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Domenica, 5 Dicembre 2021
Università

Classifica Censis delle università italiane: Firenze cede una posizione e scende dal podio

L'ateneo del capoluogo si ritrova quarto in classifica, 'tallonato' da Pisa

E' stata pubblicata la classifica Censis delle università italiane (edizione 2021/22) che da oltre due decadi accompagna gli studenti nelle loro scelte universitarie, con le graduatorie che la compongono e che spaziano dalla valutazione delle strutture disponibili alla valutazione dei servizi erogati, del livello di internazionalizzazione e dell’occupabilità, fino alla comunicazione 2.0 degli atenei statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione.

I risultati del ranking

Tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) nelle prime quattro posizioni si mantengono stabili, rispettivamente, l’Università di Bologna, prima con un punteggio complessivo pari a 91,8 inseguita come gli scorsi  anni dall’Università di Padova, con  un punteggio pari  a 88,7. Seguono, scambiandosi le posizioni della precedente annualità, La Sapienza di Roma che con un punteggio di 85,5 sale dal quarto al terzo posto, e l’Università di Firenze che retrocede dal terzo al quarto, riportando il valore complessivo di 85,0.

Rimane stabile in quinta posizione l’Università di Pisa, con un punteggio di 84,8 cui segue Università  di  Torino, che si riprende una posizione in graduatoria (82,8). Al settimo posto si colloca una new entry: l’Università di Palermo, passata dai grandi ai mega atenei statali, che con 82,7 di punteggio totale si posiziona prima della Statale di Milano (81,8). Ultima tra i mega atenei statali è l’Università di Napoli Federico II, preceduta dall’Università di Bari in penultima posizione.

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L’Università di Perugia mantiene la  posizione di vertice della classifica dei grandi atenei statali (da  20.000 a 40.000 iscritti), ottenendo un punteggio complessivo di 93,3. Sale di sei posizioni l’Università di Salerno, che passa dall’ottavo al secondo posto (91,8), incrementando di 17 punti l’indicatore relativo alle borse e altri servizi in favore degli studenti, di 5 quello dell’occupabilità, di 4 quello della comunicazione e dei servizi digitali e di 2 quello dell’internazionalizzazione (stabile resta  il valore dell’indicatore delle strutture e si riduce di un’unità quello dei servizi).

firenze&pisa

Arretra di una posizione l’Università di Pavia (91,2) che scende in terza posizione a causa soprattutto della riduzione di tre punti dell’indicatore delle borse e altri servizi in favore degli studenti. Stabile al quarto posto l’Università della Calabria (punteggio complessivo  90,2) a cui segue con un punteggio di 89,7 l’Università di Venezia Ca’ Foscari, che quest’anno compie un salto dimensionale che dai medi la porta al quinto posto tra i grandi atenei statali. Retrocede in sesta posizione (88,5), perdendo tre posizioni, l’Università di Parma, seguita dall’Università Milano Bicocca in settima posizione con un punteggio di 88,0.

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A pari merito, all’ottavo posto con 86,7 si collocano da un lato l’Università di Cagliari che perde tre posizioni rispetto allo scorso anno, soprattutto per la contrazione di 17 punti dell’indicatore comunicazione e servizi digitali, non compensata dagli incrementi degli indicatori internazionalizzazione, occupabilità e  servizi; dall’altro, l’Università di Modena e Reggio Emilia che scende di una posizione, in conseguenza delle contrazioni dei valori degli indicatori borse e altri servizi in favore degli studenti, servizi e occupabilità. Al nono posto, risalendo di due posizioni, troviamo l’Università di Verona che, ad eccezione dell’indicatore delle strutture, riporta incrementi positivi per tutte le altre famiglie di indicatori.

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