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Luci, specchi e un arcobaleno: a Palazzo Strozzi in mostra l'arte di Olafur Eliasson / VIDEO

Le immagini in anteprima della nuova mostra a Palazzo Strozzi con le opere dell'artista islandese-danese

Le finestre di Palazzo Strozzi proiettate su enormi tele diventano le protagoniste delle prime tre sale della mostra, un gioco di luci che trasforma il vetro nell'impronta digitale del palazzo con i suoi graffi, bolle e polvere. Ogni dettaglio è visibile e le vetrate gotiche, oltre ad elemento architettonico, si fanno parte integrante del racconto di Olafur Eliasson. "Nel tuo tempo", questo il titolo della mostra, sarà visibile dal 22 settembre 2022 al 22 gennaio 2023.

La luce mediata dalle superfici è un tema ricorrente nella mostra, è forse il suo fulcro principale che unisce le opere più recenti a quelle storiche. Schermi, proiettori, filtri colorati hanno trasformato le sale del palazzo rinascimentale in ambienti in cui il visitatore-viaggiatore si trasforma in opera. Tutto cambia a seconda di come viene guardato, ciò che vediamo colorato può mutare in monocolore, le prospettive modificano l'opera e così l'ospite, come ha spiegato l'artista durante la conferenza stampa, può godere della mostra  diventando co-produttore dell'esperienza. "Molto spesso nelle mostre quello che ci viene proposto ci viene imposto, ci viene forzato addosso e questo è un atteggiamento consumistico, oppure la mostra viene considerata come un momento di fuga dalla realtà,  ma io invece penso che i visitatori debbano co-produrre l'esperienza, per esempio quando si guarda l'opera nel cortile il corpo ha un'importanza perché muovendosi da una parte all'altra cambia la prospettiva e quello che si vede". "Questo vuol dire che chi è lì a guardare l'opera conta - spiega ancora Eliasson - e non solo è abbastanza bravo per capire quello che ha da dire la mostra. Ciò che mi piacerebbe suscitare nei visitatori è una sensazione di riconquista della consapevolezza (empowerment, ndr) cioè nessuno mi ha detto cosa devo pensare, ci sono io con la mia storia i miei pensieri e sono in grado di agire di conseguenza. Inoltre vuole essere un invito a rallentare, perché quando lo facciamo ci si apre una nuova realtà e il titolo della mostra ha proprio questo scopo invitare ad essere padroni del proprio tempo".

A Palazzo Strozzi la mostra di Olafur Eliasson, Nel tuo tempo

Alcune delle opere presenti in mostra

Due opere del percorso espositivo richiamano il tema del cerchio e dell'ellisse introdotto nel cortile. How do we live together (2019) è costituita da un grande arco metallico che invade in diagonale lo spazio di una sala in cui il soffitto è rivestito da una superficie specchiante. Tramite un effetto di illusione tipico di Eliasson, utilizzato in celebri opere come The weather project (2003) alla Tate Modern, l’arco si raddoppia diventando un cerchio, una sorta di anello che unisce lo spazio reale con quello irreale.

L’installazione Solar compression (2016) è costituita invece da un disco circolare sospeso, specchiante su entrambi i lati, in costante movimento, emanando dal suo interno una luce gialla che inonda l’ambiente. Quella stessa luce è alla base dell’installazione Room for one colour (1997) dove in uno spazio totalmente vuoto la percezione degli spettatori è alterata dall’immersione nella luce di lampade monofrequenza che trasforma tutti i colori in sfumature di grigio, giallo e nero, accentuando tuttavia la percezione dei dettagli da parte degli spettatori.

Nel percorso, inoltre, si incontra un’opera iconica della carriera di Eliasson come Beauty (1993). L’installazione pone di fronte a uno spettacolare arcobaleno in cui fasci di luce bianca sono scomposti nei colori dello spettro visibile attraverso una cortina di nebbia. Questa apparizione è creata dalla luce proiettata, rifratta e riflessa dalle gocce d'acqua in cui il pubblico è chiamato a immergersi. A seconda dell’angolazione ciascuno ha infatti una visione soggettiva e personale: non ci sono due spettatori che vedono lo stesso arcobaleno.

Emblematico del lavoro di Eliasson e testimonianza della sua ricerca sulla visione come azione di frammentazione e complessità del pensiero è invece Firefly double-polyhedron sphere experiment (2020), grande poliedro di vetri colorati verdi, arancioni, gialli, ciano e rosa che nasce dall’interesse dell’artista per i temi della geometria e della luce. Nella stessa sala l’opera dialoga con Colour spectrum kaleidoscope (2003) grande caleidoscopio esagonale fatto di specchi dicromatici di vari colori. Come afferma Eliasson: “I caleidoscopi giocano sul fatto che ciò che vediamo può essere facilmente disorganizzato o riconfigurato.

La mostra poi continua nella Strozzina dove, oltre ad osservare altre tre opere dell'artista, è possibile provare l'esperienza di realtà virtuale - presentata per la prima volta a Firenze - Your view matter (2022), nuova opera dell’artista che utilizza la
tecnologia VR per sperimentare la percezione umana nello spazio digitale. Indossando uno speciale visore il pubblico entra in un mondo digitale da esplorare, costituito da sei diversi spazi virtuali. Cinque di questi spazi prendono la forma di uno dei solidi platonici (il tetraedro, l'ottaedro, l'icosaedro, il dodecaedro e il cubo), il sesto ci conduce all’interno di un’immensa sfera.

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