Giorno della Memoria, alle Murate "Bent": il racconto della repressione dei gay

Domenica 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, all’interno dell’ex carcere delle Murate andrà in scena la performance itinerante "Bent" tratto dall’opera teatrale di Martin Sherman con la regia Lorenzo Tarocchi, voluta dall’assessorato al Welfare guidato da Sara Funaro. Lo spettacolo, messo in scena dall’associazione culturale Masaccio, inizierà alle 17.30.

La performance ‘Bent’ parte raccontando una scena ambientata nella Berlino del 1934 e ha come protagonista Max, che frequenta i cabaret della capitale del Reich e convive con il ballerino Rudy. Dopo l’assassinio brutale da parte delle SS di un componente delle SA, che aveva trascorso la notte nella loro casa, Max tenta una tragica fuga insieme al compagno.

Il tema dello sterminio subito da migliaia di persone solo in ragione del proprio orientamento sessuale è ancora oggi poco affrontato. ‘Bent’ porta alla ribalta questa pagina di storia, ponendo interrogativi sulla realtà di oggi. Attraverso la storia del giovane Max, il testo racconta l’improvviso e traumatico passaggio da una Berlino relativamente aperta nei confronti dei gay, all’inizio di una durissima repressione e persecuzione (in seguito alla ‘Notte dei lunghi coltelli’ del 1934), che costrinse molti di loro alla fuga o alla detenzione nei campi di concentramento.

La forza di questo spettacolo sta nel porre l’accento, a tratti anche ironico, sulla capacità di prendere coscienza della propria dignità e sul valore dell’amore in una situazione di completa disumanizzazione.

Lo spettacolo sarà di natura esperienziale e il pubblico verrà coinvolto nel percorso fino a raggiungere la scena del campo di concentramento. spari, voci fuori campo, carcere duro, suoni, scomodità saranno la chiave di lettura della pièce. La regia di Lorenzo Tarocchi porterà gradualmente in quella atmosfera di suoni e rumori che disturberanno volutamente la meccanizzazione dell’individuo, creando situazioni scomode e costringendovi, per mano di chi è responsabilmente colpevole, ad attraversare angusti passaggi e ad un certo punto gli spettatori si ritroveranno a Dachau in una situazione disorientante senza punti di riferimento.

L’ingresso è libero, ma è obbligatoria la prenotazione. Per info e prenotazioni telefonare al numero 055-2476873 oppure inviare una e-mail all’indirizzo info.pac@muse.comune.fi.it

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