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Il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri

Il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri

Glifosate, Confagricoltura contro Regione Toscana: “Basta pregiudizi, si può usare”

Il presidente Marco Neri contro la delibera "glifosate free" della Regione: “Anche l'Epa ha chiarito che non è pericoloso"

“E' auspicabile che la politica, a cominciare da chi governa la nostra Regione, adesso abbandoni atteggiamenti fondati su presunzioni e si affidi alle certificazioni elaborate dalla scienza. Evitando così, finalmente e definitivamente, di disincentivare i nostri agricoltori a usare un erbicida efficace e non pericoloso per la salute delle persone come il glisofate”.

Così il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri, lancia il proprio appello alla Regione Toscana che lo scorso ottobre aveva approvatro una delibera che dovrebbe rendere la regione "glifosate-free" entro il 2021.

“E' di qualche giorno fa – ricorda Neri - lo studio dell'Epa ( Environmental protection agency), cioè l’agenzia statunitense per la tutela dell’ambiente, sul glisofate che elimina in maniera definitiva ogni pregiudizio e dubbio sulla pericolosità di questa sostanza. Sarebbe quindi utile che anche chi ha il diritto-dovere di prendere decisioni politiche ne tragga le dovute conseguenze”.

“L’agenzia Usa - continua Marco Neri - ha infatti precisato che non vi sono motivi di preoccupazione, quanto a rischi di tipo alimentare per alcun segmento della popolazione, neanche seguendo le ipotesi più prudenziali applicate nelle valutazioni. E non si tratta di un giudizio estemporaneo ma di rilevazioni scientifiche che già avevano trovato riscontro negli studi dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dell’Agenzia per la sicurezza alimentare tedesca e delle autorità canadesi per la salute. C'è cioè una comunità scientifica internazionale che, in luoghi e tempi diversi, ha fatto studi che hanno prodotto tutti lo stesso identico risultato, sulla non pericolosità del Glisofate. Di questo ora c'è solo da prendere atto”.

“Sarebbe quindi utile che anche le istituzioni pubbliche nazionali e regionali – conclude Neri – , prima di ricorrere alla demonizzazione di alcune modalità produttive, affrontino le questioni in maniera razionale così da impostare le proprie decisioni al rispetto degli studi prodotti dalla comunità scientifica internazionale”.

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