubbiamente sconfortanti, anche il 2014 si apre come un anno decisamente critico. Dal sito ARPAT emerge che nei primi giorni del 2014 e precisamente aggiornati al 03 febbraio 2014 siano già numerose le giornate di superamento in quasi tutte le centraline delle città capoluogo toscane. Nella centralina di Firenze (Ponte alle Mosse) si sono già registrati 3 giorni di superamento, 4 in quella di via Gramsci. A Prato (via Roma) 9 giorni di sforamento; 10 nella centralina (Ferrucci). A Pisa 4 (Borghetto) e 6 (Passi). A Pistoia 6 nella centralina di via Signorelli e 9 nella centralina di Pistoia Montale.

Le emissioni di ossido di azoto derivanti dai processi di combustione e, specialmente nei centri urbani, dal traffico automobilistico e dal riscaldamento domestico, nel corso degli ultimi anni, non hanno subito la riduzione che ha invece caratterizzato altre emissioni inquinanti. La media dei valori medi annuali, registrati dalle centraline urbane sul territorio comunale, dimostrano come Firenze piazzandosi al 1° posto nazionale (59,7 µg/m3 ), in negativo, non è riuscita a rispettare i limiti superando quello indicato dalla legge con un valore medio di 40 μg/m3. Le altre città toscane, per la maggior parte, si trovano a metà classifica. (Fonte: Legambiente, rapporto Ecosistema Urbano XX edizione 2013 (dati 2012)

A preoccupare maggiormente nei mesi estivi, ci sono i livelli di ozono un composto la cui presenza nelle porzioni più basse (la troposfera) non è di origine naturale e risulta essere dannosa per la salute dell’uomo. I limiti previsti dalla normativa (D.Lgs. 155 del 2010) per le emissioni di ozono troposferico (O3) che consentono un massimo di 25 giorni di superamento della soglia giornaliera pari a 120 µg/m3 mediata su otto ore consecutive. In Toscana, i limiti, sono stati superati da città come Firenze (24° nella classifica nazionale) rispettivamente con 59 giorni di superamento, Arezzo (26°) con 56, Grosseto (43°) con 41, Livorno (45°) e Lucca (46°) con rispettivamente 35 e 34 giorni di superamento.

Gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dell’uomo sono ormai noti. Da uno studio del 2010 (Healt and Environment in Europe: Progress Assessment 2010) emerge che le morti infantili legate alle malattie respiratorie, anche se in calo, corrispondono ancora al 12% del totale e che c’è una nuova visione ormai acquisita sugli impatti delle polveri sottili (PM10 e PM2.5) relativamente alle malattie cardiovascolari. Molti studi recenti indicano l’inquinamento dell’aria come la maggior causa di ricoveri, malattie e morti per problemi respiratori. Il particolato fine riduce le aspettative di vita di circa 9 mesi e che è la causa dell’insorgere di nuove malattie respiratorie. Ad oggi l’asma è una delle malattie croniche più comuni nei bambini, specialmente nelle aree urbane. Secondo tale studio se si riducessero le concentrazioni di polveri sottili fino a 20 µg/m3 si ridurrebbero i casi sanitari del 7% e si ridurrebbe la mortalità del 15%. Se venissero attuate le indicazioni previste dalle norme in vigore attualmente si stima che le emissioni delle polveri sottili verrebbero ridotte del 50% e si ridurrebbero di 500 mila unità le morti legati ai processi di inquinamento.

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