I nuovi poveri

Record di prenotazioni online, ma a Firenze una famiglia su dieci è a rischio sfratto

Aumentano i turisti 'digitali', ma più di 20mila famiglie sono in emergenza abitativa. Grandi: “Il turismo pesa per il 70 per cento e il caro affitti è un acceleratore di povertà. Dobbiamo sfruttare i fondi Ue”

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“A Firenze ci sono 20mila famiglie in emergenza abitativa, di cui più della metà non riescono a stare in linea con i costi dell'abitare perché il 50 per cento del loro stipendio è usato per l'affitto. Poi ci sono condominio, bollette... per queste famiglie, la fascia medio-bassa, i lavoratori poveri come diciamo noi, la casa è diventata un acceleratore di povertà”. È un quadro impietoso quello descritto da Laura Grandi del Sunia Cgil di Firenze.

Se c'è da rallegrarsi per il continuo afflusso di turisti - che nell'ultimo ponte del 25 aprile ha registrato la cifra record dell'85 per cento di prenotazioni avvenute online - nella città dove tutti vogliono andare, e spendono, c'è anche chi non se la passa così bene. A conti fatti, considerando che a Firenze ci sono 362 mila 742 residenti e che le famiglie sono 187 mila 383, poco più di una su 10 è in emergenza abitativa.

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“Ogni mese ci sono dai 100 ai 120 sfratti con forza pubblica - sottolinea Grandi - e un monolocale, se lo trovi e puoi dirti fortunato, lo puoi pagare 800 euro al mese. A noi arrivano 150 richieste di aiuto a settimana. Alla Caritas vanno a chiedere anche soldi per l'affitto oltre che cibo. E ci sono famiglie che sono costrette a dividere la casa con altre che non conoscono, a causa dei costi di affitto troppo alti”.

Abitanti di Firenze e famiglie in difficoltà nel 2023-2

Come Giulia, che fa la receptionist in un albergo a Firenze e, con il marito e due figli, divide la casa con un'altra famiglia. Sarebbero decine le famiglie in questa situazione. “Andare a stare fuori città è molto difficile visti i turni del mio lavoro - spiega Federica - con mio marito l'unica soluzione che abbiamo trovato è stata di andare a stare con un altro nucleo familiare. Loro sono senza figli, abbiamo due stanze a testa e un bagno in comune. E paghiamo 600 euro al mese a famiglia con contratto transitorio”.

Secondo uno studio di Immobiliare.it, nel 2024 Firenze sarà la città più cara dove cercare casa in base ai metri quadri passando dai 24,5 euro al metro quadro attuali a 28,90, quasi 4 in più di Milano. Molti imputano la causa dell'elevato costo degli affitti al turismo. “Il turismo su questo impatta tantissimo - chiarisce Grandi - forse ha contribuito a creare questa situazione per il 70 per cento”.

Il giro di affari dettato dal turismo, stando agli ultimi numeri della Camera di commercio, vale circa 5 miliardi di euro per la Città metropolitana. Nella sola Firenze equivale all'8 per cento del Pil. ''Ma è condensato praticamente nella sola parte del centro storico - precisa Nicola Sciclone, direttore dell'Istituto regionale programmazione economica della Toscana - dal punto di vista economico Firenze non è una città turistica”.

Dati sul turismo a Firenze

Il Centro storico, ovvero il quadrilatero, raggiunge una superficie di 5 chilometri quadrati - su poco più di 100 totali - e ha al suo interno 61mila residenti e circa 2mila esercizi che somministrano cibo e bevande. Secondo i dati Istat, nel solo 2022 è stato visitato da più di 28mila persone al giorno, per un totale di 10 milioni e 338mila persone durante l'anno.

Numeri in costante aumento anche grazie all'evoluzione digitale, che ha permesso prenotazioni di bnb, camere e voli. Negli anni è aumentata l'offerta e per capirlo basta vedere la variazione di turisti tra il 2005 e il 2015 registrata dal Centro studi turistici, che evidenziava un aumento del 37,1 per cento delle presenze a Firenze e che stimava per il 2016 la presenza record di 9 milioni e 200mila turisti per tutta la Città metropolitana. Un milione e più in meno dei turisti che vengono oggi nella sola Firenze. 

Un'affluenza importante che aveva fatto etichettare la città come una “meretrice” che sarà impossibile far “tornare vergine” da Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell'Accademia, scatenando un putiferio.

Oltre al “Mangificio”, ovvero come è stata battezzata la presenza di così tanti esercizi che danno da mangiare in città, sono tanti anche i posti dove un turista può soggiornare: ai numerosi edifici trasformati in residence di lusso, tra case e porzioni, in città ci sono più di 13mila opzioni solo per chi vuol alloggiare tramite Airbnb. ''Se guardiamo alla città di Firenze - aveva affermato Valentina Reino, responsabile delle politiche pubbliche di Airbnb Italia - il numero totale delle case su Airbnb è irrisorio''.

Che sia per colpa del turismo o meno, di sicuro tante famiglie e residenti hanno deciso di abbandonare la città. Negli ultimi 20 anni è stata una vera emorragia: 148 mila fiorentini se ne sono andati. In pratica 7mila ogni anno. ''Di questi - commenta Chiara Agnoletti, ricercatrice Irpet - il 73 per cento si ricolloca nel territorio toscano e il 53 nei comuni dell'area metropolitana''. Un fatto che ha allargato a macchia d'olio il problema. ''Questa preclusione del poter abitare in città - osserva Grandi - ha fatto sì che tanti fiorentini cercassero soluzioni nella provincia, portando a far salire i prezzi anche lì. Quindi il problema si è allargato su tutti i comuni limitrofi''. 

Residenti andati via da Firenze tra il 2000 e 2020 e costo affitti

Comuni limitrofi dove nel frattempo si vorrebbe spedire anche alcune facoltà e gli studenti universitari fiorentini, creando uno “studentato diffuso” come detto dalla rettrice Alessandra Petrucci, visto che a Firenze una stanza può costare anche 600 euro al mese. ''Il problema degli affitti a Firenze non si risolverà spostandolo da un'altra parte - afferma Giulia, studentessa universitaria che è andata ad abitare a San Casciano in Val di Pesa, a circa 40 minuti da Firenze - e rende una situazione invivibile per tutti, studenti, residenti e lavoratori''.

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Lavoratori come Cristina Porcelli che, da Firenze, è andata ad abitare a Empoli: circa 50 chilometri dalla città dove lavora. ''Gli affitti a Firenze erano troppo alti - spiega -. Praticamente buona parte dello stipendio era usata per quello. Lavori per pagare l'affitto, non riesci a vivere''. 

''Con un reddito basso è tutto precluso - afferma Grandi -. Non è un problema solo fiorentino, ma in Toscana riguarda quasi tutti i capoluoghi di provincia. In Lazio o Lombardia è più un problema dei capoluoghi di regione. Qui è di Firenze, Siena, Lucca, Pisa, anche la Versilia. I proprietari preferiscono affittare a periodi perché ci guadagnano di più, ma se la politica nazionale non ci mette la testa, magari anche sfruttando i fondi europei... Se non arrivano soldi dallo stato centrale è difficile che regioni e comuni possano risolvere il problema. E quello della casa è un problema grosso, al pari di istruzione e sanità”.

 

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