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Le guide turistiche 'bacchettano' Nardella: "Il decalogo per il rilancio delle città d'arte è contro la legge. Va corretto"

"Diversamente toccherà impugnarlo" spiega la categoria

"Apprezziamo ogni impegno per il rilancio, purché avvenga a rigor di legge". E' quanto scrivono in sintesi le guide turistiche (GTI-Guide Turistiche Italiane), in una lettera inviata al sindaco Dario Nardella e per conoscenza all'assessore regionale al turismo Leonardo Marras. A firmare la missiva, la referente toscana Cristina Di Giorgio.

Insieme al collega di Venezia Luigi Brugnaro, cui è stato inviato il medesimo documento sottoscritto dalla referente GTI Veneto, Silvia Graziani, Nardella si è fatto promotore di un decalogo di dieci proposte per il rilancio delle città d'arte inviato al Governo, che coinvolge le guide. "Una iniziativa che certamente approviamo - premette Di Giorgio - tuttavia contiene imprecisioni importanti".

E spiega: "Al punto 4 si richiede un’abilitazione specialistica per lo svolgimento di professioni turistiche nei centri storici dei capoluoghi metropolitani siti Unesco. Una richiesta illegittima in quanto in contrasto con la normativa vigente e la giurisprudenza, le quali hanno ripetutamente sancito l’illegittimità di disposizioni e regolamenti di enti territoriali - si legge testualmente nel documento inviato al primo cittadino - che siano astrattamente idonee a circoscrivere l'esercizio della professione di guida turistica, disposizioni che in quanto tali risulterebbero limitative della concorrenza e, quindi, in contrasto con la Costituzione e con i principi dell'Unione europea".

"Norme e giurisprudenza ribadiscono che non può sussistere nessuna forma di esclusiva nei centri storici delle città d’arte (siti UNESCO) per guide turistiche specializzate territoriali o per ambito - commenta Di Giorgio -. Siamo così di fronte a un’illegittima restrizione ai principi comunitari di libera prestazione dei servizi e pertanto, qualora l'Italia adottasse la proposta dei sindaci di Firenze e Venezia, violerebbe il diritto dell’UE".

Altro errore, GTI lo individua anche al punto 3, laddove si fa riferimento alla necessità di possedere assicurazione e partita iva, "requisiti non obbligatoriamente previsti dalla legge per le guide turistiche". Evidenziate le criticità, GTI si aspetta "una risposta nei fatti da Nardella", ossia cambiare i requisiti del decalogo.

"Diversamente toccherà impugnarlo, perché così concepito è contro la legge italiana e europea" concludono le guide turistiche.

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