Mukki: via alla fusione con la centrale del latte di Torino

Dal consiglio comunale l'ok alla delibera sulla fusione. Perra: "Con la crescita della produzione si tutela anche l'occupazione"

Il consiglio comunale di Firenze ha approvato ieri a larga maggioranza la delibera di fusione tra Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno e Centrale del latte di Torino, con nuovo statuto e patto parasociale. La fusione, della quale si parlava da tempo, dovrà ora essere votata dall’assemblea straordinaria della Centrale del Latte.

"E' una decisione storica per un'operazione di sistema, crescita e rafforzamento - commenta l'assessore al bilancio Lorenzo Perra -. Questo percorso porterà alla nascita del terzo polo italiano del latte, subito dopo i colossi italiani ed europei di Parmalat e Granarolo. È un’operazione in cui vengono rafforzati i legami con il territorio e i marchi identitari per la città di Firenze e per un’intera area, fino a riguardare tutta la regione".

L'assessore assicura che "Firenze sarà al centro del settore ricerca e sviluppo. I nuovi prodotti saranno con grande probabilità tutti creati dall’inventiva della Mukki. La principale tutela dell’occupazione è la crescita della produzione. E noi con la fusione intendiamo crescere. Ci piacerebbe che i lavoratori diventassero anche azionisti della società per condividere questo obiettivo".

Qualche perplessità dal consigliere Francesco Torselli, FdI, che si è astenuto: "Un soggetto che si appresta a diventare il terzo operatore italiano nel settore latte-caseario, riuscirà a mantenere rapporti con i piccoli allevatori del territorio anche quando questi si riveleranno palesemente anti-economici? Nel futuro si continuerà ad investire nello sviluppo e nella crescita dello stabilimento fiorentino?".

Più critico il M5S, che parla di "subalternità" al gruppo di Torino. "I lavoratori e i loro diritti acquisiti non sono menzionati in nessun documento - dicono le consigliere Silvia Noferi e Arianna Xekalos -. Non viene data nessuna garanzia sul loro futuro come non viene data alle centinaia di piccoli allevatori locali".

Voto favorevole invece dal gruppo di opposizione Firenze Riparte a Sinistra, con il capogruppo Grassi che dice: "Ora però si rispettino gli impegni presi e si nominino persone capaci nelle società fuse e non raccomandati o amici di amici".

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