Giornate Fai di Primavera: due giorni alla scoperta di Firenze

  • Dove
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 23/03/2019 al 24/03/2019
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni
    Sito web
    fondoambiente.it

Da ventisei anni, grazie all'impegno dei volontari del FAI, il primo weekend di Primavera si trasforma in una grande festa di piazza dedicata alla riscoperta dei beni culturali del nostro paese, una ricchezza inestimabile da conoscere e di cui prendersi cura. Sabato 23 e domenica 24 marzo tornano in tutta Italia le Giornate FAI di Primavera 2019, con oltre mille luoghi aperti.

QUI per scoprire gli appuntamenti in tutta Italia

Giornate Fai di Primavera: ecco i luoghi aperti a Firenze e provincia

Per informazioni sui luoghi aperti è possibile chiamare il numero 02.467615399 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 21.00, sabato 23 marzo dalle 9.00 alle 19.00 e domenica 24 marzo dalle 9.00 alle 18.00.

Firenze

Cenacolo di Andrea del Sarto

Sabato: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Il museo, allestito in alcuni ambienti di quello che era stato il convento dei monaci vallombrosani presso la chiesa di San Michele a San Salvi, deve il suo nome alla sala del refettorio in cui Andrea del Sarto, su commissione del monaco Ilario Panichi, affrescò l’Ultima cena, terminata nel 1527. A questa magnifica opera si giunge dopo aver attraversato la cucina, con il monumentale camino, e la stanza con il lavabo scolpito. Nel museo sono esposti anche dipinti provenienti da spoliazioni di chiese e monasteri soppressi a Firenze e nei dintorni, opere di alcuni dei protagonisti dell’arte fiorentina del Cinquecento che, se non poteva prescindere da Raffaello, Leonardo e Michelangelo, doveva molto anche ad Andrea del Sarto, il “pittore senza errori”, come lo aveva definito Giorgio Vasari. Una sala è dedicata al Monumento funebre di San Giovanni Gualberto di Benedetto da Rovezzano.

Chiesa di San Michele a San Salvi

Sabato: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Domenica: 12:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Attorno al 1048 si colloca la costruzione del convento, dedicato san Salvi, e della chiesa, dedicata a san Michele, da parte di san Giovanni Gualberto, fondatore dell’ordine vallombrosano. Sebbene in una zona di campagna, fuori dalle mura di Firenze, fu tra i maggiori conventi vallombrosani, decorato con pregevoli affreschi dei quali rimangono tracce nel bel chiostro e nella sala del capitolo. Vide un nuovo periodo di splendore nel Rinascimento, come attestano gli ampliamenti e la presenza di opere significative quali il Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo (oggi agli Uffizi), e l’avvio di un grande monumento marmoreo dedicato a san Giovanni Gualberto per mano di Benedetto da Rovezzano (del quale rimangono frammenti in chiesa e nel museo del Cenacolo). Nel 1534 subentrarono le monache di Faenza devote alla santa Umiltà, che modificarono il complesso.

Complesso di San Firenze

Sabato: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Tra i maggiori esempi di Barocco in Toscana, il complesso di San Firenze, nel cuore del centro storico è composto dalla chiesa di San Filippo Neri, da un vasto convento e da un oratorio. Grazie al lascito di Giuliano Serragli, l’impegnativo progetto fu affidato a Pier Francesco Silvani, felice interprete di un linguaggio moderno ed elegante, cui fece seguito Ferdinando Ruggieri, autore nel 1715 della facciata dalle decorazioni di gusto barocco. Negli anni Settanta del Settecento l’architetto Zanobi del Rosso e i pittori Giuliano Traballesi e Luigi Sabatelli completarono, secondo il nuovo stile neoclassico, il complesso, destinato a subire nell’Ottocento altre modifiche e varie destinazioni d’uso; soppresso nel 1866, ospitò prima il Ministero dell’Istruzione, poi il Tribunale fino al 2012 ed ora è sede del Museo Franco Zeffirelli di cui sarà possibile vedere la prima sala dedicata a Maria Callas e ambienti normalmente chiusi al pubblico, come lo studio del grande maestro.

Agenzia italiana cooperazione allo sviluppo - Sede di Firenze

Sabato: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Il vasto edificio che si affaccia su via Cocchi che si impone per la sobria ed elegante architettura moderna e le monumentali figure di tema coloniale sulla facciata (opera di Mario Moschi) è oggi sede fiorentina dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Quando venne terminato, nel 1941, su progetto di Aurelio Ghersi, era destinato ad accogliere l’Istituto agronomico per l'Africa Italiana, dal 1959 Istituto Agronomico per l’Oltremare. Al gusto novecentista degli esterni corrispondono gli arredi interni, appositamente progettati, e le decorazioni con motivi esotici, esito del sodalizio tra architetti, ingegneri, arredatori e artigiani. Risalenti alle origini dell’istituto sono la ricca biblioteca, la vasta fototeca e il museo agrario tropicale con la raccolta di attrezzi e strumenti provenienti da vari paesi. Nel giardino, un’oasi verde in città, si trova l’importante collezione di piante tropicali e subtropicali, con oltre 350 specie raggruppate in base all’utilizzo.

Iniziative speciali legate a questo luogo

Evento dedicato agli Iscritti FAI: visita alle serre del giardino tropicale, piccola ma straordinaria oasi verde nella città, con la sua collezione di piante tropicali e subtropicali appartenenti a più di 350 specie raggruppate in base ai loro utilizzi.

Ex ospedale psichiatrico di San Salvi

Sabato: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Nel 1891 fu inaugurato l’ospedale psichiatrico di San Salvi progettato da Giacomo Roster e intitolato nel 1924 a Vincenzo Chiarugi, pioniere della psichiatria moderna, secondo cui il folle doveva vivere in un ambiente ordinato che si opponesse alla malattia mentale intesa come “disordine delle passioni”. Il villaggio, con vasto parco alberato chiuso dal muro di cinta, ospitava le strutture ospedaliere, la direzione e i servizi; i padiglioni dei malati, uomini e donne, erano separati, ma collegati da corridoi terrazzati e gallerie sotterranee; officine, spazi per le attività ricreative e una colonia agricola ne facevano un microcosmo autosufficiente. Dopo la chiusura del manicomio nel 1978, alcuni edifici hanno trovato nuova destinazione, altri sono ancora in via di recupero.

Hotel Bernini Palace

Sabato: 14:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Domenica: 14:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Già dalla seconda metà del Settecento sull’angolo di piazza San Firenze con via dei Leoni si trova un albergo, sorto sulle antiche case della famiglia Peruzzi, denominato Scudo di Francia. L’ottima ubicazione nel centro della città ha fatto di questa struttura un luogo ideale per i viaggiatori che transitavano dalla Toscana. Dal 1865, con il trasferimento della capitale d’Italia da Torino a Firenze, lo Scudo di Francia diventa Hotel Parlamento – poi Columbia Parlamento e infine Bernini – in quanto sosta preferita dei membri del governo, trovandosi tra le sedi di Senato (Uffizi) e Camera (Palazzo vecchio) e quella del Ministero dell’Istruzione (San Firenze). A questi anni risalgono le decorazioni degli ambienti: le curiose teste in gesso, quasi tutte dotate di distinti copricapo, che lasciano immaginare l’eleganza degli ospiti che in queste stanze sorseggiavano il caffè, e le pitture nel grandioso Salone Parlamento, con i ritratti degli uomini illustri che fecero l’Unità d’Italia.

Stadio Comunale Artemio Franchi

Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Il protagonista del calcio fiorentino apre le sue porte per svelare i segreti della sua costruzione e per narrare quanto si svolge lontano dagli occhi dei tifosi. Sarà possibile conoscere meglio l’edificio, la cui struttura ancora oggi è meta di studiosi di architettura provenienti da tutto il mondo e accedere a spazi riservati. Capolavoro dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, il complesso rappresenta un unicum nella sua forma a “D”, oltre ad annoverare diversi altri primati, come la straordinaria opera ingegneristica della pensilina della tribuna con 22 metri a sbalzo senza sostegni (così da non compromettere la visuale del campo), o come le tre scale elicoidali e la slanciata Torre di Maratona, che con i suoi 55 metri di altezza (illuminati) assolveva un compito propagandistico.

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