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Inquinamento: Arno uno dei fiumi più critici d'Italia

Secondo uno studio di Ocean Clean Up il fiume Arno trasporta circa 18.700 kg di rifiuti ogni anno

Il fiume Arno presenta molte zone critiche nonostante i numerosi interventi di depurazione. A renderlo noto un'analisi di Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) presentata in occasione dell'inaugurazione del primo Seabin posizionato da Coop e LifeGate sotto Ponte Vecchio che servirà a raccogliere la plastica dall'Arno.

Il fiume è suddiviso in 9 corpi idrici diversi, bagna molte località della Toscana, è gravato da molte infrastrutture e risulta fortemente antropizzato e sfruttato. "Nel complesso possiamo parlare di uno stato ecologico del fiume buono - si legge nella nota dell'Arpat - che tuttavia cambia molto nei vari tratti. Nella parte a monte del fiume, vicino alla sorgente, risulta elevato poi la situazione tende a peggiorare avvicinandosi alla foce. Per lo stato chimico valgono analoghe considerazioni, lo stato chimico a monte è buono, scendendo risultano esserci punti in via di miglioramento ed altri che peggiorano, ma, il linea di massima, è possibile affermare che lo stato chimico del fiume tende a scadere via via che ci si approssima alla foce".

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Come si può evincere dal grafico sopra riportato, realizzato da Arpat, nel complesso, soltanto il 37% dei campionamenti risulta non sufficiente, ma senza dubbio il fiume Arno è quello con percentuali peggiori rispetto sia alla media che agli altri due principali bacini.

Nuovi inquinanti nel fiume

Destano alcune preoccupazioni inquinanti come i metaboliti del glifosato e alcuni nuovi inquinanti, emergenti, ad esempio il FPAS, usato come impermeabilizzante dei tessuti, che è stato rinvenuto in alcuni punti di campionamento. In generale, come noto, risulta preoccupante la presenza di plastica nei nostri fiumi, veri e propri vettori di questo materiale verso i mari. Quando parliamo di plastica nei fiumi ma anche nei mari, dobbiamo considerare che c’è una plastica che si vede, quella che galleggia ed una che, invece, rimane invisibile, rimanendo nella colonna d’acqua o sul fondale. Infatti, la plastica nell’acqua si trasforma, subisce l’attacco da parte dei batteri, si frantuma rilasciando sostanze tossiche o ancora si trasforma in frammenti che possono essere anche di dimensioni piccolissime.

Per quanto riguarda la presenza di plastica nei nostri fiumi, non ci ancora sono molti studi, ma secondo alcuni calcoli realizzati dall’olandese Ocean Clean Up il fiume Arno trasporta circa 18.700 kg di rifiuti ogni anno, risultando tra i fiumi più critici d’Italia. Non si tratta di dati definitivi e dobbiamo dire che ancora sappiamo poco su questo tema.

Progetti come quello di Coop e LifeGate, si legge ancora nel comunicato, sono fondamentali anche per comprendere il fenomeno, la quantità e la qualità dei rifiuti presenti, e poter quindi proporre soluzioni e risposte efficaci ed adeguate.

"Quanta plastica sarà raccolta dal Seabin posizionato sotto Ponte Vecchio non è possibile dirlo adesso - ha spiegato Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate - i dati li avremo tra un anno. Ma ciò che posso dire è che in media abbiamo raccolto con ogni Seabin almeno mezza tonnellata di rifiuti".

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