Presentazione dell'edizione critica degli inediti diari americani di Giuseppe Antonio Borgese

Giovedì 30 gennaio alle ore 15:30, presso L’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria” a Firenze, si terrà la presentazione dell’edizione critica degli inediti diari americani di
Giuseppe Antonio Borgese, relativi agli anni 1928-1935, a cura di Maria Grazia Macconi per le Edizioni Gonnelli di Firenze. L’edizione si arricchisce di un saggio di Gandolfo Librizzi e di una nota introduttiva di Luciano Canfora. Durante la presentazione interverranno Luciano Canfora, Marino Biondi, Maria Grazia Macconi, Rosario Pintaudi e Gandolfo Librizzi.

“Il libro del diario resterà costantemente sullo scrittoio”. Con queste parole Giuseppe Antonio Borgese (Polizzi Generosa (PA) 12.11.1882 - Fiesole (FI), 4.12.1952), si approccia a scrivere i sui quindici diari in terra di America in un arco cronologico che va dal 29 dicembre 1928 al 26 novembre 1952, pochi giorni prima della sua morte. Dopo la sua improvvisa morte avvenuta a Fiesole la notte del 4 dicembre 1952, l’ingente mole dei suoi documenti manoscritti fu donata dalla moglie Elisabeth Mann alla Biblioteca Umanistica dell’Università degli studi di Firenze, dove da giovane Borgese aveva studiato e si era laureato. Tra questi materiali erano conservati i 15 diari, che il 24 marzo 1960 vennero sigillati alla presenza della donatrice con l’avvertenza che non venissero violati prima del 1979. Scritti a piena pagina con una chiara e regolare scrittura, recano pesanti tracce dell’alluvione che colpì Firenze nel 1966.

Ora, dopo lunghi anni di gestazione, per la casa editrice Gonnelli di Firenze, a cura di Maria Grazia Macconi, con la nota di Luciano Canfora, professore emerito di Storia e un saggio di Gandolfo Librizzi, Direttore della Fondazione “G.A. Borgese” e il prezioso assenso degli eredi, la figlia Nica Borgese e la nipote Giovanna Borgese, sono pubblicati per la prima volta i primi cinque scritti in lingua italiana (gli altri sono scritti in inglese), che comprendono il periodo 1929-1935.

Conservati presso il Fondo Borgese della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, la loro pubblicazione sono il frutto di una collaborazione decennale tra la Fondazione “G.A. Borgese”, che ne ha finanziato la ricerca grazie all’opera di Maria Grazia Macconi, la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, che ha messo a disposizione il Fondo Borgese e il Dipartimento di Civiltà antiche e moderna della Facoltà di Lettere dell’Università di Messina diretto dal prof. Rosario Pintaudi, che li ha ospitati nella collana da lui diretta “Carteggi di Filologi”.

Critico letterario, scopritore di talenti, giornalista, direttore di riviste e collane, delegato in missioni diplomatiche durante il primo conflitto mondiale, narratore (autore del Rubé che segnò la rinascita del romanzo in Italia), drammaturgo, poeta, cattedratico germanista e docente di estetica, esule antifascista, filosofo e attivista politico, legato a personaggi di rilievo del suo tempo, Giuseppe Antonio Borgese è stato un indiscusso protagonista della vita letteraria e culturale della prima metà del Novecento.

I cinque Diari ora pubblicati sono una fonte documentaria di grande rilievo storico: per la galleria di personaggi che vi sfilano (basti citare tra tanti, Mussolini, D’Annunzio, Croce); per le vicende politiche di quegli anni a cavallo tra gli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta che vi sono tratteggiate; per gli iniziali rapporti con gli altri esuli italiani in America (Salvemini, La Piana, i fratelli Rosselli, Ventura); per una mai instancabile attività artistica e culturale che dà senso e sostegno alle tribolate vicende esterne che irrompono nella sua ordinata vita di professore universitario; per le riflessioni su opere letterarie, poetiche e filosofiche; per i commenti su critici, letterati, artisti; per le considerazioni sulle vicende e personaggi politici italiani e internazionali. Ma, soprattutto, per i temi più generali trattati, testimoniano il processo di evoluzione personale, intellettuale, artistica e morale di questo rilevante, complesso e difficilmente inquadrabile intellettuale della cultura italiana del primo Novecento.

I Diari fanno luce principalmente sul periodo dell’esilio americano, cui Borgese andò incontro per non voler sottoscrivere il giuramento fascista imposto dal regime ai professori universitari nel 1931. In questo senso, di straordinaria e fondamentale importanza, vi è trattata tutta la questione riguardante il suo rapporto con il fascismo con la posizione che lo porta a opporre il rifiuto, attraverso la stesura dei due memoriali, le cosiddette Lettere a Mussolini, vero e proprio affresco morale e sintesi riassuntiva estrema della sua vita e della sua opera. Lungo questa scia, sono indicati, quindi, gli accenni e gli sviluppi iniziali a due delle opere fondamentali dell’avvio della riflessione e azione antifascista militante, quelli riguardanti cioè la stesura del saggio Sulle origini intellettuali del fascismo e quelli concernenti il libro Goliath, the march of fascism.

Sono poi di straordinario valore profetico, le riflessioni politiche sul momento storico e, in tale contesto, l’interessante argomento emergente sulle straordinarie e anticipatrici considerazioni della necessità storica di veder sorgere gli Stati Uniti d’Europa come unica prospettiva di salvezza oltre la follia ancora imperante dei diversi nazionalismi nazifascisti.

Vi sono poi accennati e affrontati argomenti concernenti la sua sfera artistica e poetica, con il riferimento ad alcuni inediti di grande valore e interesse, tra i quali, fondamentali, sono i rimandi ad alcuni inediti tra cui il dramma teatrale La Fuga in Egitto, al poema epico Atlantide, nonché gli accenni iniziali a quella che sarà poi Montezuma, dramma epico dedicato alla conquista del Messico da parte degli spagnoli ma che in realtà denuncia le aggressioni neocolonialiste all’Impero Etiopico da parte del regime fascista.

Infine, tra le macroaree di argomenti trattati, vi sono altri due blocchi di estremo interesse che riguardano il riferimento a carteggi con alcune illustre personalità che gettano una luce profonda e smagliante sullo spessore culturale e umano di Borgese, come, per esempio, le lettere scritte a Vitaliano Brancati e a Francesco Chiesa, veri e propri testamenti intellettuali. Altri riferimenti a personalità di grande rilievo, animano diffusamente molte delle altre pagine diaristiche che, grazie anche ai numerosi ricordi di infanzia e giovinezza costituiscono un importante documento autobiografico dell’intera vita di Borgese.

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