Scompagine di e con Nada Malanima al Teatro Puccini

Il progetto teatrale di una delle voci più amate della musica italiana
NADA
in
SCOMPAGINE
di Nada Malanima
luci e oggetti scenici di Andrea Violato
costumi di Antonio Marras
regia di Alessandro Fabrizi

giovedì 29 gennaio, ore 21
TEATRO PUCCINI, Firenze
venerdì 30 gennaio, ore 21
TEATRO DEL CILIEGIO, Monterotondo Marittimo
sabato 31 gennaio, ore 21
TEATRO DEI RASSICURATI, , Montecarlo di Lucca

"...nel chiuso di una stanza una donna è in attesa di una operazione che dovrà cancellare dalla mente e dal cuore la visione di un'altra lei, la sua confidente allucinazione con cui ha da sempre un rapporto di affetto e di ostilità"

Così scrive Nada Malanima ad incipit del suo Scompagine, un monologo (o è un dialogo, un soliloquio?) che lei stessa definisce anche "commedia drammatica".

Sulla scena: una donna sola, di età avanzata, ma indefinibile, inchiodata ad una poltroncina. Evidentemente la sua, la preferita.
Una donna che si chiede e ci chiede: dove sono? E poi inizia a raccontare, di sé e tra sé, in un dialogo con una Sè Stessa che ama e detesta.
Scorrono così le vicende di una storia, di una vita, la sua: amori e terrori, il padre di sua figlia e l'Uomo Nero (anzi, sono forse quattro), viaggi reali e viaggi immaginari, un "matrimonio spento", le cure, gli ospedali, le osservazioni sbrigative degli "psicoqualcosa"...Presto ci si accorge che questa donna non appartiene alla categoria dei "sani di mente", ma è parte di quegli "organismi studiati per essere capiti" e che troppo spesso vengono annientati.
Lei, invece, ce la fa. Seduta sulla sua poltroncina motorizzata, conquista la scena, ci scorrazza sopra, mettendo al centro dell'attenzione e della storia una vita vissuta, dentro e fuori, gioiosamente, pericolosamente, ineluttabilmente.
Lei, dice, è in attesa di una "neuroleptoanalgesia", operazione chirurgica capace di liberarla dalla Sè Stessa che la importuna e non le concede tregua. E' un caso clinico: ma racconta, estremizzandolo, un punto nevralgico del nostro essere al mondo, un esserci sempre per lo meno in due: i nostri pensieri e l'io che li ascolta.

Come finirà lo scontro, chi vincerà in questo dialogo in cui una delle due dovrebbe essere sacrificata?
La donna si chiede e ci chiede: è preferibile essere sani ma sentirsi malati, o essere malati ma sentirsi sani?
 

NOTA DI REGIA

Con il suo testo "SCOMPAGINE" Nada si offre un'occasione ghiotta: la vera e propria creazione di un personaggio, idiosincratico ed eccessivo, sopra le righe e umanissimo. A me ha subito fatto pensare a certi personaggi di Beckett, di cui mi pare proprio parente.

E offre al publico la possibilità di fare conoscenza con questa donna staordinaria, che ci confronta con domande indimenticabili, con fantasie più che condivisibili e una immaginazione che rende vibrante tutto ciò che tocca, tutto ciò che sente o vede.

Una vita vissuta e raccontata in un tono più acuto, ideale per la scena, per un teatro che voglia mostrare quel che tendiamo a nasconderci e ci dia l'occasione di aprire la nostra mente al mistero e il nostro cuore alla compassione per la creatura umana, questo curioso organismo da studiare per essere capito...

Alessandro Fabrizi

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