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L'Eredità delle donne 2023: "Madri della patria" è il titolo della prossima edizione

Dal 24 al 26 novembre dal vivo a Firenze presso Manifattura Tabacchi e on line sul sito ( www.ereditadelledonne.eu) Torna il festival diretto da Serena Dandini

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Sarà Madri della patria il titolo della sesta edizione de L’Eredità delle donne, il festival dedicato all’empowerment femminile e a quanto di straordinario le donne sanno e hanno saputo fare in ogni campo, con la direzione artistica di Serena Dandini, che si terrà quest’anno non più in ottobre bensì, in coincidenza con la Giornata contro la violenza sulle donne, dal 24 al 26 novembre a Firenze e on line su www.ereditadelledonne.eu. "Nonostante i passi avanti verso l’equità - ha dichiarato infatti Serena Dandini - la violenza di genere non diminuisce. Per quante buone leggi siano state messe in campo e per quante buone intenzioni vengano dichiarate ogni giorno, la rivoluzione culturale necessaria per sconfiggere questo dramma è ancora da compiere. Così abbiamo fatto coincidere il festival con la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. È il nostro modo di abbracciare tutte le sorelle che ne sono vittime. Ma al tempo stesso dire: noi donne siamo forti. Noi non arretreremo di un solo passo”. La manifestazione è un progetto di Elastica, partner fondatori Fondazione CR Firenze e Gucci, con la co-promozione del Comune di Firenze, la collaborazione di Elle e la partecipazione di Manifattura Tabacchi, sede principale del festival. La sesta edizione del Festival inaugura con piacere una nuova partnership con la rivista Elle. La collaborazione nasce da una condivisione di valori di empowerment femminile che il settimanale esprime anche nell’ormai consolidato evento annuale ElleActive!. La partnership sarà un’occasione di condivisioni di temi, competenze, visibilità all’insegna di una causa comune, quella della gender equality. Un messaggio chiaro sin dal manifesto: l'immagine simbolo della sesta edizione dell’Eredità delle donne mostra infatti una giovane figura femminile che indossa una gonna creata cucendo assieme le date delle più importanti leggi che hanno scandito l'ingresso delle donne nella vita pubblica del nostro Paese. È il momento giusto per ripassare le tappe, almeno le principali, del cammino dell'emancipazione femminile. Eredità delle donne lo fa agganciando il suo racconto ai provvedimenti di legge che, dal primo voto delle donne (1946) fino alla Convenzione di Istanbul (il trattato internazionale del 2011 contro la violenza di genere, ratificato dall' Italia nel 2013), hanno segnato i diritti delle donne e dell’intera società italiana. È il nostro modo per celebrare quelle Madri della patria (principio cardine del festival dalla sua prima edizione) cui dobbiamo battaglie, campagne sociali e disegni di legge che hanno contributo ad un Paese più equo, più solidale, più inclusivo. Per tutti, uomini e donne. Diversi i focus su cui il festival ha deciso di portare l’attenzione e su cui l’opinione pubblica sente maggiormente l’urgenza di instaurare un tavolo di confronto, in primis il tema della violenza: la violenza di genere e violenze di ogni genere contro giovanissime e meno giovani, dentro e fuori la scuola, dentro e fuori il posto di lavoro, dentro e fuori casa, purtroppo non diminuiscono. Se ne discuterà al festival anche con il magistrato Fabio Roia, Presidente Vicario del Tribunale di Milano e autore del libro “Crimini contro le donne, politiche, leggi buone pratiche” (Franco Angeli editore), un libro destinato a tutti gli operatori che si occupano della gestione dei casi di donne vittime di violenza. L'Eredità delle donne affronterà anche i temi della guerra e della pace: lo farà assieme al Premio Nobel per la Pace 2022 Oleksandra Romantsova, già direttrice del Centro per le libertà civili di Kiev (solo durante il primo anno di guerra, Romantsova e i suoi collaboratori hanno raccolto oltre 33.000 casi potenziali di violazioni dei diritti umani, che includono crimini di guerra, crimini contro l'umanità, crimini di aggressione e genocidio) e con Donatella Di Cesare, filosofa ed editorialista. Si discuterà inoltre del tema delle migrazioni e dell'emergenza ambientale con Angelica De Vito, consulente delle Nazioni Unite su cambiamento climatico e rifugiati climatici, e con Giorgia Linardi, portavoce di Seawatch nonché consulente legale e strategica alle operazioni in mare della Ong. Di diritti, maternità e femminismo si parlerà con Eve Ensler, scrittrice e drammaturga, fondatrice del movimento internazionale “One Billion Rising” autrice di "I monologhi della vagina" e ora di nuovo in libreria con “Reckoning”, un memoir in cui fa i conti con l’attivismo, la scrittura, il successo, le lotte globali, gli abusi, la depressione, e con Rosi Braidotti, che, a distanza di trent'anni dalla prima pubblicazione, esce con una edizione un'edizione completamente rivista e ampliata del suo "Soggetti nomadi. Corpo e differenza sessuale" (Castelvecchi), pietra miliare del pensiero filosofico femminista. Un focus sarà dedicato alla situazione in Afghanistan, con la partecipazione di Zarifa Ghafari, sindaca di Maidanshahr dal 2018 al 2021, oggi rifugiata in Germania e , la prima donna ambasciatrice in Afghanistan, Natalia Quintavalle. Inoltre verranno proposti incontri sull'arte, la musica, il cinema. È preziosa la voce delle più giovani generazioni: sui temi del corpo, della salute, dell'emancipazione e della parità porteranno la loro testimonianza anche l'attrice Carolina Crescentini, la musicista Casadilego e l'attrice, autrice e conduttrice Federica Cacciola. Non mancherà, infine, la rassegna “Mappe – Libri al festival”, un vero e proprio festival nel festival dedicato alle novità editoriali. Autrici internazionali e italiane faranno tappa a Firenze, dove si susseguiranno numerose presentazioni in anteprima nazionale. Giunta alla sesta edizione, la manifestazione rinnova l’invito al capoluogo toscano e lancia una nuova call alle realtà del territorio per essere inserite nel cartellone OFF (le adesioni devono pervenire entro il 31 luglio sul sito www.ereditadelledonne.eu/la-call/.) L’ELETTRICE PALATINA Musa ispiratrice del festival è Anna Maria Luisa de’ Medici, nota come l’Elettrice Palatina, che il festival ha battezzato dalla sua prima edizione come figura di riferimento, vedendo in lei una “Madre della Patria”, nonostante le regole del suo tempo fossero molto lontane dal prevedere una donna a capo di una dinastia, e quindi di uno Stato. Ultima esponente della dinastia dei Medici in assenza di discendenti maschi, a lei l’imperatore Carlo VI negò, infatti, il permesso di essere nominata erede del Granducato di Toscana, impedendole l’accesso al potere e la possibilità di guidare personalmente il suo popolo. Stipulò quindi il “Patto di famiglia”, un atto giuridico che stabiliva di conservare all’interno della città di Firenze e dello Stato del Granducato – nel frattempo passato ai Lorena – tutto il complesso dei beni che facevano parte delle collezioni medicee. A lei va quindi il merito di aver protetto e reso pubblico il patrimonio della città, rendendola lo scrigno che tutti conosciamo, una vera e propria “eredità” per le generazioni future di tutto il mondo.

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