Domenica, 16 Maggio 2021
Economia

Turismo: in Toscana la crisi fa meno male a camping e villaggi

Stime Confcommercio: "D'estate cresceranno presenze e fatturati"

foto d'archivio

La prossima estate nei campeggi e nei villaggi turistici della Toscana cresceranno presenze e ricavi. Oltre undici milioni di pernottamenti (11,4) e una spesa complessiva intorno ai 500 milioni, per una crescita media dell'1,5% di presenze e dell'1,9% di fatturato rispetto all'estate 2020. Il tutto con un rimbalzo più forte nell'entroterra, che lo scorso anno aveva registrato le perdite peggiori. Sono le previsioni che arrivano da Faita-Confcommercio, che per l'indagine tra gli operatori (in tutto in regione sono presenti 256 imprese per oltre 173.000 posti letto), si è affidata a Side Note Scc.

Nel 2019, prima della crisi pandemica, il settore assorbiva il 21% delle presenze toscane, il 48% di quelle legate al turismo balneare. In pratica, un turista su due di quelli che sceglievano la Toscana per andare al mare (uno su cinque in generale) dormiva in strutture ricettive all'aria aperta. E anche quest'anno c'è chi (sei operatori su dieci) scommette che i risultati del settore serviranno a tamponare le perdite degli altri. I condizionamenti della pandemia continueranno, però, a farsi sentire: tre ospiti su quattro di campeggi e villaggi sulla costa saranno italiani.

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Anche per l'estate 2021, quindi, "sarà in massima parte il turismo domestico a movimentare gli affari. Per gli stranieri è anzi atteso un ulteriore calo del 7,5%, dopo la riduzione del 48% segnalata per l'anno 2020, penalizzando l'area costiera (-11%) e in particolare il grossetano". Quindi "molto dipenderà però da eventuali iniziative legate alle destinazioni Covid free, che potrebbero ribaltare il risultato", si spiega.

Sempre secondo l'indagine, il 51% degli imprenditori intervistati prevede un ritorno degli ospiti stranieri già nella stagione 2022, il 30% lo colloca nel 2023 e il 19% non prima di tre anni. C'è dunque "una percentuale di pessimisti ancora piuttosto alta". Tuttavia "grande aspettativa è riposta negli arrivi dalla Germania, a condizione che i contagi in Italia siano sotto controllo ma, principalmente, che sia istituito il passaporto sanitario".

Fronteggiare l'emergenza

Nel frattempo, gli operatori del turismo all'aria aperta cercano soluzioni per fronteggiare l'emergenza: così oltre l'80% interverrà sul personale, riducendo al minimo l'impiego di lavoratori stagionali; c'è poi chi ha deciso di rinviare gli investimenti previsti per questa stagione e infine chi taglierà le spese in comunicazione (pubblicità e presenza sui social). "La stagione passata, cominciata nel pessimismo, a consuntivo si è rivelata migliore delle aspettative: il 2020 si è chiuso limitando le perdite a un - 10%, grazie al fatto che il turismo nazionale ha sostituito, seppur parzialmente, quello internazionale, in particolare lungo la costa, mentre nell'interno le difficoltà sono state molto maggiori. Per la stagione 2021 ci aspettiamo risultati in linea con quella precedente e ci auguriamo una ripresa anche per le zone più penalizzate lo scorso anno", spiega il presidente di Faita-Confcommercio Toscana, Giampiero Poggiali.

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"Questa sostanziale tenuta- aggiunge- è importante nell'ottica della gestione delle imprese e della tenuta occupazionale, ma lo è ancora di più per il sistema economico dei territori, in particolare nelle aree costiere, dove i posti letto nei campeggi e villaggi turistici raggiungono quasi il 60% dell'intera offerta delle strutture ricettive. Sono sicuro che la strada che stiamo percorrendo ci porterà verso una ripresa stabile e che nell'arco di un paio di stagioni vedremo anche il ritorno degli stranieri. Ma non sarà indolore e la ripresa richiede un impegno di tutti, in un lavoro comune che deve vedere le imprese affiancate, ascoltate e sostenute da Stato e Regione", conclude.

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