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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Formazione

Residenze d’Artista di Manifattura Tabacchi

Negli spazi dell'ex fabbrica creeranno e si confronteranno 6 giovani artisti

Negli spazi della Manifattura Tabacchi sei giovani artisti internazionali parteciperanno alla seconda edizione delle residenze d’artista 2019-2020, a partire dal prossimo 2 settembre per sei mesi. Il progetto ideato e curato da Sergio Risaliti, storico e critico d’arte, direttore del Museo Novecento di Firenze, fa parte de La Cura, la Meraviglia, l'Armonia, progetto di residenze triennale nel corso del quale gli artisti si confrontano con lo spazio e la storia di Manifattura Tabacchi in un percorso di ricerca artistica che prevede tra l’altro visite mirate a spazi e istituzioni del territorio toscano e una serie di laboratori tenuti da artisti affermati a livello nazionale e internazionale. 

"Prende il via il secondo ciclo di residenze d’artista alla Manifattura Tabacchi nel nome della meraviglia” - dichiara Sergio Risaliti – “Un progetto di formazione e crescita artistica che è una delle grandi novità culturali della città di Firenze, non a caso proposto in questo luogo che sta rinascendo nel senso della creatività e della sperimentazione, dell'interdisciplinarità e dell'innovazione. Cosa c'è di più attinente all'arte della meraviglia? Creare cose meravigliose, generare stupore, non è forse il fine della creatività artistica? La situazione, qui alla Tabacchi, è virtuosa, e possiamo parlare di rinascimento in progress, per affermare che quella gloriosa epoca di sviluppo delle arti, esplosa nel XIV e XV secolo, non si è mai conclusa. E soprattutto non deve entrare in crisi un modello di proficui scambi tra mecenati e artisti, maestri e allievi, arti maggiori e minori, belle arti e artigianato, scienza e creatività, tecnologia e fantasia, pratiche materiali e spirituali. Se guardiamo al passato troviamo qualcosa di simile nella scuola per scultori voluta da Lorenzo il Magnifico nel celebre Giardino di San Marco". 

I giovani artisti si concentreranno sul tema della meraviglia, "termine che funge da cornice e punto di partenza al gesto artistico, adatto al progetto globale di Manifattura Tabacchi dove il sapere è essenzialmente legato al saper fare contro la ripetizione di modelli, gli stereotipi, il sempre uguale" spiega Risaliti.

Il nuovo programma di residenze sarà quindi dedicato alla meraviglia, intesa nel senso più ampio: da quello dei materiali, delle tecnologie, delle immagini a quello dei genomi naturali, della produzione industriale e artigianale, di quella artistica e poetica. La meraviglia di fronte alla potenza dell’espansione del pensiero, come flusso creativo primario. Stupore e meraviglia intesi come spinta a generare il bello, l'eccezionale, la magnificenza. 

“Il secondo capitolo delle residenze d’artista conferma l’impegno di Manifattura Tabacchi a portare creatività e arte negli spazi abbandonati dell’ex fabbrica. Siamo molto soddisfatti dei profili selezionati insieme a Sergio Risaliti e curiosi di vedere i ragazzi all’opera: artisti giovanissimi, di provenienza internazionale, che hanno l’opportunità di vivere a Firenze e lasciarsi ispirare dalle meraviglie della città e dagli spazi unici di Manifattura - Michelangelo Giombini, responsabile sviluppo prodotto Manifattura Tabacchi -. Ci siamo prefissi di riuscire a coinvolgere il pubblico al fine di promuovere l’incontro e la condivisione dell’esperienza delle residenze d’artista col quartiere e la città: a partire dall’apertura degli atelier di lavoro ricavati nell’edificio 8 e con la diffusione di una pubblicazione periodica che racconti le residenze nel corso del loro svolgimento". 

Le residenze si concluderanno con l'esposizione di opere individuali ideate e realizzate dagli artisti e lavori collettivi scaturiti dai workshop in una mostra allestita negli spazi del B8, l’edificio destinato a ospitare le iniziative legate all’arte contemporanea nell’ambito del programma di attivazione di Manifattura Tabacchi e che ha già ospitato la prima edizione di residenze conclusasi a maggio con la mostra La cura. 

Questi i nomi dei protagonisti di questa edizione la cui sperimentazione spazierà tra fotografia, pittura, disegno, scultura, installazioni e video: Bekhbaatar Enkthur (Mongolia), Negar Shariaty (Iran), Esma Ilter (Turchia), Giulia Poppi (Modena), Anna Dormio (Putignano BA), Davide D'Amelio (Termoli CB). 

Gli artisti saranno seguiti nel loro percorso da Sergio Risaliti, ideatore e curatore del progetto di residenze e da Paolo Parisi, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, confermato nel ruolo di tutor delle residenze. Come già nella passata edizione, i sei giovani artisti avranno a loro disposizione un atelier in Manifattura Tabacchi e la possibilità di confrontarsi periodicamente con artisti, curatori, critici invitati a tenere brevi workshop. Tra gli invitati di quest'anno ci saranno Ra di Martino, Elena Mazzi, Pantani Surace, Stefania Galegati, Goldsmith Chiari, e Robert Pettena che svolgerà un laboratorio dedicato alla mappatura eclettica del patrimonio artistico e manifatturiero della città e dell'area metropolitana. Saranno altresì chiamati a incontrare i giovani artisti residenti Domenico Bianchi, Alberto Garutti, Giacinto di Pietrantonio e Cristiana Perrella. 

Gli artisti selezionati

Bekhbaatar Enkthur 
Nato a Ulaanbaatar, Mongolia nel 1994. La sua ricerca artistica si sviluppa intorno all’idea di cambiamento che è intrinseca di tutte le cose. Con lo scorrere del tempo, ogni oggetto, ogni essere, perde il suo significato originale e assume una nuova accezione, una nuova funzione. Qualunque energia non si esaurisce mai ma cambia la propria forma con il tempo, creando un’energia differente; l’essenza rimane invariata, immutata tuttavia si modifica il suo significato d’essere 

Negar Shariaty 
Nata a Theran, in Iran, nel 1989. Artista e graphic designer iraniana. Ha completato gli studi di grafica nel 2014 e sta attualmente frequentando l’Accademia di Belle Arti a Torino: persegue con il suo impegno artistico una silenziosa ribellione alla mancanza di libertà personale e culturale in Iran. 

Esma Ilter 
Nata a Marmara Ereglisi, in Turchia, nel 1993. La sua ricerca si interroga sull’identità, intesa come interazione con l’ambiente circostante, sull’ambiente stesso e la comprensione che abbiamo di esso. Opera tramite installazioni site specific di vario genere, proiezioni e sculture. 

Giulia Poppi 
Nata a Modena nel 1992, vive e lavora a Bologna. La sua ricerca artistica si concentra su una pratica di studio e sperimentazione dei materiali che la circondano, sul cambiamento e decadimento fisico di alcuni tipi di organico e sull’accostamento a materiali sintetici, sulla loro ambiguità e dicotomia. Il suo lavoro spesso passa da appunti fotografici, campioni di materiali e trova il suo ordine e compimento in installazioni ambientali o in sculture di grandi dimensioni, dove l’opera si manifesta e si svela in momenti diversi, invadendo lo spazio dello spettatore che si trova così immerso in un mondo insolito e alieno, una “zona” dove lo spazio ribolle di materia. Una mitologia della materia aniconica ma non prima di narrazione.

Anna Dormio 
Nata a Putignano (BA) nel 1994, vive e lavora tra Monopoli e Lecce. La ricerca di Anna Dormio è rivolta alla manipolazione delle superfici e delle identità di oggetti e corpi. 

Attraverso la commistione di varie tecniche artistiche, prevalentemente pittura e fotografia, compie prelievi/appropriazioni di frammenti, scarti, brevi testi, appunti dimenticati o perduti, antiche fotografie, su cui apporta interventi pittorici o da cui derivano lente e continue accumulazioni, in grado di riconfigurare la loro identità e rigenerarne il senso. Un’azione affettiva e semantica con cui rielabora piccoli eventi originati dalla casualità, dalla perdita o dall’abbandono. 

Davide D'Amelio 
Nato a Termoli (CB) nel 1990, vive a Firenze. Il suo lavoro verte sulla struttura e la storia dell’immagine e della visione, sviluppandosi su una concezione duale tra i fenomeni normativi ed espressivi delle narrazioni. Da qui un interesse digressivo sulla questione della sessualità concepita come elemento entropico delle strutture sociali.

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