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G20 Agricoltura a Firenze, la protesta dei giovani Coldiretti: "Prezzi alle stelle per speculazione" / FOTO

Via al vertice dei Grandi, in Santa Croce il mercato dei coltivatori: "Spariscono le terre, no ai pannelli fotovoltaici sui campi". In piazza il mercato fino a domenica

Le speculazioni sulla terra spingono il caro prezzi delle materie prime agricole a livello internazionali, con rincari fino al 32% rispetto allo scorso anno secondo l’ultimo indice della Fao di agosto. E’ quanto denuncia un'analisi della Coldiretti diffusa in occasione del G20 dell'Agricoltura, che inizia domani a Firenze e proseguirà anche sabato.

Da piazza Santa Croce, dove fino al termine del vertice resterà un mercato con i più svariati protdotti agricoli provenienti da tutta Italia, i giovani agricoltori questa mattina hanno mandato un appello ai 'grandi' del mondo "per la difesa del lavoro agricolo e per fermare una deriva pericolosa che ha effetti dirompenti sull’economia e sulla vita delle persone".

Allarme "land grabbing"

Gli agricoltori dell'associazione di categoria, che hanno anche lanciato una petizione per chiedere di non destinare i terreni agricoli a 'campi' di pannelli fotovoltaici per l'energia rinnovabile ("sì all'energia rinnovabile ma senza consumo di suolo", dicono), da un lato denunciano la 'sparizione' delle terre agricole, con "un quarto di esse mangiato dalla cementificazione", dall'altro attaccano il 'land grabbing', cioè un 'furto di terre' a vantaggio dei Paesi più forti e a scapito di quelli più deboli, fenomeno acuito con la pandemia Covid.

"L’accaparramento di terreni fertili da parte dei Paesi ricchi e la tendenza a potenziare le riserve interne per il timore di nuove chiusure a causa della pandemia hanno innescato un cortocircuito che pesa sulle quotazioni delle produzioni sui mercati mondiali. Il risultato è che sono saliti a oltre 93 milioni gli ettari di terra coltivata nel mondo sottratti ai contadini dalle nazioni avanzate e dalle multinazionali, per speculazioni e attività non agricole che stravolgono produzioni secolari e sistemi socio economici locali", denuncia Coldiretti. Il fenomeno, appunto, conosciuto a livello internazionale come 'land grabbing'.

FOTO - G20 agricoltura, in Santa Croce la protesta dei giovani coltivatori

In cima alla graduatoria dei Paesi che si sono accaparrati nel mondo più terre, secondo i dati forniti dalla stessa Coldiretti, la Cina (14 milioni di ettari), seguita da Canada (11 milioni di ettari), Stati Uniti (10 milioni di ettari), Gran Bretagna (9 milioni di ettari), Svizzera (8 milioni di ettari), Singapore (5 milioni di ettari), Spagna (4 milioni di ettari), Belgio (4 milioni di ettari), Giappone (4 milioni di ettari) e India (2 milioni di ettari) secondo l’analisi della Coldiretti sull’ultimo rapporto Focsiv sul fenomeno. Sul totale delle terra oggetto di land grabbing quasi un terzo (31 milioni di ettari) è concentrato in Sud America, altrettanto in Africa (30,5 milioni di ettari) e a seguire Europa Orientale (19,5 milioni di ettari), Asia (9 milioni di ettari) e Oceania (3,4 milioni).

La speculazione sui prezzi

Una speculazione che porta alla crescita verticosa anche dei prezzi degli alimenti. "A tirare la volata sono i cereali con una crescita del 44% ma aumentano anche carne, latte e zucchero per effetto delle manovre finanziarie sul cibo che 'giocando' senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi. Con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione", denuncia l'associazione.

“Proprio per suggerire strategie e politiche efficaci con un dialogo aperto con i governi nazionali, le istituzioni internazionali e il settore privato nasce la prima rete tra le organizzazioni di giovani agricoltori a livello globale”, ha annunciato la delegata nazionale dei giovani della Coldiretti Veronica Barbati nel sottolineare che l’Italia può contare su un esercito di quasi 60mila giovani impegnati a difendere e custodire le campagne, il numero più elevato a livello europeo.

L'appello dei giovani coltivatori

"Bisogna prevenire l'uso non agricolo dei suoli e definire l'agricoltura come un servizio pubblico. Molti Paesi - sottolinea l’appello dei giovani agricoltori del G20 - stanno vivendo condizioni estreme, incendi, siccità, inondazioni e gelate eccezionali per il cambiamento climatico che colpisce anche la disponibilità di acqua, la biodiversità e la fertilità del suolo, mettendo così a rischio la qualità e la sicurezza alimentare. I governi - proseguono i coltivatori di Coldiretti, che chiedono il coinvoglimento del settore privato - dovrebbero sostenere la ricerca e sviluppare strumenti economici per gestire gli impatti del cambiamento climatico sull’agricoltura, come assicurazioni, indennizzi, prestiti agevolati per la ricostruzione, finanziamenti per nuove tecnologie, per garantire un reddito dignitoso alle nuove generazioni". In piazza Santa Croce il mercato durerà fino a domenica.

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