Domenica, 24 Ottobre 2021
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"Ristoranti contro la fame 2021": al via la campagna d'adesioni 2021

Le adesioni all’iniziativa sono aperte: gli chef, i ristoratori e i pizzaioli del territorio possono iscriversi e richiedere informazioni attraverso il sito www.ristoranticontrolafame.it.

Nell’ambito del programma del Fuorisalone, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, è stata presentata, questa mattina, la settima edizione di “Ristoranti contro la Fame”. Con l’evento di oggi, prende il via la campagna adesioni 2021: scatterà una vera e propria gara di solidarietà, con gli chef protagonisti, per dimostrare, concretamente, la volontà di rilancio del settore e per confermare l’impegno del mondo della ristorazione nella lotta contro la fame in Italia e nel mondo.

L’iniziativa, che prenderà concretamente il via il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, è promossa da Azione contro la Fame (organizzazione umanitaria specializzata nella lotta alla fame e alla malnutrizione) con l’obiettivo di coinvolgere i ristoranti in un grande gesto che mira a donare cibo alle persone più vulnerabili, in Italia e nel mondo. Il progetto, in questi anni, ha trovato ospitalità in oltre 700 attività della ristorazione italiana e ha raggiunto, complessivamente, oltre 500.000 persone.  Le adesioni all’iniziativa sono aperte: gli chef, i ristoratori e i pizzaioli del territorio possono iscriversi e richiedere informazioni attraverso il sito ristoranticontrolafame.it.

Nel corso di questa edizione, che si concluderà il 31 dicembre, i clienti, all’interno dei ristoranti che aderiranno all’iniziativa, potranno donare due euro con l’acquisto di un “piatto solidale”, 50 centesimi scegliendo una “pizza solidale” e altrettanti consumando una bottiglia d’acqua. Sarà l’occasione per tornare a godere del piacere di un pranzo o di una cena in totale sicurezza, contribuendo, da un lato, al rilancio della ristorazione e, dall’altro, all’impegno per liberare il mondo dalla fame. Secondo il rapporto pubblicato dalla FAO (The State of Food Security and Nutrition), del resto, sono 811 milioni le persone che ne soffrono a causa di guerre, cambiamenti climatici e disuguaglianze.

Nel corso dell’incontro, sono state presentate anche le attività sul campo che saranno sostenute dall’organizzazione attraverso l’iniziativa, in particolare gli interventi in Sahel, Libano, India e, per la prima volta, in Italia.

In particolare, in Sahel l’organizzazione sosterrà ancora l’intelligenza artificiale per contrastare i cambiamenti climatici con un progetto innovativo che combina le immagini satellitari e i dati raccolti dai pastori per monitorare la siccità e guidare gli allevatori verso pascoli migliori; in India, Azione contro la Fame darà seguito alla realizzazione degli “orti giardino”, pensati per libere i più vulnerabili dall’insicurezza alimentare, proiettandoli verso l’autosufficienza; in Libano, il network si occuperà del sostentamento delle comunità di rifugiati con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni socioeconomiche con l’accesso ai beni di prima necessità.

Il progetto promosso in Italia, “Dall’emergenza all’autonomia”, consiste, infine, in una attività “pilota” che, in un momento di emergenza economica e sociale, mira a contrastare l’insicurezza alimentare nel nostro Paese. L’intervento, nella sua prima fase, coinvolgerà 50 famiglie vulnerabili della periferia di Milano, per un totale di 250 persone, già nel 2022. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di estendere l’iniziativa anche in altri territori. D’altra parte, anche in Italia, pur con forme diverse, molte persone vivono una condizione di insicurezza alimentare (5,6 milioni nel in povertà assoluta, Istat). È la ragione per cui l’organizzazione ha deciso di “importare” l’esperienza sviluppata, in oltre 40 anni di attività, sugli scenari internazionali. Il modello sul quale è basato il programma, del resto, è già stato testato in Spagna, Palestina, Georgia e in diversi paesi dell'America Latina ed ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio “RegioStar” dall'Unione Europea, come buona pratica per promuovere una crescita inclusiva.

Saranno tre i cardini del progetto: un contributo alla spesa settimanale, per fornire un supporto nutrizionale immediato; la promozione di una educazione alimentare allo scopo di favorire tra i beneficiari l’adozione di una dieta sana ed equilibrata; la formazione per migliorare le capacità personali, sociali e professionali utili per favorire l’autonomia e, così, la sicurezza alimentare a lungo termine. Il programma riserverà una particolare attenzione alle famiglie con due o più figli (soprattutto con bambini con età inferiore ai 5 anni), con donne in gravidanza o neomamme, con genitori disoccupati o impegnati in lavori occasionali.

Nel corso dell’appuntamento e, in particolare, alla tavola rotonda “Siamo tutti sulla stessa…tavola”, moderata dal giornalista Nicola Saldutti, hanno partecipato, la food editor Margo Schachter, il responsabile marketing di Refresco Italia, Fabio Bononi, il direttore generale Associazione professionale cuochi italiani, Sonia Re, e gli chef Cristina Bowermann, Cesare Battisti, Giancarlo Morelli, Claudio Sadler, e Vincenzo Florio. Il comparto, rappresentato in tutte le sue componenti, ha lanciato un grande messaggio di speranza: il desiderio di ripresa per un settore nevralgico per l’economia italiana è ancora vivo ed è rappresentato proprio dalla solidarietà espressa, anche in questa occasione, dagli chef.

“Come per altri settori strategici dell’economia italiana, l’impatto del Covid-19 si è fatto sentire anche nell’ambito del comparto della ristorazione - ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame -. Eppure, i ‘Ristoranti contro la Fame’, anche quest’anno, non si sono tirati indietro e sono ancora pronti a lavorare al nostro fianco per dare cibo a chi non ce l’ha. Gli italiani, oggi, hanno un motivo in più per pranzare o cenare al ristorante o in pizzeria: la solidarietà. Recarsi in uno dei locali aderenti diventa non solo un’opportunità per dare cibo ed alimenti terapeutici ai bambini malnutriti nel Sud mondo ma anche un modo per consentire alle famiglie più vulnerabili del nostro Paese di sconfiggere la fame”.

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