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Movida e ambiente: il lusso che non si vede è green / FOTO

Riprende vita il locale estivo sulla collina del Poggi

Un lusso vocato al recupero per eliminare lo spreco di materie prime ed emissioni di anidride carbonica. Questa la filosofia che sta dietro, o meglio sotto i piedi del The Lodge, locale che ha spento la sua prima candelina e quest’anno può finalmente far bella mostra di sé nella sua cornice unica. La struttura, inserita su una concessione di tre lustri, si sviluppa su un’ansa che sbircia la Torre di San Niccolò. Poggiato sulla collina del Poggi, ai piedi del Piazzale, dove un tempo sorgeva lo chalet delle Rampe, tre imprenditori – Lorenzo Segre, Tommaso Corsini e Niccolò Manetti - hanno investito oltre due milioni di euro su un bene comunale per creare questa nuova formula di intrattenimento cittadino.  

Il trio, oltre a rimettere in piedi una struttura dove un tempo esisteva una carbonaia, ha investito su impianti di ultima generazione. Partendo dal sistema di smaltimento che rilascia solo acque chiare, al recupero di legni antichi per i banconi e un impianto domotizzato nelle cucine per il controllo di temperature ed emissioni di CO2. 

La proposta

La sfida di quest’anno è quella di creare un luogo dove si possa trascorrere una serata intensa ed esperienziale, proposta aperta a turisti e quanti vogliano trascorrere una serata con vista mozzafiato. Un dining club, format che punta su un fil rouge che unisce cena e dopocena. 

Partendo dalla cena - la brigata è affidata allo chef Rocco Loisi - gioca la carta dell’eclettismo a vocazione internazionale. Correnti che si mischiano e si alternano, punto su cui i gestori convergono in particolar modo perché tutti buongustai. Anche qui vige la filosofia no waste, con un menù che punta a ridurre al minimo gli sprechi. 

Da provare la proposta di cucina giapponese – uramaki, nigiri, sashimi e tataki - di alto livello. Tra i cavalli di battaglia dei cotti non si può perdere il risotto all’astice blu sfumato allo champagne e scaglie d’oro e la fregula valenciana con calamaretti, cozze, fasolari e cannolicchi. Oppure il ceviche con ricciola, gamberi, polpo e capasanta. Fino al polpo cotto a bassa temperatura e scottato alla piastra con patate, avocado e salsa tzatziki. Il tutto si può accompagnare con una svariata selezione - 120 le etichette in carta -  di bollicine italiane e francesi. Per chi si affidasse al mixology per accompagnare le portate potrebbe azzardare una rivisitazione del negroni al profumo di tartufo. 

Per quanti preferissero una soluzione meno impegnativa, nello spazio Jungle, attiguo al Lodge, è invece possibile assaggiare focacce e pizze.
Un’offerta gastronomica per un centinaio di persone incorniciata dall’intrattenimento live offerto dal locale che, per altro, secondo indiscrezioni avrebbe qualche altro asso nella manica da calare da qui a fine settembre quando The Lodge e Jungle andranno in letargo. 

“Abbiamo pensato a un locale dal gusto e design internazionali – spiegano i titolari della struttura – dove è possibile gustare una cena fusion con vista su Firenze o godersi la serata ascoltando buona musica e sorseggiando un drink in un luogo ricco d’atmosfera”.

Ristorazione: la nuova offerta del The Lodge

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