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Psicologia: a Firenze il convegno del Processo Anevrotico

Giornata aperta per capire un modello che descrive l’attività psichica e l’intervento sul disagio mentale

Sabato 23 ottobre è previsto il primo convegno sul Processo Anevrotico in Psicologia, un modello che descrive l’attività psichica e l’intervento sul disagio mentale. L’esposizione degli specialisti si svolgerà nella giornata di sabato, ma l’evento si estenderà fino a domenica 24 con la costituzione di gruppi di studio.

Il convegno é frutto di un’intensa ricerca tutta toscana, anzi fiorentina, che coinvolge da anni più discipline che convergono con lo scopo di approfondire l’argomento della psicologia e della psicoterapia. Con questo tema si riuniranno - sulle colline intorno a Firenze Sud nell’ex Convento dell’Incontro - specialisti della psicoterapia e di varie branche della medicina. Intorno, l’atmosfera affascinante dei boschi che circondano il convento di Bagno a Ripoli, che nella sua semplicità esprime antichi misteri del periodo longobardo toscano.

Il convegno è gratuito ed aperto al pubblico. Gli intervenuti potranno ascoltare Le esposizioni dei relatori riguardo ad un argomento di intensa attualità: la terapia del disagio mentale.
Abbiamo intervistato lo studioso del Processo Anevrotico, il dottor Loris Pinzani, da tempo collaboratore di Firenzetoday.

-D. Dottor Pinzani, questo è il primo convegno relativo al Processo Anevrotico per il disagio mentale. Come si accede all’evento?
-R. È semplice… Basta recarsi sabato 23 ottobre in Via dell’Incontro n. 1, in località Villamagna; naturalmente è necessario il green pass. A Firenze e fuori è ben conosciuto l’ex convento francescano dell’Incontro, ormai da anni abbandonato come sede vocazionale, ma attivo come sede divulgativa.

-D. Cosa vi aspettate da questo evento e quali sono i principi a cui si ispira il convegno?
-R. Si tratta di un’occasione per consentire a chiunque di ascoltare specialisti di provata perizia, che convergono dai diversi settori in direzione della cura dell’uomo, tanto psicologica che psicofisica. Non soltanto psicoterapeuti ma anche medici di altra derivazione parleranno di fronte ad un pubblico di persone comuni, che esprime interesse verso la mente e le sue caratteristiche. Far conoscere il tema della Psicologia Clinica significa portare all’attenzione generale non solo il disagio di qualunque natura ed a qualunque intensità, ma anche la capacità di trovare una soluzione e comprendere che siamo di fronte ad una difficoltà da cui si può uscire.

-D. Quale strada sta percorrendo il Processo Anevrotico che abbiamo visto nascere proprio a Firenze?
-R. Nel corso degli anni sono stati presentati diversi studi sul Processo Anevrotico, che mostrano la presenza di una profondità umana inesplorata, di una comunicazione differente da quelle evidenti durante una relazione. In essa viene trasmesso e compreso un messaggio in modo diverso rispetto alle parole, espressioni o gesti. Si tratta di una trasmissione che si diffonde e viene capita in modo spontaneo e difficile da rilevare.

-D. Perché questo genere di comunicazione è così importante?
-R. Si suppone che questa caratteristica sia sempre stata presente nella capacità umana. In essa viene trasmesso sia il proprio disagio, sia le capacità di risolverlo. La terapia tendenzialmente dotata di queste caratteristiche ha lo scopo di impostare relazioni intense con il paziente. La rilevanza di questa attività psichica riguarda sia il singolo che la psicologia sociale, nel senso che anche la collettività è coinvolta nei messaggi tra i singoli uomini. L’immagine è quella di una capacità comunicativa che va oltre quello che si riesce ad immaginare.

-D. Come accade che gli uomini hanno comunicazione di cui non si rendono conto?
-R. Questo è un argomento noto da molto: li uomini hanno regolarmente una comunicazione di cui non conoscono le caratteristiche, tramite la quale trasmettono significati ignoti a sé stessi. Casomai il fatto nuovo riguarda la maggiore profondità in cui avviene questa comunicazione e gli effetti che produce, con implicazioni e conseguenze che non potevamo immaginare in modo così forte.

-D. Cosa intende quando parla di “profondità”?
-R. Certamente esista una profondità “attiva“ nella mente umana ed è in essa che si svolge un vero e proprio Pensiero Parallelo a quello che conosciamo. Come già ipotizzato da tempo, una parte di noi agisce in modo indipendente rispetto alla coscienza consapevole. Il concetto rilevante è che proprio questa parte sia organizzata in modo da avere obiettivi che tende a raggiungere. Se questi obiettivi non corrispondono ad una condizione che possiamo definire “adeguata”, è evidente che affiorano problemi nel corso dell’esistenza.

-D. Parliamo dell’inconscio di Freud?
-R. Certamente gli studi si riferiscono a quell’origine, ma si tratta di un Sistema Mentale che potremmo definire "organizzato". A quel livello di coscienza si hanno i pensieri contemporanei a quegli consapevoli. In ognuno non solo ci sono pensieri sconosciuti, ma essi danno luogo ad una Individualità Parallela, che ci vive dentro e che persegue obiettivi diversi da quegli che conosciamo o crediamo di conoscere.

-D. Quali sono le disfunzioni in cui il Processo Anevrotico è stato impiegato?
-R. Non vi sono condizioni specifiche di impiego ma circostanze generali di disequilibrio in cui il può essere utilizzato il Processo Anevrotico.

-D. Crede davvero che il Processo Anevrotico sia la chiave per abbattere la barriera della mente, che sia importante come appare?
-R. Quando si ricerca qualcosa di rilevante non si può essere certi di averlo individuato, fin quando non vi siano le prove. In questo caso la conferma riguarda la stessa natura umana, estremamente complessa da sottoporre a sperimentazione, anche se è forte una certa convinzione. La psicologia cambia lentamente… si tratta di un’evoluzione in cui l’uomo scopre sé stesso altrettanto la psicoterapia.

-D. Cosa spera? Ha una convinzione maturata fino ad oggi?
-R. Sono convinto che la nostra specie sia dotata di una capacità innata di diffondere e di comprendere un linguaggio che non è quello comune, delle parole e dei gesti consueti. Abbiamo una vita interiore ancora sconosciuta. Esiste una forza interna con cui l’uomo si orienta e da cui deriva, la così detta Inerzia Profonda.

-D. Cosa cambia con il Pat in pratica nel corso della psicoterapia?
-R. Il Processo Anevrotico persegue l’obbiettivo di avere accesso alla parte più intima dell’individuo. Forse la più potente. Così ci concediamo, non senza notare un impegno profuso verso la vita del singolo. Davvero appare evidente come in questo genere di disturbi sia necessario creare una relazione perché, come scritto lo stesso autore del Processo Anevrotico in PsicoTerapia, solo un uomo aiuta un altro uomo.

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