Domenica, 21 Luglio 2024
Eventi Gioberti

Crepe (In)visibili a Villa Arrivabene

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Si apre martedì 16 luglio presso Villa Arrivabene “Crepe (in) visibili” mostra personale dell’artista Giulia Rotini, per la prima volta nella città di Firenze. Le creazioni dell’artista, classe 2000 sono un intimo e tangibile elogio alla fragilità: in una società, come quella contemporanea, che quasi ci impone di essere infrangibili ed inossidabili le sue opere materiche, che offrono nella lettura tattile e non solo visiva un secondo punto di vista, ci ricordano l’importanza di trasformare le ferite in opportunità. Rotini ci parla di un continuo farsi e disfarsi, d’incontri e di legami e lo fa attraverso la materia: la pasta di polvere di marmo, che caratterizza la base delle sue opere, una volta stesa sulla tela e asciugata si rivela estremamente precaria e crolla formando cosi infinite ferite messe in risalto da una pigmentazione talvolta accesa, talvolta tenue. Solo attraverso la passata di resina finale tutto si immobilizza e diviene finalmente stabile.

Le sue crepe cristallizzate sono un invito a riconciliarsi con il proprio destino, rinascendo attraverso una ricostruzione del se’, come fossimo davanti ad una lente d’ingrandimento, che rivela piccoli frammenti di instabilità: quelli della nostra anima. E nel suo interagire con il circostante, l’approccio gestuale di Rotini porta il Voyeur a ritrovare una dimensione che si apre a suggestioni in divenire, totalmente personali. La sua ricerca infatti, pur nascendo da un pensiero individuale si presta a molteplici interpretazioni; impossibile qualsiasi approdo interpretativo definitivo. Coinvolge la sua matericità, nello sguardo e nel tatto in una creatività che si dilata sino a fuoriuscire dalla tela, che colma i luoghi che “abita”: radici di un bianco candido etereo ci invitano a proseguire, a spingerci “Verso altro” sono spunto per parlare di resilienza, tra vulnerabilità e forza; all’improvviso è tutto rosso, sangue che sgorga da una ferita, l’impronta di un corpo emerge, “urla” silenzioso “io c’ero”, io esisto. Un grido di speranza. La mostra Crepe (IN)visibili ripercorre le sperimentazioni della giovane artista, che attraverso linguaggi differenti esprime il suo vissuto alla ricerca di un equilibrio interiore: dalle prime opere dominate da un tocco denso e corposo, che nella loro connotazione di pitture “espanse” oltre la tela privilegiano una prospettiva informale- astratta, passando per le installazioni sino ai più recenti libri d’artista. Qui molte pagine bianche sono ricoperte dalla pigmentazione scultorea a cui Rotini ci ha abituati. È la nostra storia, tutto il nostro passato. Dentro la quasi totale assenza di parole. È un invito a scriverne di nuove, ad esplorare l’ignoto, lo spazio delle nostre aspirazio

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