Sabato, 18 Settembre 2021
Economia

Falsi vini Sassicaia e Brunello: sgominato traffico vini pregiati

Operazione dei militari del Nas di Firenze, Prato e Padova

Foto di Christine Sponchia da Pixabay

Ennesima contraffazione delle perle enologiche toscane. Stamani i carabinieri del Nas hanno infatti sgominato un traffico di vini toscani pregiati contraffatti quali Sassicaia, Brunello di Montalcino e Chianti di notissime aziende vinicole.

L'indagine, denominata "Geminus", coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia, si è sviluppata nelle province di Firenze, Prato e Padova e ha portato a quattro decreti di perquisizione nei confronti di tre indagati e di una società di import-export con sedi in Italia e nella Repubblica Popolare Cinese.

I tre soggetti perquisiti, di nazionalità cinese, sono indagati, insieme ad altre quattro persone di nazionalità cinese e italiana, per aver prodotto, imbottigliato e commercializzato, soprattutto all'estero, vino con false indicazioni relative a denominazioni di origine geografica garantita e tipica, utilizzando in etichetta marchi, segni distintivi e caratteristiche grafiche e tipografiche che indebitamente imitano marchi registrati e il design del packaging di vini pregiati prodotti in Toscana.

Falsi: traffico internazionale di Bolgheri 

L'indagine è nata a marzo 2019 da una segnalazione pervenuta al Nas di Firenze da parte di una società produttrice del vino "DOC Sassicaia", relativa all'esposizione di "cloni" di Sassicaia e di altri vini toscani di pregio documentata nel corso di un'importante manifestazione fieristica svoltasi nella città cinese di Chengdu. Le indagini hanno permesso di individuare il punto di origine delle bottiglie in un'azienda agricola in provincia di Pistoia, ma con ramificazioni anche in provincia di Siena (Chianti e Montalcino). Inoltre, è stata rintracciata su una nota piattaforma on line di vendita l'offerta di vini sospetti oggetto di interesse investigativo ed è stata accertata l'esistenza di pregresse importanti movimentazioni di vino Chianti rosso in bottiglia in partenza dal pistoiese verso Hong Kong e la Cina continentale.

Ancora, al porto di La Spezia sono state intercettate alcune partite di bottiglie di vino rosso spedite verso quelle destinazioni, prive dell'etichetta frontale. Con i riscontri acquisiti nel corso dell`indagine, con la fattiva collaborazione dei legittimi titolari dei marchi, il NAS è riuscito a ricostruire i rapporti tra l`azienda vitivinicola toscana ed alcune società di import-export di merci varie con sede in Italia e in Cina, gestite da cittadini asiatici.

Le aziende, già in affari tra loro dal 2015, grazie all'intermediazione del mediatore pratese, avevano realizzavano l'accordo criminale per inviare in Cina, a partire dal 2018, bottiglie munite di sola retro-etichetta, triangolate cartolarmente su società di comodo con sede in Hong Kong. A destinazione, con la connivenza del produttore italiano, venivano apposte le etichette frontali create tipograficamente ad imitazione di quelle dei vini italiani tra i più importanti nel panorama internazionale. I vini così prodotti erano poi commercializzati da un ulteriore società cinese, ritenuta collegata alle altre, destinandoli al mercato cinese e al mercato online tramite una delle più note piattaforme asiatiche di e-commerce.

L'indagine ha evidenziato la sussistenza di canali commerciali illegali di prodotti considerati "eccellenze" agroalimentari nazionali, oggetto di "plagio" sia nella qualità merceologica che dei marchi aziendali di assoluto riferimento nel mercato globale.

Plauso all’operazione dei NAS di Firenze dalla Coldiretti Toscana che denuncia, secondo un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno, quanto le frodi rischino di dare il colpo di grazia alle esportazioni di bottiglie di vino italiano in Cina dove, dopo anni di costante crescita, sono praticamente dimezzate con un crollo del 44% nel 2020 anche per effetto dell’emergenza Covid.

“A preoccupare il settore è il mercato, con le vendite di vino toscano all’estero che hanno subito nei primi 6 mesi del 2020 una riduzione del 4,2%  con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l’emergenza Coronavirus”, afferma Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.

In Toscana la superficie vitata è pari a circa 60mila ettari di cui – ricorda Coldiretti Toscana – con una produzione totale vino di 2.657.000 ettolitri con una quota di vini rossi e rosati pari all’85 per cento e di vini bianchi del 15 per cento, la gran parte di questi numeri sono legati ad una viticoltura di qualità ed eroica alla quale non si può rispondere con i paradigmi della sola vendemmia verde o distillazione.

“Secondo i dati di Cantina Italia dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole, le giacenze di vini DOP, IGT e varietali Toscani al 28 ottobre 2020 sono pari ad oltre 4 milioni di ettolitri. Un andamento negativo – aggiunge il presidente Filippi - causato dall’emergenza coronavirus che ha penalizzato la Toscana che si fregia di 11 vini Docg, 41 vini Doc e 6 vini Igt con un valore delle esportazioni di 2 miliardi di euro. A pesare sulla mancata vendita dei vini di qualità è stata la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, bar, e ristoranti avvenuto in Italia e all’estero, anche con un forte calo delle esportazioni, aggravato dalle difficoltà logistiche e della disinformazione”, insiste il presidente Filippi.

"Le bottiglie italiane – precisa la Coldiretti - sono particolarmente apprezzate tanto da attirare l’attenzione del lucroso business del falso Made in Italy agroalimentare che nel mondo vale oltre 100 miliardi di euro".  

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