Venerdì, 19 Luglio 2024

Fiumi toscani, le analisi di Goletta Verde: “Tredici foci su venti sono inquinate" / VIDEO

Diffusi i risultati della 38°edizione del rapporto di Legambiente. Positive le acque costiere: "Nel 95 per cento dei casi è eccellente"

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Tredici foci dei fiumi toscani su venti, sono inquinate. È l'allarmante risultato emerso dalla 38esima edizione di Goletta Verde sulla qualità delle acque toscane. “Non parliamo dello stato del mare ma delle foci dei fiumi che sboccano in mare – precisa Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – ovvero le acque di transizione. Abbiamo fatto venti campionamenti, 15 in acqua dolce e 5 davanti alla foce in mare. Su 20, 13 sono risultati fuori dalle norme e 7 nelle norme. Un dato preoccupante. Oltretutto perché di queste 13, dieci sono risultate fortemente inquinate coi valori che superano più del doppio i limiti normativi considerati”.

Dai campionamenti fatti tra il 17 e il 19 giugno e analizzati dai laboratori Idroconsult Laboratori Riuniti di Calenzano e Bioconsult di Follonica, sono risultati fortemente inquinati quelli effettuati nelle province di Massa Carrara – foci di Carrione, Lavello, Brugiano e Versilia – Lucca, fossi Fiumetto a Pietrasanta e Abate a Lido di Camaiore, Pisa, canale Scolmatore, Livorno, foce Salivoli e Grosseto, fosso Tagliata Etrusca e fiume Gora. 'Solo' inquinate la foce del fiume Arno a Marina di Pisa, fiume Osa a Orbetello e la spiaggia del moletto del pesce lato porto a Marciana Marina.

Risultati Campionamenti Goletta Verde

Risultati campionamenti Goletta Verde 1

“Il nostro obiettivo non è di sovrapporci ai controlli – commenta Stefania Di Vito, portavoce di Goletta Verde e ufficio scientifico di Legambiente – ma fare un lavoro aggiuntivo di denuncia. Ricordiamo che l'Italia è alla quarta procedura di infrazione europea sul tema della depurazione, quasi 900 gli agglomerati nella procedura. Abbiamo già pagato oltre 142 milioni di euro di sanzioni pecuniarie”. 
 
Positivo invece l'analisi delle acque marine. “L'acqua della costa al 95 per cento delle situazioni è di qualità eccellente – sottolinea Pietro Rubellini, direttore generale di Arpat - Al top delle regioni italiane per la balneazione. Va detto che abbiamo 11 punti con divieti permanenti di balneazione per ragioni sanitarie e questo significa che a monte ci sono carenze nei sistemi di collettamento sugli impianti di depurazione e magari di scarichi abusivi che immettono nelle acque dei fiumi sostanze che non dovrebbero arrivarci”. 

A influire, anche il cambiamento climatico. “Contribuisce a peggiorare l'effetto – osserva Rubellini - È cambiato il regime delle piogge: non sono più costanti o troppo intense ma piogge brevissime, improvvise e disastrose. Questo mette in crisi gli impianti facendo arrivare acqua di qualità pessima, tutta insieme”. 

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