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Ambientalismo: vernice gialla e arancione sulla sede del ministero dell'Economia e Finanze

Ultima Generazione: “Oggi abbiamo deciso di sanzionare il Mef, perché nonostante l’evidenza della gravità della situazione il nostro Governo continua a spendere miliardi di soldi pubblici per finanziare le macro aziende del fossile, investendo nella rovina del Paese e della popolazione italiana”

Firenze come Roma. Venti giorni fa fece il giro del Paese il blitz a Palazzo Madama, peraltro non il primo nella capitale, e adesso è toccato a Firenze. Di nuovo, perché anche la città gigliata non è nuova a iniziative forti di proteste ambientali. 

Questa mattina, alle 8:10, tre militanti del movimento Ultima Generazione hanno gettato vernice lavabile sulla sede regionale del Ministero economia e finanze (Mef) utilizzando due estintori. Le tre persone coinvolte, una volta terminato l’imbrattamento, si sono sedute di fronte al palazzo, reggendo uno striscione con scritto “STOP SUSSIDI AI FOSSILI”.

“Con questo gesto - si legge in una nota - hanno voluto denunciare la complicità tra decisori politici e multinazionali del fossile, che godono di sussidi pubblici diretti e indiretti per attività estrattive”. Sul posto sono arrivati i carabinieri, che poi hanno portato i presenti in caserma per identificarli e denunciarli. 

“Gli effetti del collasso climatico appaiono già evidenti. L’anno passato abbiamo assistito a episodi climatici gravissimi. Ho paura, non ho idea di cosa potrà accadere in futuro. Con questa nostra azione oggi abbiamo deciso di sanzionare il Mef, perché,  nonostante l’evidenza della gravità della situazione, il nostro governo continua a spendere miliardi di soldi pubblici per finanziare le macro aziende del fossile, investendo nella rovina del Paese e della popolazione italiana. Il nostro è un grido d’aiuto, vogliamo che i politici ci ascoltino! Bisogna agire perché non c’è più tempo e questi gesti sono l’unico modo rimasto per farci ascoltare”, ha dichiarato Nicole questa mattina.

“Lo Stato italiano e il Governo devono prendere il coraggio e la responsabilità di porre fine a queste politiche; i soldi pubblici non possono essere usati per finanziare progetti dannosi ad alto impatto climatico. Politiche alternative possono già essere implementate: per esempio per il 2023 è previsto lo sblocco di 9,5 GW di energia rinnovabile, come annunciato nell’ottobre scorso dall’allora Ministero della Transizione Ecologica”, così Guido presente oggi a Firenze.

Le richieste del movimento sono:

- interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale;

- procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20 GW immediatamente, e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell'industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.

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