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"Andare per i luoghi dell'editoria" a Firenze

Anticipiamo un brano sulle Giubbe Rosse del volume che il Gabinetto Vieusseux presenta venerdì 17 maggio alle ore 17,30: un itinerario di Roberto Cicala nelle città dell'editoria tra cui Firenze

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

«La Divina Commedia non è l’unico testo amato dai poeti, che a partire dagli anni incendiari del futurismo, si siedono ai tavolini delle Giubbe Rosse, il caffè così chiamato dal colore delle giacche dei camerieri quando nel 1910 nell’attuale piazza della Repubblica è ristrutturata la birreria dei fratelli Reininghaus, nome straniero rinomato perché segnalato nella guida turistica edita da Baedeker ma che gli avventori locali fanno fatica a pronunciare e ricordare» lo scrive Roberto Cicala in “Andare per i luoghi dell’editoria” (Il Mulino) che viene presentato venerdì 17 maggio al Gabinetto Vieusseux da critici di fama come Franco Contorbia e Cristina Nesi. Aggiunge Cicala, esperto di editoria, docente in Università cattolica ed editore di Interlinea, che «la rissa tra i futuristi milanesi di Marinetti, dopo la serata al teatro Verdi del 12 dicembre 1913, e gli artisti della «Voce», il foglio su cui Ardengo Soffici li aveva attaccati, crea il mito del locale dove ci si divide di lì a poco tra interventisti e pacifisti. Il caffè è una vera e propria redazione e testimoni ricordano le bozze di stampa che Papini corregge, il «matto» Dino Campana per vendere i suoi Canti Orfici, nell’edizione Ravagli, strappando le pagine delle poesie che pensava non adatte agli acquirenti (e tra questi anche Marinetti). Tra gli avventori si ricorda Attilio Vallecchi, autodidatta, che decide di farsi stampatore e di editare l’anticrociana e futurista «Lacerba» e le edizioni della Libreria della «Voce» di Giuseppe Prezzolini, che aveva le vetrine in piazza Davanzati, non lontano da piazza della Signoria». Sono tra le curiosità, gli aneddoti e le storie che si trovano nell’agile e piacevolissimo volume di Cicala. Dal Risorgimento sotto i torchi ai tavoli delle Giubbe Rosse con Vallecchi, fino a Giunti e Olschki spaziando verso Pontremoli e Viareggio tra librai e premi sono molti gli spunti dell’opera che, partendo dalla tradizione di Pinocchio, segue poeti ed editori toscani caffè di Firenze in un capitolo tra i molti dedicati alle varie città italiane dove le case editrici hanno sede. «L’idea del volume è scoprire i luoghi dove nascono quei libri che amiamo» annuncia l’autore. Le case editrici sono luoghi dove non sono previste visite guidate, che è possibile fare in queste pagine per scoprire dove nascono i libri che amiamo grazie all’incontro di persone, idee, storie ed emozioni. Dai sestieri lagunari di Manuzio alle gallerie del centro storico di Milano, dalla Mole di libri torinesi tra Gobetti, Einaudi e don Bosco alla Bologna di Zanichelli e del Mulino (che nel 2024 compie 70 anni) e fino alla Firenze dei caffè scelti dai poeti per le riunioni di redazione, e ancora dalla Roma di politica e santità alla Napoli delle bancarelle, alla Bari laterziana e alla Palermo della “Memoria” è un itinerario dietro le quinte delle fabbriche dei best seller tra uffici, ville, open space e librerie. Un volume che mancava con una mappa del come e perché si produca tanto sapere in tutta la penisola: è una bibliodiversità che rispecchia la variegata identità dell’Italia di oggi, di cui le case editrici sono uno specchio veritiero tra carta e digitale. Roberto Cicala è docente all’Università Cattolica di Milano ed editore di Interlinea. Collaboratore di riviste e quotidiani, ha pubblicato per il Mulino I meccanismi dell’editoria. Ha curato inediti di Rodari, Rebora e Vassalli e saggi sulla storia di Einaudi, Mondadori, De Agostini, Vita e Pensiero e altri editori. «Il fatto che si chiamino “case” la dice lunga sull’importanza dei luoghi in cui si cucinano le parole per renderle le più appetibili e gustose al palato degli ospiti, cioè i lettori, dentro il piatto dei libri. In gergo è detto davvero “cucina” il lavoro di redazione: è ciò che capita dietro le quinte dei libri per farli nascere. A partire dalle sedi più rappresentative questo viaggio in Italia tenta di tracciare una piccola storia dell’editoria italiana attraverso alcuni marchi consolidati la cui aura permea molti luoghi. È il racconto di un campione di sigle che hanno plasmato l’identità culturale della nostra nazione mediante i gusti e le scelte di editori protagonisti o di letterati editori, due categorie che non sono del tutto tramontate», scrive l’autore nell’introduzione. Dopo l’anteprima di sabato scorso al salone del libro di Torino di "Andare per i luoghi dell’editoria" con Irene Enriques, Giovanni Hoepli e Giuseppe Laterza, quella di Firenze venerdì 17 maggio ore 17,30 al Gabinetto Vieusseux è la prima presentazione di un itinerario di incontri in giro per l’Italia. Il libro: Roberto Cicala, Andare per i luoghi dell'editoria (Il Mulino), pp. 192, con fotografie, euro 14

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