Sabato, 13 Luglio 2024
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Villa Romana immagina una tavola senza confini, l'essenza transculturale della Trattoria Guaiana

Per questo progetto, l' Art residency Villa Romana a Firenze si trasformerà in una trattoria toscano-guyanese, diventando un punto di incontro per la condivisione comunitaria e la riflessione critica. Durante la settimana inaugurale, verranno organizzate, cene, conversazioni e momenti di riflessioni, offrendo agli ospiti un'esperienza immersiva che mescola le tradizioni toscane con gli elementi della Guyana francese. Il resto dei giorni, sarà invece possibile visitare liberamente e gratuitamente l'installazione artistica visiva e sonora curata dall'artista Niccoló Moronato

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Trattoria Guaiana è una cucina conviviale e partecipativa che immagina i sapori e le sensazioni di una società italiana in cui la tradizione non viene più utilizzata per "emarginare" le persone ma, al contrario, cresce, apprende e si arricchisce dando credito a ogni voce e cultura che ne fa o ne ha fatto parte. Il progetto trova le sue radici nel riconoscimento di una significativa cancellazione storica: il tentativo della famiglia Medici di colonizzare l'Amazzonia nel 1608, nel territorio oggi noto come Guyana francese, e la storia dei sei Tupí che viaggiarono verso Firenze a bordo della spedizione Toscana, senza mai più tornare a casa. Concretizzando e contestualizzando questo avvenimento storico all’interno della cultura popolare odierna attraverso sapori ed esperienze sensoriali, Trattoria Guaiana crea uno spazio open-source ai margini della tradizione e dell'identità italiana, supportando le culture e gli ecosistemi che hanno contribuito alla definizione del suo tessuto culturale, da cui però rimangono ancora escluse.

Il Salone di Villa Romana si trasformerà in una trattoria guaianotoscana, diventando uno spazio di incontro, di condivisione comunitaria e di riflessione critica. Attraverso 7 giorni di programmazione, la Trattoria ospiterà cene, pomeriggi di conversazioni e workshop di cucina mattutini con l'artista Niccolò Moronato, lo chef Prince Asford, la partner di ricerca Alice Jasmine Crippa e gli invitati. Il racconto culturale include un'installazione sul mondo della Guaiana Toscana – ricerca artistica di Moronato tuttora in corso e supportata dall’Italian Council, da cui nasce la Trattoria, così come libri, conversation pieces e un soundscape creato da SADI basato sui sample dell’archivio sonoro di Moronato, raccolto e composto durante i periodi di ricerca in Uruguay, Brasile, Guyana francese, Dominica, Barbados, Toscana e Martinica. L'esperienza culinaria si basa sul contrasto tra tradizioni toscane ed elementi della Guyana francese, creando un'atmosfera tanto di estraniazione quanto di familiarità. Entrando, gli ospiti si troveranno in un ambiente abitato da piante tropicali, tessuti vibranti e profumi esotici, che contrasta nettamente con la classica 'trattoria' toscana.

Mescolando i pilastri culinari sudamericani con elementi tipici della cucina toscana e del passato coloniale italiano, come mais, pomodori, patate, cactus e frutti “esotici”, l'esperienza sfida e ridefinisce ricordi e identità culturali. L'interno della Villa sarà decorato con foto di viaggio e mappe storiche in grado di generare numerose discussioni, specialmente durante i pasti, sulle origini e sul significato culturale dei piatti serviti. Questi pasti mirano a suscitare riflessioni sull’oblio culturale riguardo l’origine di ingredienti oggi conosciuti e pubblicizzati come “Italiani” ma intrinsecamente “esotici”, trovando nel cibo un punto di partenza per riflessioni più ampie riguardo storie, persone e culture presenti nel Paese ma assenti dalla sua rappresentazione. Inoltre, la Trattoria sarà attraversata da un soundscape nella sala principale in cui si terrá il pranzo. Quest’opera approfondirà l’esperienza trasportando i commensali in una dimensione multipla, dove si incontrano suoni naturali e umani che richiamano le voci e le tradizioni soppresse e dimenticate dalla storia italiana. La Trattoria Guaiana è un progetto di Niccolò Moronato, Prince Asford e Alice Jasmine Crippa, in conversazione con i Fellow della Villa Romana 2024 – Rubén D’hers, Tuli Mekondjo, Monai de Paula Antunes e Sergio Zevallos – e gli invitati, curato da Elena Agudio e Mistura Allison.

L'installazione sarà in mostra dal 2 giugno al 14 luglio 2024. EVENTI Cene: 2, 6 e 8 giugno Programmazione aperta al pubblico: 4, 5 e 9 giugno 4 giugno: “Trattoria Guaiana Q&A” con RadioPapesse, l* artist* e l* curatric*, ore 17:30 5 giugno: “Guaiani in Toscana: sulle tracce degli indigeni attraverso mantelli, monumenti e storie dimenticate”, con Guia Rossignoli (Opificio delle Pietre Dure) e Niccolò Moronato, ore 17:30 9 giugno: “Guaiana Toscana: frequenze coloniali del Rinascimento Italiano” con Lia Markey (Newberry Library, Chicago) e Niccolò Moronato, ore 17:30 9 giugno: Grigliata di cactus e inaugurazione del giardino “Guaiana Toscana”, dalle ore 13:30 Finissage: 14 luglio. RSVP www.trattoriaguaiana.org Villa Romana, Via Senese, 68, 50124, Florence.

ABOUT VILLA ROMANA Situata a Firenze, Villa Romana è un luogo di produzione artistica contemporanea e di scambio culturale internazionale. Dal 1905, i borsisti della Villa Romana, che vengono premiati annualmente, hanno vissuto e lavorato qui. Tra loro, nel corso dei suoi 120 anni di storia, ci sono stati artisti come Käthe Kollwitz, Emy Roeder, Georg Baselitz, Markus Lüpertz, Anna Oppermann, Katharina Grosse, Petrit Halilaj e Alvaro Urbano.

Durante il loro soggiorno, stabiliscono collegamenti con artisti ospiti internazionali e con la scena artistica regionale e italiana. Nel corso dei decenni, Villa Romana è diventata un'interfaccia unica, dinamica e impegnata per la produzione artistica e la discussione tra Germania, Italia e l'intera regione mediterranea. Come Una Casa per Rammendare, Instigare, Riparare, Villa Romana propone un programma pubblico di laboratori, workshop, presentazioni e interventi artistici caratterizzati dal fare insieme, dal pensiero ecologico e da un agire antirazzista e antidiscriminatorio, per elaborare pratiche di convivialità radicale, inclusione, condivisione e restituzione. Villa Romana si apre alla città come laboratorio per la riflessione critica e il confronto, come spazio per la sperimentazione socio-artistico-culturale e, al tempo stesso, come officina e casa per lo sviluppo di strumenti e pratiche che ci permettano di affrontare il difficile lavoro di riparazione a cui siamo chiamati.

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