Pitti Uomo: “dolci conversazioni”, gioielli da indossare e da gustare

Dialogo tra design e alta pasticceria nel cuore della città, in concomitanza con Pitti Uomo. Dal 31 maggio al 13 giugno il Bernini Palace abbina i gioielli di 10 giovani talenti creativi alle creazioni di Roberto Cantolacqua, dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. È l’ultima tappa de “Le Dolci Conversazioni”, una mostra itinerante organizzata nelle location di prestigio del Gruppo Duetorrihotels.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Viaggio nella capitale del Rinascimento, alla scoperta della divina proporzione, una speciale regola aurea che esalta l’unione tra ciò che è buono e ciò che è bello: le Dolci Conversazioni arrivano a Firenze, al Bernini Palace, dal 31 maggio al 13 giugno, in concomitanza con Pitti Immagine uomo, emblema dell’eleganza e del Made in Italy. Un dialogo tra design e alta pasticceria che delizierà la vista e il palato. Le Dolci Conversazioni sono una proposta dedicata al gioiello sostenibile, quindi etico: una mostra itinerante che si sviluppa intorno all’idea dei gioielli a tema food – realizzati con materiali naturali e sostenibili - e dei dolci a tema gioiello. È l’ultima tappa di una formula inedita e originale già ospitata dagli altri tre palazzi storici del gruppo Duetorrihotels, il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, l’Hotel Bristol Palace di Genova e il Due Torri Hotel di Verona. In esposizione, i progetti di 10 giovani designer protagonisti di un bando intitolato “Ridefinire il gioiello”, curato da Sonia Patrizia Catena per diffondere una nuova estetica del gioiello contemporaneo. Le loro creazioni sono state abbinate all’opera di un grande pasticcere: a Firenze sarà Roberto Cantolacqua Ripani, individuato dall’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Cultore della lievitazione naturale, della tradizione artigianale e del cioccolato, Roberto Cantolacqua si è lasciato ispirare dalle texture, dai colori e dalla raffinatezza dei materiali preziosi. I suoi gioielli da gustare dialogano con spille, orecchini, collane, anelli, ciondoli e bracciali creati da MICartapesta alias Michela Boschetto, Chimajarno, Elena dp Crea, Fragiliadesign, Frilli Colombo, Giuliana Kobayashi Mantovi, Rita Martinez Art Jewelry, Francesca R. Sansoni, Ag Art alias Agnese Taverna e Maria Tenore.

ROBERTO CANTOLACQUA RIPANI - IL PASTICCERE “Ero un bambino quando grazie a mio nonno fornaio ho scoperto la passione per i dolci e i lievitati, a 8 anni ho realizzato i primi buffi esperimenti in cucina, tentando di imitare il ciambellone. Dopo la scuola alberghiera sono stato assunto in una delle pasticcerie storiche di Tolentino nel cuore delle Marche, e ho partecipato ai corsi dei grandi Maestri pasticceri italiani e internazionali, cominciando ad ottenere i primi importanti riconoscimenti. Mi definisco un pasticcere classico, amo le decorazioni tradizionali, le torte nuziali, le specialità italiane, per me la pasticceria è un’arte che accompagna i momenti lieti e di festa”. Una vocazione precoce, ereditata dal nonno, poi l’assunzione alla storica Mimosa di Tolentino, provincia di Macerata. Roberto Cantolacqua Ripani, classe 1982, ha cominciato così una carriera fatta di passione e sacrifici, imparando da Maestri come Graziano Giovannini, che oltre all’amore per il lievito gli ha trasmesso quello per la decorazione al cornetto. Partecipa a vari concorsi, vincendo tre medaglie d’oro e quattro d’ argento, e nel 2009 - anno in cui rileva La Mimosa - entra a far parte della Squadra Regionale Cuochi Marche. Nel 2012 diventa membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, prestigiosa associazione, e nel 2014, al Sigep di Rimini, vince il premio internazionale “The star of chocolate” in tutte e tre le prove: miglior pralina, miglior torta da viaggio e miglior scultura di cioccolato. Tra le sue creazioni, il Panettone marchigiano – con il quale si è classificato terzo al “Re Panettone di Milano” nel 2016 e la Colomba con le amarene di Cantiano candite.

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